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LUGANO
11.08.21 - 18:370
Aggiornamento : 12.08.21 - 07:37

Se ne va il Sindaco di tutti

La conferma attraverso un annuncio ufficiale del Municipio. Fatale un arresto cardiaco durante una corsa

Aveva sessantadue anni. Di questi oltre 30 li ha trascorsi in politica

LUGANO - Lo scorso 6 giugno aveva compiuto 62 anni. Se ne va troppo presto Marco Borradori, sindaco di Lugano. Fatale l'improvviso malore verificatosi martedì mattina mentre praticava jogging a Vezia. Lo annuncia, «con profondo dolore e sgomento», il Municipio di Lugano: «Alle 18.10 è purtroppo venuto a mancare il sindaco, onorevole Borradori» si legge in una nota.

Sessantadue anni dicevamo, di cui oltre 30 trascorsi in politica, ricoprendo ruoli di primo piano. Sin dall’inizio, quando all’indomani della creazione della Lega dei ticinesi venne eletto deputato con Flavio Maspoli, in Consiglio Nazionale. Ci restò per quattro anni, mentre ricopriva la carica di municipale della città di Lugano, quale responsabile del Dicastero delle Aziende municipalizzate.

Ma l’anno importante fu il 1995 quando fu eletto al Consiglio di Stato, dove per 18 anni ha diretto il Dipartimento del territorio. Diciotto anni intensi in cui ha affrontato dossier spinosi come lo smaltimento dei rifiuti e la scelta tra i forni a griglia o Thermoselect. E poi ancora la costruzione di Alptransit, l’aeroporto di Lugano-Agno, il tragico incidente e incendio nella galleria del San Gottardo. Nel 2013 il ritorno al Municipio di Lugano dove, forte dei suoi 14.212 voti, è riuscito a spodestare il "trono" di "re" Giorgio Giudici, e a prendersi la poltrona di sindaco. Insomma una vita dedicata al lavoro. «È la mia passione, mi dà slancio ed energia, è la mia vita» amava ripetere.

Definito da tutti l’anima diplomatica della Lega, riusciva a mettere i coperchi sulle questioni più burrascose, sempre deciso a difendere le proprie idee anche se in contrasto con il partito. E proprio su queste due anime della Lega ha sempre evidenziato che esse rappresentano la vera forza del movimento. «Apprezzo lo spirito libertario della Lega ma sin dall’inizio ho chiesto, e ottenuto, che fosse riconosciuto il mio ruolo istituzionale» aveva spiegato in più di una occasione. 

La sua forza è stata indubbiamente una spiccata capacità a entrare in empatia con le persone. Si è reso sempre disponibile a una stretta di mano, a un saluto, a un sorriso, un'inaugurazione. «Il contatto con le persone - diceva - è energia pura, anche quando si deve reagire a critiche e giudizi duri. È un continuo mettersi in discussione, analizzare, in una parola crescere costantemente come individuo». 

Disponibile nella vita pubblica, quanto geloso della sua vita privata. Poche le informazioni in questo senso. «Penso che la vita privata, proprio perché nel mio caso non ha neppure questo grande spazio, debba restare tale - aveva dichiarato in un’intervista a laRegione per i suoi 60 anni -. Ho sempre voluto evitare di imporre il mio stile di vita e la mia professione alla mia famiglia. Ecco perché ci sono poche foto ufficiali che mi ritraggono con i miei genitori o con mio fratello. Si tratta di una forma di difesa delle persone a cui tengo».

Oggi sono tante le persone che tengono a lui e che in queste ore stanno scrivendo messaggi di cordoglio sui social.

Il messaggio di cordoglio della Città di Lugano

Le colleghe e i colleghi di Municipio, le collaboratrici e i collaboratori dell'amministrazione cittadina, unitamente a tutto il Consiglio Comunale della Città di Lugano, partecipano con sentimenti di profondo cordoglio al lutto dei famigliari e, facendosi interpreti dei sentimenti a nome della cittadinanza tutta, elevano alla sua memoria un pensiero di rispettosa riconoscenza.

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