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01.02.18 - 16:090
Aggiornamento 19:05

Scandalo Argo 1: «Un quadro allarmante, ora dateci risposte»

Il PS sul resoconto del perito Bertoli: «dimostra la pertinenza delle richieste di chiarezza, di risposte attendibili e di assunzione della responsabilità politica». Il PPD: «Scenario inquietante»

LUGANO - «Il quadro della situazione è disastroso, mina la fiducia della popolazione nelle istituzioni ed esige una volta per tutte, oltre al chiarimento delle responsabilità amministrative, anche reali risposte sul piano politico». Il Partito Socialista commenta così il resoconto del rapporto di Marco Bertoli, il perito nominato dal Consiglio di Stato per far luce sullo scandalo ‘Argo 1’, anticipato oggi sui media.

Un rapporto che, ricordiamo, ipotizza il reato di infedeltà – il danno verso l’Ente pubblico e illecito a vantaggio a terzi – e «dimostra la pertinenza delle richieste di chiarezza, di risposte attendibili e di assunzione della responsabilità politica formulate a più riprese dal Partito Socialista fin da quando lo scandalo è scoppiato».

Il PS ricorda di aver sottolineato fin dall’inizio come l’urgenza non fosse un argomento accettabile per motivare le ragioni dell’incarico a ‘Argo 1’, come invece Paolo Beltraminelli ha sostenuto nel suo intervento in Gran Consiglio lo scorso 13 marzo. «Abbiamo chiesto più volte quali fossero le vere ragioni che hanno condotto il Dipartimento della socialità e della sanità (DSS) ad affidare il mandato a ‘Argo 1’: un mandato tacitamente ricondotto su 3 anni, violando reiteratamente la Legge sugli appalti pubblici, per un importo totale di 3,4 milioni di franchi. Il rapporto del perito è perentorio nella conferma che non ci fossero né urgenza né emergenza, mettendo in luce dei seri dubbi riguardo alla qualità e all’equità della procedura con cui l’agenzia di sicurezza precedente è stata scartata, mentre il mandato è stato affidato a ‘Argo 1’».

Conferme del perito arrivano anche sul problema del contratto firmato con effetto retroattivo, sul fatto che ‘Argo 1’ non disponesse del personale necessario quando l’incarico le è stato affidato, sulla tariffa di 35 franchi all’ora di ‘Argo 1’ e sulla scarsa qualità della sua offerta di prestazioni, soprattutto se comparata all’agenzia concorrente Rainbow.

«È confermato - rincara il PS - in seno all’USSI c’era coscienza sia del problema sia dell’assenza di una base legale verificata per effettuare i pagamenti per cui la responsabilità non può essere scaricata in un altro Dipartimento. A dimostrazione che all’inizio dell’estate scorsa il caso ‘Argo 1’ non era chiuso, contrariamente a quanto affermato da gli altri partiti di governo».

Nel rapporto emergono anche nuovi elementi che toccano i vertici del DSS, della DASF e dell’USSI: «in particolare per quanto riguarda i controlli effettuati, i ragionevoli dubbi che fossero pilotati e le dichiarazioni sollecitate ai collaboratori dell’USSI a fine marzo dell’anno scorso. Un quadro in netto contrasto con l’esigenza, espressa dall’opinione pubblica e dal PS, di ottenere risposte chiare, verificabili e attendibili, non fabbricate a tavolino così come emerge dal rapporto».

Per il Partito Socialista il quadro «disastroso» dello scandalo ‘Argo 1’ consolida il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta poiché potrà approfondire la componente politica dell’intera vicenda. «Non è infatti accettabile che la responsabilità politica possa essere tradotta esclusivamente attraverso la responsabilità amministrativa dei funzionari implicati nella vicenda».

«Scenario inquietante» - Anche il PPD, in una breve nota diramata nel pomeriggio, ha definito «inquietante» lo scenario emerso dal rapporto firmato da Bertoli, sottolineando l’ulteriore aggravarsi del quadro della situazione e sottolineando «le grosse responsabilità dei due ex-funzionari dirigenti del DSS Blotti e Scheurer». Una posizione precisa da parte dei popolari democratici sarà presa solo dopo aver riunito l’Ufficio Presidenziale e gli organi del Partito.

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