Tio.ch / 20 minuti / Davide Giordano
CANTONE
13.11.19 - 12:090
Aggiornamento : 14.11.19 - 08:33

La rivelazione shock del padre: «Toccarmi con mia figlia era diventata un'esclusiva»

Processo alla coppia dell'orrore. Il 50enne, che abbelliva i filmati hard con effetti speciali e colonne sonore, gioca a nascondino col giudice. Intanto emerge che la madre era gelosa della ragazza

di Redazione
PM

LUGANO – Quei filmati venivano elaborati. Con effetti speciali e musiche. Prosegue, a Lugano, il processo horror contro la coppia del Bellinzonese che per anni avrebbe abusato sessualmente dei figli. E ora, dopo la testimonianza della madre, tocca al padre raccontare la "sua" verità. Una verità contorta e confusa. E basta vedere la faccia perplessa della procuratrice pubblica Marisa Alfier per rendersene conto. «Confermo i fatti – dice l'uomo –. E che il primo episodio è avvenuto nel 2002. Contesto il numero degli atti. Gli episodi sono stati una ventina, non oltre 130».

La moglie continua a piangere – Stando al 50enne, alla sbarra davanti alla Corte delle assise criminali di Lugano, e in carcere preventivo come la moglie dal 2016, gli abusi sessuali accadevano occasionalmente, nel periodo estivo. La moglie, intanto, piange e scuote la testa. Quasi in segno di disapprovazione. «Non condivido il numero indicato da mia moglie. So che ho fatto del male ai miei figli, con quello che ho commesso non ho di certo creato armonia in casa».

Senso di colpa – Il giudice Amos Pagnamenta mette alle strette il 50enne. E fa riferimento ad alcune dichiarazioni rilasciate negli interrogatori. «Come ha potuto accusare sua figlia di essere maliziosa e di essersi andata a cercare queste situazioni?» Secca la replica dell'uomo. «Mi sento così in colpa che non riesco a rispondere. Non mi sono reso conto di quello che facevo».

«Non ricordo e non lo so spiegare» – È uno strano botta e risposta quello tra il 50enne e il giudice. L'uomo più volte dice: «Non mi ricordo, non me lo so spiegare». Un silenzio più che eloquente, secondo Pagnamenta. Solo dopo la carcerazione, nel 2016, avrebbe preso coscienza di quello che effettivamente aveva combinato. Ed è lui stesso a sostenerlo. «È stato un percorso lungo. Determinate cose non sono vere. Ciò non toglie che il mio senso di colpa sia alto. Documentavo i vari atti per un piacere personale».

Giochi erotici a senso unico – L'uomo, contrariamente alla moglie, contesta anche alcuni capi d'accusa. A un certo punto il 50enne non avrebbe più coinvolto la moglie. Si parla di masturbazione. Sesso orale. «Non ho mai avuto un rapporto sessuale completo con mia figlia. Era un traguardo da non raggiungere. Ho fatto dei giochi erotici anche da solo con lei. Però oggi posso dire che per mia figlia non erano giochi. Avevo maturato un certo interesse sessuale per lei». 

L'anniversario – Spunta una data. Quella del 14 luglio. Una specie di anniversario, a quanto pare importante per l'uomo. Ma cosa c'era da festeggiare? «È la data in cui sono iniziati i toccamenti tra me e mia figlia, senza mia moglie. Era un'esclusiva». Stando alla deposizione della giovane vittima in quella data ci sarebbe stato un primo rapporto sessuale completo. «Mia figlia mente. Perché è arrabbiata con me. Per come l'ho trattata».  

Lo spostamento nel foyer – La ragazza, a un certo punto, è stata mandata a vivere in un foyer. Il giudice chiede spiegazioni. Ancora una volta il 50enne, dopo essersi fatto ripetere la domanda più volte, risponde in maniera imbarazzante. «Era un po' per i suoi malesseri. E per fare in modo che mia figlia si unisse a un gruppo di sostegno. Io ero contrario. Perché era un po' come spostare una persona di famiglia. Non era perché veniva a mancare la mia esclusiva».

Una richiesta di aiuto – La parola passa di nuovo alla mamma, sempre in lacrime. La 45enne sembra, comunque, essere leggermente più consapevole del marito. «Mia figlia aveva dei comportamenti sbagliati in casa e in giro. Mentiva e rubava. Ma era una conseguenza delle cose che le abbiamo fatto vivere. La sua era una richiesta di aiuto». Lo spostamento in foyer è stato decisivo. «Ha avuto la forza e il coraggio di denunciare tutto».

In braccio al papà – Ricordi terribili che riemergono dal passato. La donna, che prima partecipava agli strani giochi erotici di famiglia, a un certo punto è stata "esclusa". «A volte mi capitava di mettere a posto la cucina. Poi mi spostavo in un altro locale e trovavo mia figlia in braccio a mio marito. C'era dell'imbarazzo. Ho cercato di affrontare il discorso con mio marito. Lui ha reagito dicendo che mi facevo sempre abbindolare. Non posso negare che ero gelosa di mia figlia».

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