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CANTONE
07.07.20 - 06:300
Aggiornamento : 10:51

Al fresco in barba alle raccomandazioni: «Giovani irrispettosi»

Segnalazioni da Lugano, Bellinzona e Verzasca. I responsabili assicurano: «Nessun caso problematico. Monitoriamo sempre»

Le lamentele di alcuni ticinesi: «Così l'estate andrà a farsi benedire». Ma arrivano le rassicurazioni (almeno per le piscine): «L’acqua clorata garantisce la non trasmissibilità del virus»

LUGANO - Il caldo e la voglia di trovare refrigerio con un tuffetto vanno spesso a braccetto. Come dimostrano d'altra parte le segnalazioni giunte nel weekend da alcuni lettori e che ritraggono la situazione registrata nel pomeriggio al Lido di Lugano, alla piscina comunale di Bellizona, e in zona Verzasca.

Sono numerosissimi gli avventori che, provvisti di costume e asciugamani, cercano all'aperto quel misto fra riposo e divertimento che si confà alla stagione. Troppi, forse, stando appunto alle immagini giunte in redazione.

F.: «Le distanze non esistono più» - «Probabilmente il numero dei presenti è tenuto sotto controllo, ma una volta dentro, le distanze di sicurezza sembrano non esistere più», sottolinea F.* dal Lido di Lugano. Le foto inviate, d'altra parte, parrebbero confermare quanto asserisce il bagnante.

«La gente si accalca» - La situazione non sembra essere particolarmente diversa in quel di Bellinzona. «In mattinata gli spazi c’erano. Man mano che la gente arriva, però, si accalca e nessuno dice niente», segnala un altro lettore. «La cosa mi preoccupa perché, così, l'estate andrà a farsi benedire e ne pagheremo le conseguenze». Da parte dei responsabili della struttura non sono comunque mancati gli annunci che invitavano a mantenere le distanze.

L.: «manco fosse Rimini» - E le "Maldive di Milano"? In quel della Verzasca, forse, la situazione è ancora più al limite. «Improponibile - segnala L.*, altro avventore indignato -, manco fosse Rimini... Nemmeno un buco per mettere l'auto. È tutto pieno. Altro che distanze sociali...».

Insomma, una manciata di segnalazioni per denunciare comportamenti al limite, se non completamente incuranti delle norme anti Covid. Ma che, in sostanza, vengono (almeno in parte) smentiti dalle strutture interessate. 

«Giovani irrispettosi» - «I nostri bagnini informano le persone. Spesso sono i giovani ad avere, ma questo un po’ ovunque, comportamenti irrispettosi - sottolinea il capodicastero Sport di Lugano, Roberto Mazza -. Purtroppo è un problema generalizzato», aggiunge.

Quindi spiega, non riscontrando «situazioni problematiche» nelle foto giunte dai lettori: «Per gli stabilimenti balneari valgono le disposizioni emanate dall’associazione di categoria, il rispetto dei sette metri quadrati di spazio libero a persona all’interno della struttura. Nessun vincolo riguardo l’accesso alle vasche in quanto l’acqua clorata garantisce la non trasmissibilità del virus». Quindi conclude garantendo l'esistenza di una corretta e specifica segnaletica: «Come tutti i gestori abbiamo posato cartelli informativi che richiamano, tutti, a una disciplina personale così come del resto richiesto dal Consiglio Federale».

«Le regole sono rispettate» - Tranquillo sembra essere pure Andrea Laffranchini, direttore dell'Ente Sport Bellinzona: «Non è il bagno pubblico il problema. Una segnalazione su 2mila entrate non è significativa. Specie se abbiamo a disposizione uno spazio che di persone ne potrebbe ospitare 5mila, nel rispetto delle norme Covid».

Quindi aggiunge: «Un soggetto che interpreta in modo non corretto le regole ci può stare, ma nel complesso devo dire che siamo molto sereni. Le regole sono rispettate. Abbiamo un custode deputato a rimanere tutto il giorno all'interno del bagno pubblico. Ed è lì proprio per questo motivo, per segnalare situazioni anomale».

Laffranchini non crede che, in linea di massima, si siano verificati troppi "strappi alle regole": «Le distanze sociali da rispettare sono di un metro e mezzo. Ma ciò non vuol dire che non ci si possa incrociare o avvicinarsi a distanze inferiori per un tempo breve, che può essere di 20/30 secondi».

*Nome noto alla redazione.

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