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CANTONECondanna per la titolare dello studio "Lex e Iustizia"

28.05.20 - 09:21
Per il giudice la donna ha millantato competenze non in suo possesso traendo in inganno i suoi clienti
tipress (archivio)
Condanna per la titolare dello studio "Lex e Iustizia"
Per il giudice la donna ha millantato competenze non in suo possesso traendo in inganno i suoi clienti
La responsabile dello studio era stata anche oggetto di un atto parlamentare firmato dalla deputata UDC Lara Filippini

LUGANO - Esercizio abusivo della professione di avvocato e violazione della Legge federale contro la concorrenza sleale. Il giudice della Pretura penale Siro Quadri, nonostante l'opposizione al decreto d'accusa, ha confermato le imputazioni a carico della titolare dello studio "Lex e Iustitia", con sede a Cadenazzo. La condanna? Stando a La Regione, una pena pecuniaria, sospesa per due anni, e una multa di 400 franchi.

Oggetto, anche, di un atto parlamentare firmato dalla deputata UDC Lara Filippini, la responsabile dello studio è cittadina italiana nata e cresciuta in Svizzera e laureata in giurisprudenza all’Università di Bari. A Cadenazzo ha aperto la sua attività senza, tuttavia, limitarsi alla consulenza in ambito giuridico o alla rappresentanza legale nei casi in cui è consentito.

Avrebbe in almeno un’occasione assunto il patrocinio in ambito civile, per l'iscrizione di un’ipoteca legale. E di questo può solo occuparsi un avvocato. La 35enne, non lo è, non essendo iscritta nell’apposito registro cantonale e non avendo ottenuto lo specifico brevetto. Non solo in Svizzera, ma anche in Italia.

Per quanto concerne il discorso della "concorrenza sleale", per il pretore, la donna ha sfruttato «una strategia di marketing da supermercato» con tanto di volantinaggio (oggetto appunto dell'atto parlamentare firmato dalla Filippini) per promuovere la sua professione. Pubblicità, questa, ritenuta dal giudice aggressiva e sleale anche alla luce del fatto che si traevano in inganno i potenziali clienti millantando conoscenze e capacità in realtà non in possesso dell'accusata.

Dal canto suo la difesa ha annunciato la dichiarazione di appello, riservandosi di ricorrere alla Corte di appello e revisione penale una volta ricevute e lette le motivazioni del verdetto.

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