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21.08.17 - 14:340
Aggiornamento : 16:39

«Oltre 3300 frontalieri in più, ma solo 351 posti annunciati. Come si spiega?»

Matteo Pronzini interroga il Consiglio di Stato sul funzionamento della campagna "Più opportunità per tutti" promossa dal DFE

BELLINZONA - La campagna “Più opportunità per tutti”, promossa dal Dipartimento delle finanze e dell’economia con l’obiettivo di convincere le imprese a segnalare gli impieghi disponibili, è finita nel mirino di un’interrogazione di Matteo Pronzini, che chiede al Consiglio di Stato di fare luce sul costo e sui numeri ad essa legati.

«Le posizioni vacanti annunciate sono passate da 2’615 a 2’966 fra il 2015 e il 2016, quindi solo 351 posti i più malgrado il DFE abbia esteso l’azione a ben 14’000 imprese e siano stati creati in un anno ben 3’500 nuovi impieghi in Ticino», indica il deputato MPS, sottolineando che «sicuramente la campagna non ha convinto le aziende a rinunciare alla manodopera a basso costo d’oltrefrontiera», considerato che nel «secondo trimestre del 2017 il numero di frontalieri risulta è aumentato di 3’319 unità» rispetto all’anno precedente.

«Come si spiega il fatto che a fronte di 351 nuovi posti di lavoro vacanti annunciati agli URC, ci siano stati comunque oltre 3’300 frontalieri assunti in un anno?» chiede Pronzini, invitando Christian Vitta a chiarire la natura del 42% di aumento di persone impiegate, dichiarato dal Direttore del DFE al quotidiano romando Le Temps.

«Moltissimi disoccupati si lamentano del fatto che gli URC non hanno mai proposto loro un lavoro che corrisponda alle loro qualifiche, anzi che non hanno mai proposto loro un lavoro in generale» sottolinea inoltre il deputato MPS, che chiede di quantificare il numero di aziende che hanno segnalato per la prima volta i posti vacanti in seguito alla campagna così come il numero di disoccupati ricollocati nel corso del 2016 grazie alla stessa.

Domande integrali

  • Quanto è costata globalmente la campagna “Più opportunità per tutti”?
  • Il consigliere di Stato Christian Vitta ha dichiarato a Le Temps: «Nous avons recréé une relation de confiance, ce qui a aussi débouché sur une croissance de 42% des placements de chômeurs sur les postes vacants enregistrés aux ORP en un an». Come è stato calcolato quel 42% di aumento? Come si spiega il fatto che a fronte di 351 nuovi posti di lavoro vacanti annunciati agli URC, ci siano stati comunque 3’300 frontalieri assunti in un anno? Questa crescita della manodopera d’oltrefrontiera è da mettere in relazione al fatto che i salari mediani sono calati in ben 7 sezioni economiche su 17 fra il 2008 e il 2014 come attesta la tabella pubblicata nell’ultimo studio dello’Ufficio cantonale di statistica dedicato al tema (vedi tabella di seguito)?
  • Quante aziende che non avevano mai annunciato posti vacanti agli URC vi si sono rivolte dopo la campagna?
  • Quanti disoccupati sono stati ricollocati l’anno scorso grazie ai posti vacanti annunciati agli URC? Quanti di questi sono posti di lavoro a tempo indeterminato? Quanti disoccupati che hanno ritrovato lavoro grazie ai posti vacanti agli URC sono anche a beneficio di un guadagno intermedio (cioè ricevono comunque le indennità visto che lo stipendio percepito è inferiore)?
  • Quanti disoccupati hanno ritrovato un posto di lavoro da soli, tramite annunci o in altri modi?
  • Vengono eseguiti controlli per verificare che le aziende che si sono rivolte agli URC offrano stipendi in linea con i CCl o i CNL? 
  • Come avviene la selezione dei candidati per un posto vacante? A quanti disoccupati viene offerto mediamente lo stesso posto vacante?
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