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BELLINZONA
13.08.20 - 06:010
Aggiornamento : 09:47

Ancora mobbing in un ufficio, tra massaggi indesiderati e minacce

L'azienda coinvolta sarebbe molto importante. Più dipendenti si sono rivolti ai sindacati.

Volgarità, ripicche, nonnismo. Sotto accusa un capo, spalleggiato dai suoi assistenti. L'OCST indaga.

BELLINZONA - Un grave caso di mobbing starebbe coinvolgendo un importante ufficio del Bellinzonese. La situazione al momento è stata segnalata da alcuni dipendenti al sindacato OCST. «Siamo probabilmente di fronte a una situazione parecchio seria – conferma il sindacalista Carlo Vanoni –, che si protrae da tempo». 

Allusioni ambigue alle donne – Nell’ufficio in questione da mesi, se non anni, regnerebbe un’aria irrespirabile. Alcune donne sarebbero state vittime di massaggi non desiderati e di allusioni estremamente ambigue (tanto per usare un eufemismo) da parte del capo.

Sull'orlo della crisi di nervi – Ma anche i dipendenti maschi si sentirebbero a disagio. In particolare per il linguaggio volgare e la pressione continua proveniente dai piani alti. Si parla di ripicche ripetute, di nonnismo, di minacce. Alcuni collaboratori col tempo avrebbero gettato la spugna. Altri sarebbero sull'orlo dell'esaurimento nervoso. Altri ancora proseguono a lavorare col mal di pancia, per paura di esporsi e di perdere il loro impiego.  

Il precedente più recente – La vicenda ricorda, sotto certi aspetti, quanto verificatosi di recente all’interno di un importante colosso assicurativo. Con la responsabile vendite che, dopo diverse lamentele da parte dei dipendenti e vari articoli apparsi su Tio/20Minuti, è stata sollevata dall’incarico.

Nessuno si può opporre – Stavolta, tuttavia, ci sono sfumature differenti. La sostanza, però, non cambia. Chi è al fronte soffre. E non può permettersi di aprire bocca. Il capo, quando qualcuno cerca di opporsi a determinati atteggiamenti, sarebbe spalleggiato dai suoi assistenti. L’uomo occuperebbe la sua posizione di potere da diversi anni.

Il silenzio si rompe – Nelle ultime settimane qualcuno ha deciso di rompere il silenzio. Più di un dipendente si è rivolto ai sindacati. Le testimonianze, a livello di contenuti, coinciderebbero. «Adesso – puntualizza Vanoni – sarà nostro compito approfondire al più presto quanto sta accadendo».

Commenti
 
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Egidio 3 mesi fa su tio
Hai tristemente ragione. Succede piu’ di quanto si creda e in posti di cui mai si soppeserebbe. Chi subisce pero’ ha troppo da perdere e affrontare una crociata farebbe saltare troppe teste. Teste ben radicate in posizioni di potere anche ai piani alti, per cui si cade sempre nel vuoto, con conseguenze solo a carico delle vittime. Questa é una parte del Ticino nascosta ma reale.
pillola rossa 3 mesi fa su tio
Fatevi coraggio e denunciate. Ci meritiamo un mondo migliore!
Gio Lilia 3 mesi fa su fb
Massaggi o messaggi?
valgrono 3 mesi fa su tio
Non cambierà niente perché la legge richiede i minimi dettagli che spesso non possono essere forniti. In effetti la legge protegge piuttosto l'agressore e non la vittima. Purttroppo è così.
Ivan Domic 3 mesi fa su fb
Swica .... per mia fortuna sono scappato ...
tip75 3 mesi fa su tio
per iniziare direi che e’ quasi la prassi in ticino e ete per le p... il dipendente residente, e già questo è mobbing, per il resto benvenuti in ticino
Mag 3 mesi fa su tio
Incredibile che ci si "assoggetti" a tali trattamenti solo per portare a casa un salario. Solo chi ritiene che "il suo Dio" sia il denaro può accettare di farsi mobbizzare senza denunciare. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
tip75 3 mesi fa su tio
@Mag un po’ semplicistico
Egidio 3 mesi fa su tio
@Mag Non sono d’accordo. Il Ticino é piccolo e se ti ribelli in un posto, crei terra bruciata attorno a te. Diventa poi difficile trovare un’altro lavoro poiché di situazioni del genere ce ne sono talmente tante che nessuno vorrebbe portarsi una bomba in casa.
Patrick Ranzoni 3 mesi fa su fb
Ma fare i nomi di questa ditta, noooooo almeno che la gente sappia.
Fred Ekspres 3 mesi fa su fb
Patrick Ranzoni perché nella maggior parte dei casi il nome dell’azienda è “Stato del Canton Ticino” 😉
klich69 3 mesi fa su tio
Sicuramente nel vicino paese soleggiato è la prassi.
Marcello Von Platz 3 mesi fa su fb
Se invece di guardare i meriti e le competenze si assume sempre per raccomandazione o parentela o altri scambi di interessi i risultati sono questi. Quante persone non trovano lavoro perché non sono del giro, pur avendo ottimi curriculum ed esperienze/competenze ??? Allora assumetivi i vostri maiali e pagatene le conseguenze.
Nicklugano 3 mesi fa su tio
Capo e capetti scelti con quale criterio? Ovviamente vigerà la scelta per competenza e meritocrazia... mi verrebbe da pensare ad altri criteri :-))
sedelin 3 mesi fa su tio
massaggi o messaggi?
Giovanii 3 mesi fa su tio
@sedelin Massaggiare le poppe o i ciapett.
GI 3 mesi fa su tio
mi piace quel "massaggi non desiderati".....fermarsi prima no ?
Se7en 3 mesi fa su tio
@GI Fuori i nomi e l’azienda. Troppo facile scrivere articoli sempre anonimi. Queste “persone” devono subire la stessa umiliazione pubblicando i loro nomi.
lollo68 3 mesi fa su tio
Una persona che si comporta in questo modo non dovrebbe essere definito "capo". Un capo deve essere un esempio positivo per i collaboratori.
Giovanni Villa 3 mesi fa su fb
Massaggi indesiderati???
Ctg 3 mesi fa su tio
Fuori i nomi
francox 3 mesi fa su tio
Ripicche, minacce... ... un posto di lavoro come tanti altri.
mats70 3 mesi fa su tio
@francox concordo con te, si tratta della normalità
Francesco Mola 3 mesi fa su fb
il paese del mobbing
Giorgio Gori 3 mesi fa su fb
Per parlare dei ticinesi licenziati come cani!
Lella Losa 3 mesi fa su fb
Ce' sempte stato e' che tanti non osano ribellarsi.pur di non perdere il posto di lavoro . Troppi datori di lavoro frustati x i loro problemi e riversano.la loro rabbia sui dipendenti ...
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