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LUGANO
20.08.19 - 10:310
Aggiornamento : 11:26

«Stasera i tuoi figli ti raccoglieranno a pezzettini»

È una delle frasi choc che emergono dall'atto d'accusa nei confronti di un 56enne alla sbarra per una lunga serie di reati. Avrebbe più volte usato violenza sulla compagna e i figli

LUGANO – Cinquantasei anni portati piuttosto bene, brizzolato, ex docente di ginnastica, dal 2012 in invalidità. Dalla mattinata di martedì, si trova davanti alla corte delle Assise criminali di Lugano. Di fronte al giudice Amos Pagnamenta, dovrà difendersi da diverse accuse: coazione ripetuta consumata e tentata, coazione sessuale, sequestro di persona e rapimento, lesioni semplici, vie di fatto, truffa e riciclaggio. Residente nel Luganese e difeso dall'avvocato Sabrina Aldi, l'uomo avrebbe usato violenza più volte nei confronti della compagna e dei due figli minorenni. A questo, vanno aggiunti alcuni reati di natura finanziaria.  

La vita tranquilla – Davanti a Pagnamenta, l'imputato, che si trova in carcere preventivo, sembra (o, forse, finge di essere) spaesato. «Ho qualche debito. Legato a tasse e precetti esecutivi in particolare. Non ho idea degli importi». Sul suo futuro dice: «Un giorno, quando sarò scarcerato, vorrei tornare a fare una vita tranquilla. Non sono mai andato in discoteca, non fumo, non bevo, non mi drogo». Parole che cozzano, e non poco, con l'atto di accusa, da cui emergono episodi interlocutori. «Non ho intenzione di farmi prendere in giro da lei», tuona il giudice.    

Una serata da incubo – Una delle date chiave è quella del 24 luglio 2018. In quel giorno, l'imputato avrebbe colpito con due schiaffi la compagna e l'avrebbe legata a un attrezzo ginnico. «Questo lo ammetto», dice. Sull'atto d'accusa spicca la frase: «Stasera è la tua fine, stasera i tuoi figli ti raccoglieranno a pezzetti». La donna sarebbe stata obbligata a praticare del sesso orale. E sarebbe in seguito fuggita senza vestiti. Da notare che l'uomo risulterebbe perfettamente integro a livello psichico. 

Occhi neri e lividi – I maltrattamenti nei confronti della malcapitata non si limiterebbero a quella sera. Sarebbero oltre una sessantina. Pugni, tirate di capelli. Violenza anche sui figli. Secondo la procuratrice pubblica Valentina Tuoni, in un caso avrebbe infilato la testa di un figlio nel bidet per costringerlo a fare la pipì. L'imputato, nonostante il giudice menzioni occhi neri e lividi vari, nega quasi tutto ciò che sta scritto sull'atto d'accusa. «La mia compagna era una bravissima mamma. Ma influenzava troppo i nostri figli». 

Soldi sporchi – Negazioni su negazioni anche sulle questioni legate al presunto riciclaggio di denaro. L'uomo, tra il 2007 e il 2015,  avrebbe ricevuto sul suo conto bancario bonifici per oltre 137.000 franchi. Soldi che provenivano da crimini commessi da un amico ai danni delle Aziende Industriali di Lugano (AIL). «Io non sapevo niente. Non potevo sapere da dove venivano quei soldi», ripete l'imputato. 

Rischio di recidiva – Il problema principale, tuttavia, riguarda i rapporti tra l'uomo e i suoi famigliari. Cosa potrebbe accadere se dovesse uscire dal carcere? C'è il pericolo di recidiva? Le opinioni di difesa e accusa su questo aspetto sono divergenti. 

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