CANTONE
20.06.18 - 06:070
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:02

Quei 45mila ticinesi che vogliono lavorare di più

Disoccupati, sottoccupati, ma soprattutto "riserve latenti": donne e persone in là con gli anni, altamente qualificati ma costretti a rinunciare all'impiego

LUGANO - Immigrati in calo, popolazione che invecchia; gente che se ne va e non si riesce a rimpiazzare, perché fra i "nuovi" mancano le specializzazioni necessarie. Alla fine, il mini-boom economico che sta vivendo la Svizzera in questi mesi, +2,2% di crescita prevista nel 2018, rischia di ritorcersi contro il mondo del lavoro, impreparato a rispondere a una richiesta di personale qualificato sempre più robusta.

Mancano ingegneri, tecnici, medici - Ingegneri, tecnici, medici: la lacuna è forte, e soprattutto aumenta. Eppure, una soluzione ci sarebbe. Le cosiddette "risorse nascoste": definizione che sta a indicare chi attualmente non lavora, ma sarebbe interessato a farlo. Molto.

Oltre 14mila "lavoratori" latenti, 1% in più che in Svizzera - Donne, soprattutto; persone in là con gli anni, oppure giovani ancora in formazione, dunque non disponibili a breve termine. In Ticino sono ben 14'200, pari al 5% della forza lavoro tra i 15 e i 74 anni (dato Ust 2016): un punto percentuale in più che nel resto della Svizzera, dove sono quasi 267mila, 4%.

Poche speranze di ridurre la disoccupazione - E promettono meglio di disoccupati e sottoccupati, sotto il profilo delle competenze, che «già sono sul mercato», spiega a tio.ch/20minuti Jan Schüpbach di Credit Suisse: dunque risultano in qualche modo già "scartati". «Il potenziale dei disoccupati è decisamente limitato - continua Schüpbach - Inoltre, buona parte di questa disoccupazione è imputabile a fattori strutturali, perché i profili non sono compatibili con i posti vacanti oppure il tempo investito nella ricerca è insufficiente. Offerte e domanda di lavoro non si incontrano». 

Ma per mogli e madri qualcosa c'è da fare - Migliori opportunità di successo, invece, sulla carta avrebbero moglie e madri, che non a caso rappresentano ormai anche il 70% dei sottoccupati (18'800 nel primo trimestre 2018 in Ticino, cioè un 10% record della forza lavoro, di cui 13'100 donne - 361'600 e 264'400 rispettivamente invece in Svizzera), il 52% dei quali vanta una formazione secondaria e post secondaria superiore, il 28% terziaria. «Una grossa parte delle riserve nascoste è costituita da donne molto istruite - conferma di nuovo Schüpbach a tio.ch - che troverebbero facilmente un lavoro se lo cercassero».

La famiglia come impedimento, ma solo per lei. Per lui la salute - Non lo fanno per «la difficoltà di conciliare impiego e famiglia, nel 40% dei casi. Fra gli altri motivi di rinuncia c'è la salute, 24%, e motivi personali, 27% - continua  Schüpbach  - Gli impegni familiari giocano un ruolo secondario per gli uomini: 3%. Nel loro caso, sono decisive ragioni di salute, 43%, altri impegni personali, 36% e istruzione o formazione, 12%».

Qui domanda e offerta s'incrociano: ma solo sulla carta - Pensare che potrebbero spesso risolvere gravi carenze di organico. Vedi le professioni tecniche e informatiche, dove secondo le stime di Credit Suisse sarebbero teoricamente a disposizione ben 14mila persone, invece sprecate. La maggioranza delle risorse latenti si collocano nelle professioni della sanità, dell'insegnamento, nelle professioni scientifiche o della finanza e assicurazioni, dove parimenti si situa l'insufficienza di personale più importante.

Più asili nido, scuole a tempo pieno, disincentivi fiscali - Ecco perché c'è bisogno di «asili nido, scuole a tempo pieno, disincentivi fiscali per coniugi con doppio reddito» e magari, ribadisce Oliver Adler, capo economista Credit Suisse per la Svizzera, «un innalzamento dell'età pensionabile». Solo una impresa su quattro, oggi, sarebbe infatti disposta a dare un impiego a chi ha superato l'età della pensione, per via del livello salariale più elevato e dei costi di assicurazione sociale. 

Ora come ora è meglio godersi la pensione - Così, solo il 7% di chi ha fra i 66 e i 74 anni si dichiara interessato continuare a lavorare. Gli altri preferiscono godersi la pensione, se non vengono gratificati adeguatamente. «Tra gli anziani disposti a lavorare, la stragrande maggioranza (76%) non cerca più attivamente il lavoro a causa del pensionamento. Le ragioni di salute sono il fattore determinante per un ulteriore 7%».

Quanti ticinesi sottosfruttati: ben 17% - L'appello è a intervenire presto, e favorire l'incontro possibile di esigenze, opportunità e desideri. Tanto più in Ticino, dove «la forza lavoro non sfruttata è più grande che nella maggior parte degli altri cantoni: il 17% della popolazione» contro il 13,2% in Svizzera. Paese in cui, se si va avanti così, la percentuale delle persone attive è destinata a scendere dal 54% al 49% entro il 2040.

 

 

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Commenti
 
Libero pensatore 11 mesi fa su tio
Noto che molti utenti leggono solo i titoli degli articoli e se vedono un minimo riferimento hanno un atteggiamento da pugili suonati che sentono la campanella! Ma li leggete o no gli articoli. Qua si dice, semplicemente e giustamente, che ci sono problemi a reperire mano d’opera QUALIFICATA. E si sostiene che la stessa sarebbe disponibile se solo si mettessero a punto delle strutture o delle politiche che permetterebbero a queste persone, QUALIFICATE, di tornare al lavoro. Il riferimento chiaro è alle donne che dispongono di alte competenze ma che se ne devono stare a casa ad accudire i figli perché lo stato non mette a disposizioni strutture che permettano alle donne di conciliare vita lavorativa e impegno famigliari
volabas 11 mesi fa su tio
subiamo costantemente un ricatto legalizzato, vedi cassa malati, vedi mondo del lavoro, vedi tasse e balzelli di ogni genere . Sono d'accordo che si debba pagare le tassee quant'altro, ma qui si gonfia sempre tutto a dismisura
volabas 11 mesi fa su tio
e pensare che c'è qualche idiota che vuole farci lavorare fino a 70 anni.
siska 11 mesi fa su tio
@volabas ...e io a gente così gli farei vedere la luna nel pozzo ma lentamente....poi su su dargli la manina e ributtarlo giù ancora una volta, tirarlo su e chiedergli: spiegami com'é la luna nel pozzo.
VISIO 11 mesi fa su tio
Cassis, altro calabrafghe come tutti i CF,
francox 11 mesi fa su tio
Appena cominceremo a far lavorare i rumeni come fanno in Italia, non ci saranno solo gli ultracinquantenni a voler lavorare ma anche tutti gli altri. (a parte Cassis & Co., ovviamente...)
Equalizer 11 mesi fa su tio
Finché non ci si dà una regolata con i costi sociali, poche speranze, si continua a parlare di discriminazione, non è forse discriminazione il fatto di far pagare di più oneri se sei più anziano? E discriminazione autorizzata di stato!
Mattiatr 11 mesi fa su tio
@Equalizer Tutto è discriminazione.¶ Hai la casa più grande? Mi stai discriminando. Hai più soldi? Discriminazione. Eccetera¶ Ogni differenza fra due individui se evidenziata può essere una discriminazione. Ovviamente questo fenomeno viene sfruttato TROPPO. Basta con la speculazione delle parole, se si continua così si dovrà aver paura a parlare per il semplice rischio di discriminare qualcuno.¶ È normale che gli anziani paghino di più visto che solitamente spendono maggiormente di un 20enne in salute.
Equalizer 11 mesi fa su tio
@Mattiatr Sono d'accordo con te, troppo facile usare la parola discriminazione, e questo era il secondo senso del mio scritto, ma poi do ragione hai giapponesi quando dicono: Tu giovane ringrazia l'anziano se esisti. E questo vale per la vita quanto per l'esperienza e la strada fino a qui tracciata, perché non dimenticare che il giovane di oggi è l'anziano di domani....forse.
Libero pensatore 11 mesi fa su tio
@Equalizer Quanto dici è vero, ma è altrettanto vero che l’anziano di oggi era il giovane di allora. Per me i contributi dovrebbero essere lineare e non dovrebbero dipendere dall’eta. Parliamo di contributi alle assicurazioni sociali e alla cassa pensione, quindi non è vero che un anziano costa di più, perché se lavora non utilizza queste assicurazioni.
roma 11 mesi fa su tio
D'altro canto se si vogliono impiegare 80'000 frontalieri in Ticino e svendere la Svizzera alla UE rinunciando alle misure fiancheggiatrici come desidera fare Cassis qualcuno il sacrificio lo deve pur fare............o no?
Elena Bignone 11 mesi fa su fb
È un numero veramente alto per il solo Ticino ... persone qualificate lasciate a casa e gente alle prime armi che dovrebbero fare i nostri interessi e lavorare bene per il paese C’è veramente qualcosa che stona Possibile che chi dovrebbe occuparsi di rimettere in ordine questo caos , sia sempre girato dall’altra parte ??? Politici che pontificate per il bene del paese vergogna ... un paese sano e forte lo fanno le persone che ci vivono e lavorano E se manca il lavoro ma ci si deve vivere ecco che questo paese vacilla Svegliaaaaaa Ticino ... siamo alla frutta
Massimo D'Onofrio 11 mesi fa su fb
Votiamo UDC/Lega e firmiamo le loro iniziative!
Massimo D'Onofrio 11 mesi fa su fb
... ma che non possono competere con le paghette da fame accettate dai frontalieri. Stop bilaterali farlocchi subito!
Corrado Red Fogliazza 11 mesi fa su fb
Devi dirlo ai capi che li assumono
Valeria Cossi 11 mesi fa su fb
Ht
Laila Berger 11 mesi fa su fb
Corrado Red Fogliazza c'è chi offre e chi accetta. Le cose si fanno in 2. Se la smettessero di svendersi per due soldi le cose andrebbero meglio per tutti.
Massimo D'Onofrio 11 mesi fa su fb
Corrado Red Fogliazza se la legge lo permette i capi ne approfittano. Bisogna rimettere le regole e proteggere il mercato del lavoro. Stop ai bilaterali subito!
Roberto Tambone 11 mesi fa su fb
Ma avete bocciatoil salario minimo o sbaglio?
Joao Bienert 11 mesi fa su fb
Con 80'000 frontaglieri?
Mirko Zxy 11 mesi fa su fb
63'958 secondo Ticinonews
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