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MAROGGIA
24.11.20 - 09:330
Aggiornamento : 10:43

«Le operazioni potrebbero durare diversi giorni»

Del Mulino di Maroggia non resta quasi più nulla. Ma l'intervento dei pompieri è tutt'altro che terminato.

Si lavora per poter riaprire in sicurezza la linea ferroviaria e per scongiurare la riaccensione di eventuali focolai. Sul posto anche il presidente del Governo Norman Gobbi. Acqua non potabile fino a nuovo avviso.

MAROGGIA - È uno degli incendi più importanti avvenuti in Ticino negli ultimi anni. Per il numero di pompieri intervenuti, per le caratteristiche della struttura e anche per la sua storia. Le fiamme hanno distrutto il Mulino di Maroggia e oggi, con le prime luci del giorno, di quello che era un simbolo di tutta la regione della Val Mara non rimangono che i detriti. 

Impossibile entrare - Dopo diverse ore di lavoro, l'incendio è stato domato e ora si lavora in punti mirati per evitare la riaccensione di eventuali focolai e mettere la struttura in sicurezza. «Il problema è che al momento è impossibile entrare perché è troppo pericoloso, quindi bisogna lavorare dall'esterno e togliere le macerie», spiega il primo tenente dei pompieri di Lugano Sandro Corvino, impegnato al fronte assieme a una settantina di altri pompieri provenienti da Lugano, Melide e da Mendrisio.

Sorveglianza giorno e notte - «Non sarà comunque un intervento di poche ore, ma si potrebbe protrarre anche nei giorni a seguire», aggiunge. Proprio perché al momento si può agire solo dall'esterno con lance e autoscale, dunque con meno precisione. Anche per questo motivo verrà predisposta una guardia notturna, «per poter localizzare per tempo eventuali focolai». In particolare la priorità ce l'ha la parete pericolante che si affaccia sui binari e che tuttora tiene in scacco per una questione di sicurezza la linea ferroviaria. La speranza è di ripristinare la situazione per la tarda mattinata o per il primo pomeriggio.

Poteva andare anche peggio - L'unica parte che è stata risparmiata dalle fiamme è il silo contenente la farina, un materiale estremamente infiammabile e che a contatto con il fuoco rischia di creare delle esplosioni: «Nella tragedia fortunatamente qualcosa siamo riusciti a fare», spiega il comandante del Corpo Civici pompieri di Lugano Federico Sala. «Era la parte che ci preoccupava di più ed è stata salvata», conferma Corvino.

Incendio particolarmente violento - Sulle cause che hanno generato il rogo è ancora prematuro esprimersi, sarà la polizia scientifica a effettuare i necessari sopralluoghi per capire cosa abbia mandato in fumo il Mulino di Maroggia. «Al nostro arrivo avevamo davanti a noi un incendio particolarmente violento, totale», conclude Corvino. «Ma non avendo la possibilità di accedere all'interno ci è difficile azzardare delle ipotesi».

Sul posto questa mattina è giunto pure il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, per visionare quel che resta del mulino ed esprimere vicinanza alla popolazione.

Acqua non potabile - Considerato che il pozzo di captazione si trova poco distante del luogo dell'incendio, sul quale sono stati gettati litri e litri d'acqua, il Comune di Maroggia ha deciso in via precauzionale di dichiarare l’acqua erogata, fino a nuovo avviso, non potabile.

 

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Commenti
 
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spank77 3 mesi fa su tio
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Astalavista 3 mesi fa su tio
Ahhh...dopo la LATI ai Balivi ... ora macinano anche il grano a nord delle Alpi ... povero TICINO ... Che sia una congiura 🙏🤔
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