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ROVEREDO (GR)
19.08.18 - 08:250
Aggiornamento : 12:55

Grigionitaliano, gli obiettivi dei nuovi eletti in parlamento

Si spazia dall'insegnamento dell'italiano a scuola al turismo, passando dalla valorizzazione delle regioni periferiche

Difendere gli interessi del territorio grigionitaliano a Coira e l'insegnamento dell'italiano a scuola, sensibilizzare i colleghi parlamentari verso le problematiche e la valorizzazione delle regioni periferiche. Sono gli obiettivi comuni dei nuovi eletti in Gran Consiglio retico nei circoli del Grigionitaliano per la prossima legislatura (2019-2022), intervistati da Keystone-ATS.

Del resto, la collaborazione è fondamentale secondo Samuele Censi (PLD, circolo Roveredo): «Oltre ad essere una regione periferica siamo una minoranza linguistica, quindi è importante un'unità d'intenti ed un sostegno reciproco tra i parlamentari grigionitaliani. Allo stesso modo il dialogo tra Cantone e Comuni dovrà portare soluzioni sostenibili sia dal lato ambientale che economico, trovando, ad esempio, delle alternative all'area industriale di San Vittore. La nostra regione necessita di nuovi posti di lavoro di qualità e dovrà salvaguardare gli artigiani e le PMI già esistenti».

Da portare sul tavolo a Coira, aggiunge Censi. «La formazione scolastica e professionale, temi legati all'economia e al turismo, senza dimenticare la politica dei trasporti con un occhio di riguardo alle problematiche di traffico e sicurezza legate alla A13».

Quale presidente dell'ETRM, l'Ente Turistico Regionale del Moesano, e come albergatore, Hans Peter Wellig (PLD, circolo Mesocco) è particolarmente sensibile alle questioni del settore e promette: «se si presenterà l'opportunità di intervenire a Coira a sostegno di progetti in ambito turistico per San Bernardino e per tutto il Moesano sarò sicuramente in prima linea per ottenere aiuti dal Cantone».

Tra le sue priorità da parlamentare non solo il turismo: «la sicurezza in generale, quella sulle strade in particolare, mi ha visto impegnato già lo scorso anno in parlamento. L'abuso del nostro sistema sociale da parte di innumerevoli società fittizie insediatesi nella nostra regione è stato portato in parlamento lo scorso anno con un mio atto parlamentare. Non mancherò di riprendere l'argomento se necessario».

Un impegno a favore dello snellimento della burocrazia è tra gli obiettivi primari di Giovanni Jochum (PLD, circolo Poschiavo): «è importante mantenere e migliorare condizioni quadro che permettano alle aziende già radicate di potersi sviluppare, ma va supportato anche l'insediamento di nuove aziende. La burocrazia fine a se stessa va eliminata».

Su cosa è mancato fino ad oggi a Coira in favore delle regioni periferiche: «se penso al settore sanitario, negli ultimi anni, sotto la guida di Christian Rathgeb, sono stati fatti passi avanti: i centri sanitari decentralizzati hanno dimostrato efficienza. D'altro canto ci sono progetti di legge che dimostrano di non comprendere le particolarità delle zone periferiche, come la prevista revisione della legge sulle scuole medie, che prevede che le scuole organizzate su base privata non possano essere orientate agli utili. Scuole come l’Academia Engiadina di Samedan e il Liceo Alpino di Zuoz, i due licei più vicini alla Valposchiavo, sarebbero destinate a chiudere in pochi anni con la conseguenza che molti dei nostri ragazzi dovrebbero recarsi a Coira per continuare lo studio e numerosi posti di lavoro creati da queste scuole scomparirebbero».

E in merito al settore energetico, particolarmente importante per la Valposchiavo: «un accordo tra Svizzera e UE in materia energetica favorirebbe le ditte di produzione e trading dell'energia elettrica prodotta negli impianti idroelettrici nei Grigioni: esse potrebbero partecipare al mercato europeo anche con prodotti finora non ammessi».

Ha le idee chiare Pietro della Cà (UDC, circolo Brusio) sulle priorità del suo mandato: in cima a tutto la ricerca di «una soluzione definitiva e sicura, non sul tracciato attuale, della strada cantonale Brusio –Viano». Secondo obiettivo: «frenare lo spopolamento in atto nel nostro territorio con la creazione di posti di lavoro ad alto valore aggiunto per residenti". Infine lavorare alla creazione di "collegamenti stradali verso nord degni di un paese moderno».

«Conosco molto bene la Valtellina, – aggiunge poi in un paragone che viene naturale per vicinanza geografica – e per quello che concerne il settore manifatturiero a livello di PMI sono molto più avanti di noi. A parte la RhBe Repower, da noi questa gamba industriale non esiste ad eccezione delle imprese artigianali locali che fanno un lavoro pregevole. Il settore manifatturiero di beni di investimento, che ha reso la Svizzera conosciuta in tutto il mondo, da noi manca totalmente. Compito del Cantone - conclude - è creare le premesse perché PMI provenienti da nord trovino interessante insediarsi alle nostre latitudini. Lo sforzo da fare è nelle infrastrutture, come vie di comunicazione moderne».

No all'iniziativa sulle lingue straniere - Il trilinguismo è il punto di forza e di coesione del cantone dei Grigioni. I nuovi eletti in Gran Consiglio retico nei circoli del Grigionitaliano per la prossima legislatura non hanno dubbi: l'iniziativa popolare per l'insegnamento di una sola lingua straniera nelle scuole elementari va respinta nella votazione di settembre.

«La forza del nostro Cantone è anche nella convivenza delle diverse lingue: l'inglese è sicuramente importante, ma l'italiano è decisivo per la coesione grigionese. Il mantenimento di due lingue straniere (cantonali) nella scuola elementare rimane per me la giusta via da seguire». Così Samuele Censi riguardo l'iniziativa popolare grigionese «Solo una lingua straniera nelle scuole elementari», depositata nel 2013, che vuole che alle elementari, oltre all'idioma regionale, venga insegnato solo l'inglese nelle zone germanofone e il tedesco in quelle italofone e romance.

L'iniziativa, dichiarata nulla dal parlamento retico nel 2015 ma decretata valida dal tribunale amministrativo in seguito a un ricorso l'anno dopo - sentenza confermata a maggio 2017 dal tribunale federale - verrà sottoposta a voto popolare il 23 settembre.

Dello stesso avviso Hans Peter Wellig: «l'unità e la coesione cantonale si manifestano nel riconoscimento delle tre lingue cantonali soprattutto nell'insegnamento. Passare ad una sola lingua, inglese nella parte tedesca, equivale a dividere le tre regioni linguistiche del cantone. L'inglese serve assolutamente ma a livello di scuola primaria diamo la precedenza alle nostre lingue cantonali».

Se l'iniziativa venisse accolta, prevede Giovanni Jochum, «i ragazzi delle regioni italofone e romanciofone sarebbero penalizzati, dovendo comunque studiare il tedesco e solo più tardi l'inglese. In questo modo a 15-16 anni si troverebbero a dover affrontare lo studio in tedesco e a dover recuperare anni d'inglese persi in precedenza. Oppure dovrebbero essere introdotti due corsi differenti per l'insegnamento dell'inglese a livello di liceo venendo in tal modo separati dai compagni tedescofoni. Una separazione che evidenzierebbe le differenze e andrebbe a scapito delle minoranze linguistiche».

Lo scenario, secondo Pietro Della Cà, non è affatto roseo: «mi aspetto purtroppo un risultato negativo per la lingua italiana. Prima di tutto per una questione di numeri: i genitori di madre lingua tedesca che hanno figli in età scolastica sono più numerosi di quelli di madre lingua italiana. Se poi si aggiunge che i genitori di madre lingua romancia hanno un rapporto molto più stretto con la lingua tedesca, la vittoria dell'inglese sull'italiano sembra cosa fatta. Io sono dell'opinione che nella fase della scuola dell'obbligo le regole debbano essere uguali per tutti. Finita questa fase obbligatoria, inizia la vera gara e che vinca il migliore!».

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