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CANTONE
08.03.18 - 09:250

Disparità salariale e molestie sessuali sul lavoro, si interroga il Governo

Le deputate La Mantia e Lurati: «Come si intende agire in entrambi gli ambiti affinché la parità, oltre che sulla carta, venga realizzata nella realtà?»

LUGANO - La disuguaglianza salariale tra donne e uomini così come il fenomeno delle molestie sessuali sul lavoro sono due temi centrali che vanno affrontati e risolti nel rispetto della parità, iscritta nella Costituzione svizzera da quasi quarant’anni. In occasione della Giornata internazionale della donna, due interrogazioni inoltrate dalle Deputate socialiste al Gran Consiglio Gina La Mantia e Tatiana Lurati e sottoscritte in modo trasversale da più esponenti in Gran Consiglio, chiedono al Consiglio di Stato come intenda agire in entrambi gli ambiti affinché la parità, oltre che sulla carta, venga realizzata nella realtà.

Disparità salariale - In materia di disuguaglianza salariale, l’interrogazione “È migliorata la situazione della parità salariale all’interno dell’Amministrazione Cantonale?” chiede al Consiglio di Stato quali misure intenda adottare per incentivare la parità salariale. In particolare, l’interrogazione chiede quando verrà eseguita un’analisi approfondita della disparità salariale in seno agli enti pubblici e para-pubblici, poiché l’ultima risale a quattro anni fa e quali misure siano già state adottate in seguito all’analisi del 2014. Sulla scorta di atti parlamentari che negli scorsi anni hanno già trattato la questione, presentati dalle Deputate Pelin Kandemir Bordoli (PS) e Nadia Ghisolfi (PPD), l’interrogazione chiede al Consiglio di Stato come intenda fare rispettare il principio della parità salariale, iscritto nella Legge sulle commesse pubbliche e nel relativo regolamento, per quanto riguarda i contratti di prestazione e nell’ambito degli appalti pubblici.

Molestie sessuali sul lavoro - L’interrogazione “Molestie sessuali sul posto di lavoro: il Ticino può fare di più?” affronta un tema di grande attualità, purtroppo ancora presente e che va risolto. In questo ambito, gli strumenti attualmente a disposizione delle aziende non sono ancora sufficienti per garantire la sicurezza in caso di segnalazioni e denuncie inoltrate dalla vittime di molestie. L’interrogazione chiede cosa sia stato previsto per monitorare in modo attendibile il fenomeno delle molestie sessuali sul lavoro. In particolare, viene affrontata la questione per quanto riguarda le aziende private. Viene chiesto in quale misura le aziende ticinesi adottino gli strumenti messi a disposizione dalla Confederazione, come i volantini o le direttive interne alle aziende, e quante aziende mettano a disposizione una persona interlocutrice per le vittime, così come presentato dall’opuscolo pubblicato da SECO e UFU. Più generalmente, l’interrogazione chiede se il Consiglio di Stato non ritenga utile attivare una campagna di sensibilizzazione sul tema presso le aziede e ritiene utile stimolare la creazione di un gruppo “Stop alle molestie” – disponibile per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica – anche in seno alle aziende private.

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