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Il paese di Idanha-a-Nova
BELLINZONA
30.04.20 - 06:300
Aggiornamento : 10:12

«Nostra madre sequestrata e poi uccisa»

Nuovi dettagli sul caso della 62enne bellinzonese morta in Portogallo. L'ipotesi: dramma della gelosia

Il racconto dei familiari di I.A.: l'ultimo Sms, le chiamate di soccorso. «Altruista e amata da tutti»

BELLINZONA/LISBONA - Sequestrata in casa per due giorni dall'ex compagno, trasformatosi in carnefice. Poi uccisa a coltellate, e bruciata nel tentativo di depistare le indagini. Sembra un film dell'orrore quello vissuto a distanza dalla famiglia di I.A., 62enne bellinzonese uccisa brutalmente nella sua casa in Portogallo.

«È semplicemente incredibile». La figlia K.A., 37enne residente nella Turrita, è l'ultima ad avere parlato con la donna il 13 di aprile. Rilegge l'Sms inviatole dalla madre tre giorni dopo: «Sto bene, chiamatemi». Poi il silenzio.

I fatti: il 20 aprile nel paesino di Idanha-a-Nova, al confine tra Portogallo e Spagna, la polizia locale trova il corpo carbonizzato di una donna in un casolare. Viene identificato con I.A., cittadina svizzera originaria di Sementina, trasferitasi nel paese lusitano nel 1989. Poche ore dopo viene fermato l'ex partner di lei, un 33enne bulgaro senza fissa dimora, reo confesso. 

Ancora da chiarire la dinamica del fatto. Ma pare che all'origine del gesto ci possa essere la gelosia. «Lei lo aveva allontanato, ma lui non voleva rassegnarsi. Le compariva in casa all'improvviso, minacciandola di morte. Solo pochi giorni prima le aveva requisito il cellulare e le chiavi dell'auto» raccontano i familiari a tio.ch/20minuti. 

Dal Ticino i figli della donna si preoccupano. Chiamano la polizia portoghese, che il giorno di Pasqua interviene ad allontanare l'uomo dalla casa di lei. «Eravamo terrorizzati, ma con l'epidemia non potevamo raggiungerla. È stato terribile». Passano alcuni giorni e i timori si avverano: il 33enne ricompare. E a sparire è invece la donna. 

Non vedendola più in paese gli abitanti di Idanha-a-Nova si insospettiscono. Ai vicini che la cercano apre la porta il 33enne: dice che «è andata in Svizzera dalla famiglia». La polizia viene chiamata di nuovo, in una dependance trova il corpo carbonizzato della donna. 

Le indagini sono ancora in corso. Il reo confesso – a quanto risulta – avrebbe sequestrato l'ex compagna in casa per due giorni, prima di toglierle la vita a coltellate e bruciare il corpo. A Sementina, dove I.A. è nata e cresciuta prima di trasferirsi nel "buen retiro" all'estero, lo choc è enorme.

«Laggiù aveva trovato il suo paradiso» ricordano i familiari. La donna era molto amata dalla comunità locale, che l'aveva soprannominata "la tedesca" per i suoi tratti nordici. «Altruista e generosa, la sua porta era sempre aperta per gli ultimi e i bisognosi» racconta K.A. 

Il presunto omicida, cittadino bulgaro senza impiego e senza fissa dimora, sarebbe stato accolto ed aiutato dalla donna in un momento difficile. Ma negli ultimi tempi il rapporto si era incrinato. «Sapevamo che c'erano dei problemi, lei aveva molta paura. L'aveva più volte minacciata di morte» racconta la figlia. «Ma mai avremmo pensato a una cosa simile». I funerali si svolgeranno in Portogallo al termine degli accertamenti giudiziari, in forma privata. 

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