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CANTONE / BERNA
04.07.19 - 15:320
Aggiornamento : 16:21

Lauber vuole ricusare il giudice Bomio-Giovanascini

Il procuratore generale della Confederazione ha criticato l'obiettività del giudice ticinese

BERNA - Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, costretto a ricusarsi nelle indagini riguardanti la FIFA dal Tribunale penale federale (TPF), chiede ora la ricusazione di uno dei tre giudici che hanno preso la decisione, il ticinese Giorgio Bomio-Giovanascini, per un'asserita prevenzione nei suoi confronti.

«Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha presentato una domanda di ricusazione alla Corte d'appello del TPF contro il presidente della Corte dei reclami penali (Bomio-Giovanascini, ndr) sotto forma di una istanza di revisione», ha indicato oggi la stessa Procura federale all'agenzia Keystone-ATS, a conferma di un articolo pubblicato dal "Tages-Anzeiger" e altri giornali Tamedia.

Abboccamento nel canton Vaud - Secondo quanto scrive il quotidiano zurighese, Lauber giustifica la sua richiesta nei confronti del giudice ticinese citando una mail inviatagli dal consigliere agli Stati socialista di Basilea Campagna Claude Janiak, presidente della delegazione delle commissioni della gestione delle Camere federali.

Questi gli ha riferito che Bomio-Giovanascini, egli pure membro del PS, durante una gita del gruppo parlamentare socialista nel canton Vaud avvenuta il 12 giugno scorso lo ha avvicinato, criticando poi in un breve colloquio lo stesso Lauber e definendo "insostenibile" la situazione all'MPC. Un giudice che parla così non è obiettivo, argomenta il procuratore generale secondo quanto riferisce il "Tages-Anzeiger".

«Non va che un giudice prima di una decisione si esprima pubblicamente», critica a sua volta Janiak citato dal giornale. Interpellato da Keystone-ATS, il "senatore" ha risposto di non avere nulla da aggiungere.

Dal canto suo il giudice ticinese, interpellato dal quotidiano, ha risposto di non volersi esprimere pubblicamente su un procedimento in corso.

Istanze di ricusazione - La Corte dei reclami penali, lo scorso 17 giugno, ossia cinque giorni dopo l'incontro vodese, aveva in parte accolto due istanze di ricusazione contro il procuratore generale Lauber e i membri della task force dell'MPC istituita nel 2015 per occuparsi delle inchieste sugli scandali di corruzione che hanno coinvolto la Federazione internazionale di calcio (FIFA). Queste sono attualmente 25.

Più precisamente, aveva accolto le domande di ricusazione formulate da due degli imputati in questi procedimenti - l'ex segretario della FIFA Jérôme Valcke e l'ex capo delle finanze della federazione Markus Kattner, secondo il "Tages-Anzeiger" - nei confronti di Lauber, dell'ex procuratore federale capo Olivier Thormann (che è ora giudice alla Corte d'appello del TPF) e di un altro procuratore federale. A Lauber sono rimproverati gli incontri informali non registrati - contrari alle regole di procedura - con il presidente della FIFA Gianni Infantino, incontri che secondo il TPF possono far sorgere dubbi sull'imparzialità del procuratore generale.

Lauber ingaggia avvocato - Nella sua risposta alla richiesta di conferma di Keystone-ATS, l'MPC scrive che gli sono state «riferite informazioni che lasciano concludere a una possibile parzialità» del giudice federale che ha presieduto alle decisioni riguardanti la Procura federale e Lauber in particolare.

Il "Tages-Anzeiger" scrive anche che Lauber ha ingaggiato il noto avvocato Lorenz Erni in relazione al procedimento disciplinare disposto nei suoi confronti dall'Autorità di vigilanza sull'MPC (AV-MPC) per gli incontri con Infantino. Interpellata al riguardo, la Procura federale conferma solo che il suo capo «si fa rappresentare legalmente», senza aggiungere altro.

Ieri l'AV-MPC ha reso noto di aver designato gli esperti incaricati di svolgere l'inchiesta disciplinare. La direzione dell'indagine sarà assunta da Peter Hänni, professore ordinario emerito di diritto costituzionale e amministrativo, coadiuvato da due ulteriori specialisti, gli avvocati Lukas Blättler e Sarah Duss.

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