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14.02.19 - 21:410
Aggiornamento : 27.02.19 - 14:45

Donne, non abbiate paura del femminismo

Claudia Leu, candidata CdS e GC mps-pop- indipendenti lista nr.2

A volte ho l’impressione che molte donne abbiano timore dell’aggettivo “femminista” come se il tema non le riguardasse o desse addirittura fastidio parlarne perché suppongo che nel loro immaginario, una femminista è colei che un po’ mascolina, troppo emancipata, con i seni al vento, anche un po’atea, critica e mette in discussione ruoli e abitudini prettamente femminili consolidati nel tempo. Non ne faccio loro una colpa perché la storia insegna che purtroppo secoli e secoli di patriarcato, violenza maschile, sessismo, ecc… hanno portato al risultato che noi donne, non tutte per nostra fortuna, ci siamo convinte che sia naturale e che sia destino che la nostra condizione femminile sia subordinata all’uomo come se fosse innata. Ma per favore, non fraintendetemi perché la nostra non è una guerra contro l’uomo ma è piuttosto una guerra contro un sistema economico sociale che ci opprime e che non è più sostenibile e in cui la donna ha la peggio.
Care donne*, ma vi rendete conto di quanto nuoce questo alle nostre vite a lungo andare? A voi sembra forse innocuo ma sapete come queste discriminazioni influiscano non poco alle nostre esistenze e nelle nostre future scelte professionali e specialmente delle nostre ragazze? Perché già oggi si sa che dove vi è femminizzazione del lavoro, vi sono bassi salari, flessibilizzazione, lavoro su chiamata, contratti di lavoro atipici, assenza o scarsa protezione del personale e dei propri diritti. Noi donne* che siamo oramai sempre più presenti sul mercato del lavoro, per il fatto di lavorare a metà tempo fuori casa, come spesso accade, i nostri contributi che versiamo per l’avs sono così esigui che di conseguenza ne risentiranno le nostre future pensioni che non sono altro che salari differiti. Questo succede perché l’altra “metà” la dedichiamo al lavoro domestico e alla cura dei figli, lavoro questo non riconosciuto e retribuito in una qualche maniera e che spetta ancora alle donne* a svolgere invece di essere condiviso. Una forza lavoro quella delle donne* non indifferente e che fa gola a parecchi datori di lavoro senza scrupoli e gli esempi non mancano. Già per questo siamo una categoria molto più a rischio di impoverimento in confronto agli uomini. Riflettete.
Oggigiorno in quasi tutte le famiglie si lavora entrambi per tirare avanti specialmente qui in Ticino. Urge dunque una condivisione di tutto quel lavoro “invisibile” a casa per entrambi e avere il tempo necessario da dedicare ai nostri figli, ai nostri cari quando sono malati, alla casa, alle nostre vite ma per farlo occorre lavorare meno e pensare e concepire un altro tipo di società. Un primo passo necessario sarebbe il pieno rispetto della legge iscritta nella costituzione svizzera sull’uguaglianza tra uomo e donna affinché sia finalmente applicata. Senza questo principio fondamentale non è possibile un reale processo di cambiamento. Questo sarà dunque uno dei nostri principali temi che affronteremo nella nostra campagna elettorale a fianco delle donne e che il movimento femminista prima di noi, si è battuto per ottenere delle conquiste sociali ma la strada è ancora lunga, lunghissima. Perciò donne* siate coscienti e coraggiose e non abbiate timore di rivendicare tutto ciò perché ci sono i nostri diritti in gioco e perché femminismo vuol dire tutto questo a beneficio di una giustizia sociale e paritaria per goderne tutti e tutte, per una vera emancipazione, per una vera democrazia. Tutte* unite verso lo sciopero femminista il 14.06.2019!

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