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MENDRISIO
13.02.20 - 18:540
Aggiornamento : 14.02.20 - 06:07

«La maestra resta». E c'è chi ritira i figli da scuola

Il reinserimento di una docente di Mendrisio continua a suscitare perplessità tra alcuni genitori. Maffi: «Sono state fatte le valutazioni del caso»

MENDRISIO - «A causa di questo reinserimento ho tolto dalla scuola d'infanzia i miei figli. L'ho notificato con raccomandata a mano alla docente, e per posta alla direzione». La polemica attorno al rientro, in qualità di insegnante d'appoggio, della maestra segnalata a Mendrisio lo scorso autunno per presunte "maniere brusche", non si è ancora spenta. 

La riunione straordinaria - Il reintegro non è stato ben digerito da un gruppo di mamme di Mendrisio. E ne è seguita, come riferisce una di queste, una «richiesta di riunione straordinaria avanzata all'istituto scolastico di Mendrisio per chiedere l'allontanamento dell'insegnante».

La riunione, si è tenuta ieri sera con la partecipazione di genitori, docenti, direzione scolastica e del capo dicastero sicurezza e istruzione di Mendrisio, Samuel Maffi. 

Le lamentele dei genitori - Alcuni genitori non hanno nascosto una certa indignazione per la comunicazione tardiva (a reinserimento avvenuto) del ritorno della docente. «Non c'è stata trasparenza da parte della scuola - sostengono -. Parlano di fase di sperimentazione... ma sperimentare su bambini dai 3 ai 6 anno lo troviamo inopportuno».

Al momento, solo una mamma ha optato per il ritiro dei bimbi da scuola, ma l'iniziativa solitaria potrebbe trovare un seguito. Il nodo centrale della questione restano gli accertamenti ancora in corso in merito all'operato dell'insegnante. «Perché non attendere che la questione sia risolta prima affidarle nuovamente dei bambini?», incalza indignata la mamma che conclude: «fino ad allora continuerò a tenere a casa i miei figli quando lei sarà in sede». 

«Gioco al massacro. Il benessere dei bambini? Una priorità» - «Autorità comunale, direzione scolastica e docenti, negli anni si sono dimostrati sempre aperti al dialogo e al confronto. E sono stati capaci di trovare le soluzioni del caso nell’ottica del benessere dei bambini», replica invece Maffi.

«Nel corso della serata di ieri - spiega il municipale - ho condannato fermamente l’agire di taluni genitori che, prima di seguire gli iter di una società civile quali il confronto e il dialogo, con uno scopo egoistico hanno utilizzato la stampa per creare dei danni. Questo l'ho detto e lo ribadisco».

Per Maffi in tutta questa vicenda c'è della malafede: «Ci sono famiglie, per fortuna una minoranza, che stanno cercando di fare del male. Quello che ho potuto percepire è che ieri sera i chiarimenti richiesti ci sono stati e chi ha voluto delle risposte le ha ottenute. Qualcuno alla fine ha anche applaudito».

Sugli accertamenti in essere Maffi taglia corto: «Non voglio sottostare a questo gioco al massacro. Ciò che posso dire è che se c’è una docente alla quale è stato affidato un compito è perché il Municipio, la direzione e l'ispettorato scolastico, nell’ambito della trattazione del dossier, hanno fatto delle valutazioni. Alcune sono ancora in corso, ma assumendosi le responsabilità del caso le Autorità preposte hanno deciso per il reintegro».

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