nella casa dei soggetti arrestati rinvenuto materiale ritenuto pertinente al reato
GINEVRA / CONFINE
26.04.19 - 18:430

Maxi truffa da 650mila a cavallo tra Svizzera e Italia, due arresti

In manette due italiani che avevano raggirato una coppia di spagnoli in una compravendita di gioielli

COMO - Sono due le persone arrestate questa mattina dai poliziotti della squadra mobile di Como. I due - un italiano 54enne residente a Roma, ma che vive a Rovato (Brescia), e un cittadino croato di 34 anni, residente a Bergamo - sono accusati di aver commesso una truffa da 650mila euro.

Le indagini hanno avuto inizio nell’ottobre 2017 in seguito alla denuncia sporta da due coniugi spagnoli residenti a Madrid per una truffa di ingente valore. La coppia, avendo intenzione di vendere dei gioielli, si era recata a Ginevra per farli valutare presso alcune gioiellerie.

Due giorni dopo, durante il loro soggiorno in Svizzera, erano stati contattati da un commerciante di oggetti preziosi. Questi affermava di essere stato a sua volta contattato da un sedicente gioielliere che, dopo aver visto i gioielli in un annuncio publicato in rete, si era detto interessato ad acquistarli previa visione degli stessi. A garanzia inviava copia del documento e biglietto da visita.

In seguito l’acquirente aveva però spostato l’incontro a Como, presso l’Hotel Metropole Suisse. Qui, una volta iniziata la trattativa, aveva offerto 650.000 euro per l’acquisto dei gioielli.

A questo punto la coppia veniva accompagnata all’Hotel Sheraton di Como/Tavernola, dove ad attenderlo, c’era un complice dell’acquirente. Quest'ulto serviva a verificare e controllare, tramite una macchinetta conta soldi, il denaro contante destinato alla compravendita.

Effettuata la verifica, il denaro veniva riposto all’interno di una sacca di tela e racchiuso dentro una valigetta “24 ore”. La coppia quindi veniva rimandata all’Hotel Metrolope Suisse dove, consegnata la valigetta, è avvenuto lo scambio.

Una volta concluso “l’affare” gli acquirenti si allontanavano. Solo dopo la coppia, una volta aperta la valigetta, si accorgeva che all’interno erano riposte solamente delle mazzette di denaro riportante la scritta FAC-SIMILE.

Gli investigatori, ricevuta la denuncia, hanno acquisito immediatamente la documentazione fotografica di tutti i gioielli oggetto della truffa, nonché una copia del biglietto da visita e del documento francese, poi rilevatosi falso, del sedicente gioielliere.

A quel punto sono iniziate una serie di attività tecniche e di accertamenti incrociati che hanno permesso di scoprire che i sospetti truffatori risiedevano rispettivamente a Bergamo e Brescia. Le foto dei due sono quindi state inviate alle autorità spagnole e mostrate ai gioiellieri truffati, che hanno riconosciuto i due protagonisti dello scambio. Da qui l’ordine di cattura.

Nel corso del blitz, i poliziotti della squadra mobile questa mattina hanno trovato e sequestrato materiale ritenuto legato al reato, fra cui: numerose banconote riportanti la dicitura fac-simile, ma anche euro e sterline in contanti per un ammontare di circa 15 mila euro, macchinette conta soldi, gioielli di dubbia provenienza.

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