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CANTONE / VENEZUELA
18.03.20 - 20:320
Aggiornamento : 19.03.20 - 10:32

Ticinesi bloccati in Venezuela: «Non si riesce a farli tornare»

La preoccupazione dei familiari: «L'ambasciata svizzera locale afferma di non prevedere rimpatri in Svizzera»

LUGANO - Bloccati in Venezuela, precisamente sull’ Isola di Margarita. Quella che doveva essere una vacanza da sogno si sta trasformando in un viaggio travagliato per due ticinesi. La causa, come ovvio, è la caotica situazione generata dalla pandemia di COVID-19 che, di fatto, ha visto bloccarsi in breve tempo le possibilità di muoversi da una nazione all'altra per tantissimi viaggiatori.

«Air France ha cancellato il loro volo e non riescono a tornare da noi - racconta, preoccupata, la figlia dei due turisti -. Mio papà ha 66 anni e non gode di ottima salute, e perlopiù la situazione politica e sanitaria del regime di Maduro non è delle migliori. Abbiamo scritto all’ambasciata svizzera in Venezuela a Caracas, ma la risposta è stata che non prevedono rimpatri per gli svizzeri».

Al momento i viaggiatori attendono una risposta dal DFAE: «Purtroppo le agenzie locali sull'isola non hanno soluzioni. Stanno cercando di trovare un modo per raggiungere Caracas. Siamo consapevoli che la crisi sanitaria ha colpito tutto il mondo, ma vogliamo che tornino da noi. Anche l’Italia si sta preoccupando delle operazioni di rimpatrio».

Centinaia di svizzeri bloccati - Di fatto sono centinaia gli svizzeri bloccati nel mondo a causa del coronavirus. Gli operatori turistici al momento stanno facendo del loro meglio per rimpatriarli, mentre la Helpline del DFAE riceve diverse centinaia di chiamate al giorno.

«Abbiamo ancora parecchi clienti all'estero che vorrebbero rientrare in Svizzera. Facciamo il possibile per trovare loro dei voli», ha spiegato a Keystone-ATS Bianca Gähweiler, portavoce di Hotelplan Svizzera. Se fosse necessario, l'agenzia di viaggio si occupa pure del loro alloggio.

Quando voli regolari sono modificati o annullati, «cerchiamo una soluzione per i clienti», ha precisato da parte sua TUI Suisse. Il tour operator è in contatto con i clienti e «si prende cura di loro».

Il DFAE esorta a tornare a casa - Ieri il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha esortato gli Svizzeri che si trovano all'estero in questo momento di crisi a tornare a casa al più presto per evitare di rimanere bloccati.

Non tutti i turisti elvetici si sono però annunciati presso le ambasciate o la piattaforma "Itineris" del DFAE, hanno indicato oggi i servizi di Ignazio Cassis. "Itineris" consente di localizzare e contattare le persone iscritte in caso di crisi grave all'estero.

Marocco, Sudafrica e Ucraina - La situazione è particolarmente delicata in Marocco, precisa il DFAE. Interventi a livello politico sono stati necessari per facilitare un ritorno degli Svizzeri bloccati nel Paese del Nordafrica. Si è potuto organizzare diversi voli charter da parte di compagnie aeree basate in Svizzera. Essendo tali voli di natura commerciale, i turisti sono responsabili delle prenotazioni e devono assumersi le spese, ricorda il dipartimento di Ignazio Cassis.

Anche le rappresentanze elvetiche in Sudafrica e Ucraina sono in contatto con i cittadini svizzeri e le autorità locali per determinare in che misura la Confederazione possa dare loro il proprio sostegno.

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