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CANTONE
20.01.17 - 15:390
Aggiornamento : 17:03

Casellario giudiziale, soddisfatti PPD e Lega

La nuova prassi del Canton Ticino è ormai sperimentata. Il PPD: «L'autocertificazione non basta». La Lega: «Prassi efficace»

BELLINZONA - C’è soddisfazione in casa PPD e in casa Lega per la decisione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale di dare seguito alle iniziative cantonali ticinesi relative alla richiesta sistematica del casellario giudiziale nell’ambito delle procedure di ottenimento di permessi di lavoro e di residenza.

La misura, precisa il PPD, si è già dimostrata «efficace» in Ticino e costituisce un utile strumento per «aumentare la sicurezza interna». Inoltre, essendo una misura interna, «non lede la libera circolazione e non crea situazioni discriminatorie», sottolinea il partito, ricordando che «Cantone ha e deve avere la possibilità di prendere misure atte a garantire il controllo» nei confronti di chi vuole richiedere un permesso.

Anche la Lega prende atto «con soddisfazione della decisione». «Questa prassi, introdotta in Ticino per volontà del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi nell’aprile 2015, ha dimostrato la propria efficacia, come confermano le cifre trasmesse dal governo cantonale alla CIP-N» - sottolineano i leghisti in una nota stampa odierna. La Lega rende il giusto merito ai due esponenti ticinesi Roberta Pantani (Lega) e Marco Romano (PPD). E tira le orecchie a PLR e al Capogruppo alle camere federali Ignazio Cassis. «Deploriamo invece che contro il casellario – e quindi contro la sicurezza del nostro Cantone – si sia schierata in blocco non solo la sinistra (la cui opposizione era scontata) ma anche il PLR». «Evidentemente - conclude la Lega - per i due partiti in Svizzera devono entrare tutti, delinquenti compresi».

Una minaccia per la sicurezza - Ricordiamo che così come quella degli Stati, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale ha dato seguito, con 13 voti contro 11, alle due iniziative del Canton Ticino che propongono di richiedere sistematicamente l'estratto del casellario giudiziario a tutti i cittadini UE che vogliono trasferirsi in Svizzera. Secondo la maggioranza della commissione, rilasciare permessi di dimora senza verificare l'estratto del casellario giudiziale del richiedente può costituire una minaccia per la sicurezza pubblica.

Il Ticino come precursore - La nuova prassi del Canton Ticino è ormai sperimentata, si legge in un comunicato odierno dei servizi del Parlamento. L'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) non può e non deve impedire alla Svizzera di adottare adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza pubblica.

Una minoranza respinge invece le iniziative perché la loro attuazione complicherebbe le relazioni con l'Italia e l'Unione europea (UE). L'ALC consente la richiesta di informazioni sui precedenti penali di cittadini dell'UE che intendono trasferirsi in Svizzera unicamente in presenza di indicazioni concrete. Tale accordo è tuttavia esplicito nel non ammettere una verifica sistematica in tale ambito.

Una delle due commissioni dovrà ora elaborare un progetto di attuazione delle due iniziative cantonali.

Commenti
 
Danny50 2 anni fa su tio
Quelli che respingono questa procedura, comunque light, sono la dimostrazione che la Svizzera è infestata da mammole che si prostrano a tutti, basta siano fuori dalla Svizzera. Questi vigliacchi hanno il coraggio di succhiare soldi pubblici per distruggere il paese.
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