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CHIASSO
14.03.20 - 17:170

Dogane, rifiutato l'ingresso a 228 persone

«I controlli alle frontiere funzionano bene» ha dichiarato il direttore dell'Amministrazione federale delle dogane

CHIASSO - La reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne allo spazio Schengen relativamente al confine italo-svizzero, decisa ieri dal Consiglio federale, finora funziona bene, ritiene il direttore dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), Christian Bock.

L'alto funzionario ha stilato oggi un primo bilancio delle nuove disposizioni, in vigore da ieri alle 15.30, in una conferenza stampa al valico di Chiasso-Strada. Da allora, l'ingresso dall'Italia è consentito solo ai cittadini elvetici, alle persone con un permesso di soggiorno nella Confederazione e a quelle che devono recarsi in Svizzera per motivi professionali.

Il numero dei veicoli privati diretti dall'Italia al Ticino è diminuito del 60%, ha affermato Bock. Sabato mattina, 288 persone si sono viste rifiutare l'ingresso.

Nove piccoli valichi di frontiera tra il cantone sudalpino e la vicina Penisola sono stati chiusi. In tutti gli altri vengono ora effettuati controlli sistematici. Come finora, le guardie sono attive anche più lontano dal confine e monitorano la frontiera verde.

Per il momento ai valichi di frontiera con Germania, Francia e Austria non sono state prese precauzioni specifiche in relazione al coronavirus. Tuttavia, le autorità stanno cercando di impedire un possibile riorientamento del traffico.

Lo scopo principale delle restrizioni all'ingresso è quello di proteggere la popolazione svizzera dall'infezione da coronavirus e di mantenere la capacità del sistema sanitario. Esse partecipano anche all'efficacia della normativa italiana contro la diffusione della malattia Covid-19.

Il Consiglio federale segue costantemente la situazione e, se necessario, applicherà le limitazioni all'entrata in Svizzera a viaggiatori provenienti da altri paesi o regioni.

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