CANTONE
29.01.14 - 17:130
Aggiornamento : 23.11.14 - 08:29

Crescita dei premi LAMal, e il problema di docenti e formazione

Prosegue la discussione sul Preventivo 2014 del Cantone che prevede, come già detto, un disavanzo d’esercizio di 148 milioni di franchi

BELLINZONA - La terza giornata di dibattito parlamentare prosegue la discussione sul Preventivo 2014 del Cantone che prevede, come già detto, un disavanzo d’esercizio di 148 milioni di franchi.

Poco dopo le 14.00 si è iniziato parlando di sanità con il direttore del DSS. "Siamo di fronte a sfide epocali, cruciali nel settore socio-sanitario, che imporranno delle scelte difficili e che metteranno sotto pressione i Cantoni - spiega Paolo Beltraminelli -. Cantoni che sono già troppo sotto una pressione insopportabile. La riforma del primo e del secondo pilastro è un risanamento proposto che incontrerà enormi difficoltà e non farà contenti coloro che dovranno pagare il prezzo dell'invecchiamento della popolazione. Il Ticino avrà il 15% in più di anziani della media svizzera. Oltre ad essere una risorsa, ricordiamolo, gli anziani sono anche un onere".

 

Beltraminelli sottolinea come il settore delle prestazioni complementari e della sanità in generali graverà sempre più sulle spalle dei Cantoni. "Il consiglio federale non credo che farà molto in questo senso. Dovranno essere messi sotto pressioni. Il parlamento federale non sta dalla parte dei Cantoni e in ogni caso non è interessato al Ticino. Vi è un emendamento che porterà ancora più centralismo nei dossier sulla sanità. Perderemo il controllo dell'evoluzione dei costi e dovremo pagare solo le fatture. Non possiamo mortificare certe autonomie che devono essere lasciate all'interno dell'Amministrazione Cantonale. La preoccupazione va oltre il 2014. Dall'introduzione della LAMal i costi sono aumentati e aumenteranno ancora. Fino a quando potremo andare avanti?".

 

Matteo Pronzini (MPS-PC) si rivolge direttamente al direttore del DSS: "Il parlamento vuole mettere sotto pressione i Cantoni? Il problema di fondo è che la medicina e la sanità sono ambiti in cui i grossi gruppi economici vogliono fare guadagni. Abbiamo capito come iniziano le strategie per introdurre meccanismi di mercato nel settore pubblico. La strategia è quella di dire mettiamo la sanità a funzionare secondo logiche di mercato. Il passo successivo sarà sottolinearne il deficit e, o mettere sotto pressione il personale, o fare dei tagli".

 

Maristella Polli (PLR): "Bisogna continuare a combattere. Sulla pianificazione ospedaliera però stiamo parlando senza che il documento sia stato ancora consegnato. Mi chiedo a cosa servirà la nuova commissione ad hoc se già tutte queste discussioni arrivano prima che si possa osservare questo documento".

 

Si conclude quindi il capitolo sanità e si entra nell'ambito del DECS. A parlare è Roberto Badaracco (PLR): "Formazione e scuola sono anelli centrali della società. Se questo anello è debole ne risente tutto il contesto socio-economico. La qualità deve permeare tutti gli ambiti scolastici. Anche se possiamo generalmente dirci soddisfatti è in corso una nuova definizione dei compiti. Il concordato HarmoS che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015 potrebbe stabilire nuovi punti fermi. In ogni caso il docente da anni è oggetto di misure di contenimento e di tagli. Occorre considerare il suo ruolo e valutare se la loro retribuzione è adeguata o da considerare in meglio. C'è coerenza tra la formazione di sempre più docenti e i tagli sui costi previsti? Ai docenti, poi, vengono demandati compiti che non hanno strettamente a che fare con la loro formazione. Bisogna evitare che questi docenti non vengano esauriti ed evitare che venga meno la buona qualità della formazione scolastica".

 

Claudio Frascella (PPD): "C'è da considerare l'argomento docenti residenti all'estero. I concorsi scolastici del 2013 le candidature di docenti provenienti dall'estero sono sempre in aumento. Il tema preoccupa più parti. Da quest'anno è stato creato un gruppo di lavoro tra DECS e DFA che hanno tempi di soluzione, nonostante i buono propositi, sempre molto lunghi. I settori della scuola media superiore e media, ma che tocca anche la scuola elementare sono sempre più toccati da questo problema. Non si offrono corsi di formazione agli studenti laureati per approcciarsi all'insegnamento e per questo sono favoriti docenti provenienti dall'estero. È una discriminazione per i docenti ticinesi. Credo sia giunto il momento di pensare seriamente atte a contenere il fenomeno che in assenza di segnali positivi scelgono di cercare posti di lavoro in altri cantoni o di cambiare professione".

 

Michele Guerra (Lega): "Un problema è quello della composizione dei programmi settimanali, ma anche dei docenti. Spina dorsale della formazione. La loro strada è spesso molto in salita. Partendo dal numero chiuso. Ma anche dalla mancanza di determinate materie. Per diventare docente in filosofia non è attiva attualmente l'abilitazione. Ecco che al concorso pubblico passa il frontaliere. Gli anni supplementari di formazioni portano ad allontanare lo studente alla professione".

 

Francesco Cavalli (PS): "Credo che sia da tutti apprezzato lo sforzo e le iniziative per sostenere la lingua italiana a livello federale. Vorrei aggiungere che il primo ambito dove occorre sostenere la lingua di Dante è il nostro Cantone. Mondo politico compreso. Roadmap... non so chi abbia introdotto questo termine, ma mi auguro che cose come questa in futuro siano evitate".

 

Marco Passalia (PPD): "C'è uno scarso dialogo tra il mondo della formazione e quello del lavoro. L'indirizzo da seguire non è sempre chiaro. Molti sono i giovani che non conoscono le vaste opportunità del lavoro. Tanti giovani e genitori ci segnalano che il servizio che dovrebbe orientare questi giovani non risponde ai dubbi dei giovani stessi. Bisogna che questo servizio porti il giovane a cogliere le reali opportunità del mercato".

 

Giorgio Pellanda (PLR): "Ai docenti vengono chiesti compiti che spetterebbero alle famiglie. Necessari per sopperire alle lacune delle famiglie stesse. Dovrebbe essere potenziato quello che è il ruolo dell'orientatore professionale. Bisogna aprire al settore turistico, quello socio-sanitario. Per arrivare a colmare questa lacuna che coprono i frontalieri. Bisogna poi orientare i giovani verso le attività artigianali. Fare il muratore non è un disonore".

 

La parola passa quindi al direttore del DECS, Emanuele Bertoli: "Credo che sul discorso della qualità della scuola siamo tutti d'accordo. Dobbiamo capire come garantire questa qualità. Abbiamo cercato di non togliere, parlando del preventivo, di non togliere risorse alla scuola, nonostante il periodo difficile che stiamo vivendo. Sul futuro dei salari dei docenti comunali ribadisco che il progetto era presente già dal 2012. Facemmo un discorso sulla riduzione delle classi numerose e sull'innalzamento del salario. Per ragioni di bilancio non fu possibile risolvere il secondo punto nel bilancio 2013. L'incidenza sui conti 2014 non è così grave visto che l'aumento partirà dal settembre 2014. Si partirà con tre classi in più, non è poco. Per quanto riguarda i finanziamenti universitari abbiamo sostanzialmente lasciato il medesimo finanziamento degli anni precedenti. La minor progressione del contributo universitario per USI e Supsi è un fatto, ma è conseguenza della politica finanziaria. L'aumento dei trasporti di scuola media era di 50 franchi fino allo scorso anno scolastico, è passata a 75 da settembre 2013, e diventerà 100 dal settembre 2014. Poi ci fermeremo. Era ferma a 50 da tanti anni, ma bisogna considerare il costo elevato dei trasporti, aumentato dalle nuove disposizioni da Berna che impongono che il passeggero debba stare seduto. Con, quindi, tutte le modifiche strutturali del caso.

 

Bertoli tocca pure il tema delle candidature provenienti dall'estero: "Dobbiamo dire che il numero controllato è stato voluto per cercare di rispondere al fabbisogno della scuola senza creare spese in più. La formazione ha un costo e non abbiamo voluto che questo fosse maggiore. Il problema del docente di filosofia (risponde a Michele Guerra) del liceo non è il problema della scuola del canton Ticino. Non possiamo e sarebbe illogico aprire le abilitazioni tutti gli anni per pochissime ore. A queste persone, se sono persone di valore, vengono dati degli incarichi fino a che non si apre l'abilitazione. Abbiamo discusso con il DFA affinché tutte le materia abbiano l'abilitazione aperta in un periodo stabilito, Un caso singolo è difficile che possa fare testo. Stiamo cercando di organizzare anche i concorsi in maniera non contraddittoria con i patti bilaterali, ma tenendo conto dell'occupazione dei docenti ticinesi".

 

Il direttore del DECS parla pure del problema dei livelli A e B nella scuola media, che Bertoli invita a superare. "Nella scuola dell'obbligo non ci deve essere un studente di serie a e uno di serie b. Bisogna preoccuparsi di non lasciare indietro i ragazzi. La bocciatura al liceo, invece, arriva al momento giusto per far capire al ragazzo quale può essere invece il suo percorso formativo. Potremmo di fare di più nell'orientamento, e meglio. Qui è stato chiesto di farlo meglio a costi uguali, anzi minori. Nel settore dell'orientamento sono stati fatti sforzi importanti. In terza e quarta media è sorta l'educazione alla scelta. Ciò nonostante ci sono ragazzi che alla fine di quel percorso non hanno fatto delle scelte compiute. Abbiamo previsto altri progetti, rimandati per questioni di bilancio".

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