CONFINE
09.05.19 - 22:340

Tangenti in Lombardia, Lara Comi smentisce

La coordinatrice di Forza Italia a Varese ha precisato di avere un'unica società «la Premium Consulting regolarmente denunciata all'interno della Dichiarazione di interessi finanziari dei deputati»

VARESE - Spunta il caso dei contratti di consulenza sospetti per 38 mila euro ottenuti, attraverso l'influente esponente azzurro Gioacchino Caianello, da una società riconducibile a Lara Comi, l'europarlamentare e coordinatrice di Forza Italia a Varese, nell'inchiesta dei pubblici ministeri (pm) della Divisione distrettuale antimafia di Milano con al centro un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti in Lombardia.

Inchiesta che oggi ha visto un primo imprenditore collaborare con gli inquirenti, i quali hanno pure sentito come teste Giulia Martinelli, l'ex compagna di Matteo Salvini e capo della segreteria politica del Governatore Attilio Fontana, indagato per abuso di ufficio per un incarico in Regione a Luca Marsico, suo ex socio di studio, in un filone di indagine che nulla ha a che vedere con mazzette e accordi spartitori.

Il caso Comi, per cui ora sono in corso verifiche bancarie, è venuto a galla nella richiesta di misura cautelare avanzata dai pm Silvia Bonardi, Adriano Scudieri, Luigi Furno e dall'aggiunto Alessandra Dolci, a proposito del ruolo di Caianiello. Sarebbe stato lui il vero coordinatore varesino di Forza Italia, «in costante contatto con tutti gli esponenti apicali del partito a livello regionale» tra cui anche Mariastella Gelmini e il Presidente Fontana.

Inoltre, sarebbe stato così abile da riuscire «con disinvoltura», tramite la «collaborazione di alcuni suoi uomini di stretta fiducia», «ad estendere la sua influenza politica e, parallelamente, quella criminale ben oltre i confini della provincia di Varese».

Infatti, annotano i pm, avrebbe fatto ottenere a una società di Saronno, riconducibile all'eurodeputata, che non è indagata, contratti di consulenza da parte della partecipata Afol città metropolitana, di cui Giuseppe Zingale era direttore generale.

Contratti «per un totale di 38.000 euro (come preliminare conferimento di un più ampio incarico che può arrivare alla totale cifra di 80.000 euro) - si legge nell'atto - dietro promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi Caianiello e Zingale».

Lara Comi in una nota ha precisato di avere un'unica società «la Premium Consulting regolarmente denunciata all'interno della Dichiarazione di interessi finanziari dei deputati» e che «non ha nulla a che spartire con le consulenze sotto inchiesta». ​

Intanto oggi, mentre il giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino ha interrogato gli ultimi due dei 12 indagati finiti in cella i quali, come tutti gli altri, non hanno risposto alle domande, c'è stato un primo imprenditore - probabilmente non sarà l'unico - che ha deciso di collaborare rendendo dichiarazioni sul 'sistema Caianiello' ritenute utili per allargare le indagini.

L'imprenditore a capo di una grande azienda semi pubblica di Varese è arrivato in procura come testimone ma già accompagnato da un legale, consapevole del fatto che con le sue dichiarazioni sarebbe stato indagato per corruzione. E così è stato.

Nel filone di indagine che riguarda Fontana, che anche oggi ha rivendicato di aver agito con «trasparenza» e di essere «sereno» e pronto a spiegare lunedì «tutto ai pm», è stata convocata come teste Giulia Martinelli, il cui nome compare negli atti dell'inchiesta, citata in un'intercettazione da Caianiello nel capitolo dell'istigazione alla corruzione di Fontana che rifiutò la proposta illecita.

Sul 'fronte Marsico', da quanto è trapelato, sarebbero stati disposti accertamenti per una consulenza da 8 mila euro che l'ex socio del Governatore ha ricevuto da Fnm, partecipata regionale e guidata dal leghista Andrea Gibelli.

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