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CANTONE / VATICANO
27.11.20 - 23:580

Fondi vaticani, le "carte di Lugano" per chiarire lo scandalo

I documenti potrebbero portare a una svolta nelle indagini sul caso del "palazzo di Londra".

Nella sentenza del Tribunale federale: «I danni arrecati al patrimonio della Segreteria di Stato sono attualmente quantificabili in non meno di 300 milioni di euro»

LUGANO - Il Tribunale federale ha concesso al Vaticano di accedere alla "carte di Lugano". Papa Francesco, quindi, può continuare la sua lotta per andare a fondo sulle transazioni finanziarie al centro di uno scandalo (che resta presunto) relativo alla gestione dei fondi della segreteria di Stato.

Il via libera del Tf, stando all'Huffington Post, è arrivato dopo il rifiuto da parte della fiduciaria Az Swiss and Partners.

La vicenda (soprannominata del "palazzo di Londra") è complessa e fa seguito allo scandalo della dubbia compravendita di un immobile a Sloane avenue, a Londra.

Aria di riforma - Per questo scandalo il pontefice ha deciso di togliere alla Segreteria di Stato la cassa finora gestita autonomamente, trasferendo i fondi sotto l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) e suggerendo di «uscire al più presto» dall’investimento londinese. Insomma, in quel della Santa Sede tira aria di riforma.

Entrare in possesso dei "documenti di Lugano" non è stato semplice. Ciò perché Az Swiss and Partners non sembrava intenzionata a inoltrare tutte le carte.

Danni per oltre 300 milioni di euro - Il Vaticano aveva specificato le sue motivazioni attraverso la rogatoria, che è stata ripresa nella sentenza: «Appare inspiegabile il fatto che, a fronte di liquidità disponibili presso la banca M. per oltre 450 milioni di euro e concesse in pegno alla banca, la Segreteria di Stato abbia fatto ricorso ad un finanziamento...».

E ancora, nella sentenza: «Dopo aver fornito i dettagli delle tre fasi sopraelencate, l’autorità rogante afferma che “allo stato delle indagini i danni arrecati al patrimonio della Segreteria di Stato per effetto delle condotte distrattive sopra descritte, risultano di importo ingente (attualmente quantificabili in non meno di 300 milioni di euro)"...».

Commenti
 
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pillola rossa 1 mese fa su tio
"2013 – La Segreteria di Stato, sezione Affari generali, guidata da mons. Angelo Becciu, dopo aver esaminato un improbabile business petrolifero in Angola decide di investire parte della “cassa” a disposizione, in cui confluisce parte dell'Obolo di San Pietro, nel fondo Athena Global gestito dal Wrm gruop, acquistando il 45%, mentre il 55% è del finanziere Raffaele Mincione. Partono nel giro di qualche mese 200 milioni di dollari dal Credit Suisse di Lugano, banca di riferimento della prima sezione. Viene acquisito il palazzo di Sloane Avenue 60, Londra, già di Mincione"... e via dicendo fino a oggi. Il problema non sono le frodi all'interno del Vaticano. Quello è un problema loro. Il vero problema è che loro sono esenti dalle tasse e piangono continuamente miseria. I preti devono essere mantenuti dalla comunità... La chiesa è una banca con privilegi internazionali, da millenni, grazie alla fede.
F/A-19 1 mese fa su tio
@pillola rossa E visto che sono esentasse e gode di privilegi internazionali è la banca di riferimento di soldi sporchi, per esempio i soldi del malaffare.
Claudio Trabattoni 1 mese fa su fb
Tanta roba
Arminda Armi 1 mese fa su fb
Ha fatto bene " Papa Francesco " non è la prima volta che chi amministra le finanze Vaticane , pensa che sia il "suo tesoretto di famiglia " Troppi £ $ che spariscono , troppi incompetenti , per non dire altro. Certi prelati ,andrebbero spostati da Roma e mandati a fare i missionari , il + lontano possibile.
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