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BELLINZONA
26.05.17 - 09:560

Smantellamento della Posta: «Dialogo o imposizione?»

Un'interpellanza del Gruppo Popolare democratico chiede al Consiglio di Stato di prendere posizione in merito alla strategia del Gigante giallo

BELLINZONA - La ristrutturazione del Gigante giallo finisce nuovamente sui tavoli del Consiglio di Stato. Sotto la lente di una nuova interpellanza - presentata venerdì mattina dai deputati del Gruppo Popolare democratico Nadia Ghisolfi, Fiorenzo Dadò, Claudio Franscella, Luca Pagani e Alex Pedrazzini - è finita in particolare la pianificazione da parte della Posta del dialogo con i Cantoni, che a partire dal mese di giugno saranno «classificati in funzione della loro attitudine nei confronti dei progetti di chiusura». Rosso per quelli si oppongono allo smantellamento, giallo per chi esprime qualche dubbio e verde per chi accetta la strategia dell’ex regia federale.

Il Consiglio di Stato è quindi chiamato a «prendere una posizione definitiva», comunicandola alla «popolazione e al parlamento», in quanto questa sarà determinante per «le decisioni della Posta sul futuro della rete degli Uffici postali sul nostro territorio».

Il Gigante giallo prospetta infatti la chiusura di 32 uffici postali (su un totale di 113) in Ticino e l’analisi di ulteriori 46 nel corso dei prossimi tre anni. Una strategia che avrebbe «un impatto nefasto sul Ticino» e che andrebbe ad indebolire «il concetto di servizio universale che La Posta deve garantire in tutte le regioni del Paese, in virtù del suo mandato pubblico», ricordano i cinque firmatari, che pongono al Consiglio di Stato le seguenti domande:

  • La discussione con la Posta (secondo colloquio) ha già avuto luogo? Se sì, quali sono le conclusioni presentate dalla Posta e che posizione ha preso il Consiglio di Stato al riguardo?
  • Nonostante la richiesta di congelamento del Consiglio di Stato del 1° febbraio 2017, la Posta Svizzera ha continuato ad annunciare delle chiusure di Uffici postali. Che passi ha intrapreso il Consiglio di Stato al riguardo per evitare queste e future chiusure?
  • Il Consiglio di Stato ha preso contatto con altri Cantoni per coordinare le prese di posizione?
Commenti
 
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Equalizer 3 anni fa su tio
Da quando hanno iniziato a mandare i pacchi che da Lugano vanno a Paradiso fino a Härkingen e ritorno è iniziato pure il declino il declino.
SosPettOso 3 anni fa su tio
La Posta si sta comportando così in tutta la Svizzera. Non sarà certo una petizione firmata da tutti gli abitanti di Corippo o un accorata presa di posizione del nostro consiglio di stato a far cambiare rotta alla sua amministrazione. Se si vuole impedire/frenare/ridurre lo scempio bisogna far cambiare gli scopi sociali della SA, e questo si puo' fare solo unendo le forze con altri partiti in quel di Berna. Qualsiasi altra azione a livello più basso è solo uno specchietto per allodole a fini elettorali (in questo caso è anche una perdita di tempo per il consiglio di stato).
Lowenstein 3 anni fa su tio
@SosPettOso Cosa dovrebbe fare la Posta? Non mi reco in posta da almeno 5 anni. La generazione che segue probabilmente non ci mettara' mai piede. Se si vogliono tenere aperti uffici inutili come 'servizio' usato da pochi qualcuno i soldi ce li deve mettere.
SosPettOso 3 anni fa su tio
@Lowenstein La Posta sta adempiendo al suo mandato: fare utili. Solo cambiando il suo mandato si potrebbe sperare in un cambiamento di rotta. - Meno utili e più servizio pubblico - Una gestione meno mannaggeriale (la direttrice naviga sul milione annuo e sicuramente i suoi vice, capi area/regione/divisione, CDA non staranno in dietro). Nel contempo i clienti, per primi, dovrebbero far uso dei servizi che pretendono.
vulpus 3 anni fa su tio
@SosPettOso Condivido in toto. Poi i cittadini dovranno prendere il veicolo privato e sorbirsi decine e decine di chilometri per pagare una bolletta in contanti. Inquinamento, intasamenti e discorsi affini.
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