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BELLINZONA
11.02.19 - 17:200
Aggiornamento 21:58

"Palazzo della vergogna", il Municipio: «È totalmente inabitabile»

Gli inquilini dovranno trovare una nuova sistemazione

1 sett fa In casa al freddo da giorni: «Ci scaldiamo con il forno»

BELLINZONA - Il "palazzo della vergogna". Così è stato soprannominato lo stabile in via Maderno 3 a Bellinzona, nel quale gli inquilini sono confrontati con una situazione di degrato estremo.

La situazione è talmente critica da avere spinto il Municipio di Bellinzona a decretare l'inabitabilità totale della palazzina. Ciò - riferisce lo stesso esecutivo - è avvenuto durante la seduta del 6 febbraio.

Situazione di disagio - La decisione fa seguito a una serie di interventi su più mesi da parte di diversi servizi dell’amministrazione comunale, chiamati, nell’ordine, a risolvere situazioni di disagio sociale, nel frattempo aiutate con successo a trovare altre sistemazioni (nello stabile non vi sono più inquilini che beneficiano di aiuti sociali statali o che hanno diritto a riceverne), a determinare – due anni fa – l’inabitabilità di alcuni appartamenti non più a norma, a decretare – oltre un anno fa – il divieto di domiciliare nuovi inquilini nello stabile, a imporre il divieto d’uso a seguito dell’intervento da parte della Polizia comunale per esercizio abusivo della prostituzione e a seguire, con l’AMB, una procedura federale relativa allo stato dell’impianto elettrico, nel frattempo risolta.

Pochi correttivi che non hanno risolto la situazione - La proprietà – un professionista con domicilio a Lucerna - più volte stimolata a trovare, di concerto con i servizi comunali, una soluzione alla situazione indecorosa, è intervenuta con piccoli correttivi senza però mai risolvere le problematiche più gravi, scaturenti anche da lacune nell’amministrazione dello stabile spesso assente.

L'ennesimo sopralluogo - Settimana scorsa, il Municipio – alla luce di quanto sopra e previo nuovo sopralluogo esperito dai propri servizi nei giorni precedenti – ha quindi decretato l’inabitabilità dell’intero stabile, lasciando un congruo termine agli ultimi inquilini che risultano ufficialmente domiciliati all’interno (in uno dei 12 appartamenti).

Si tratta di inquilini per i quali il Comune pure si era fatto parte attiva nella ricerca di una diversa sistemazione, ma che più volte hanno rifiutato l’aiuto dell’amministrazione comunale, verosimilmente perché il tipo di permesso di cui erano al beneficio, e che risulterebbe già da un certo tempo scaduto e non rinnovato, non permetteva l’accesso ad aiuti sociali statali.

Il Municipio continuerà a seguire l’evolversi della situazione, «peraltro unica nella nostra Città», sottolinea, nei limiti di quanto il diritto amministrativo permette di fare e «con l’auspicio che proprietario e amministrazione pongano finalmente mano in base alle proprie competenze di diritto privato a una situazione del tutto indecorosa».

Commenti
 
Gundula Bilgischer 1 sett fa su fb
Nmemo 1 sett fa su tio
Se il proprietario dello stabile fosse stato una persona invisa all’esecutivo cittadino, da anni già avrebbe ricevuto un ordine di sanatoria con comminatorie penali. C’è ancora qualcuno disposto a credere che tutti i cittadini sono trattati nello stesso modo dalle autorità?
vulpus 1 sett fa su tio
Purtroppo sempre più sovente affiorano, nelle città queste situazioni di degrado elevato, dove le autorità e i servizi sociali, lavorando naturalmente ognuno per conto suo, tollerano e assecondano situazioni scandalose. Se pensiamo alla fera che hanno fatto per i rifugiati ospiti dei centri di raccolta, a confronto di questa situazione erano in un 5 stelle. C'è da chiedersi che tipo di convenienze e connivenze esistono per tollerare questo. Sicuramente sono situazioni che creano fastidio ad affrontarle e risolverle, ma paghiamo le tasse affinchè i servizi che sponsorizziamo siano efficaci nelle soluzioni per garantire un vivere decente. Che poi si vada ad additare la prostituzione come causa del degrado, è la famosa foglia di fico. Se la prostituzione va ad essere esercitata in questi palazzi è grazie alle iniziative messe in atto dal DI, Gobbi e compagni, dove alle avvertenze lanciate da chi conosce il problema, hanno preferito spantegare l'attività nei meandri delle abitazioni private.
Sol Adelaide Scerpella 1 sett fa su fb
Maira Gálvez
Maira Gálvez 1 sett fa su fb
Sol Adelaide Scerpella 😡😡
Sol Adelaide Scerpella 1 sett fa su fb
Niky Nikawry
Pat Novo 1 sett fa su fb
L italian style che avanza!!
Raffaella Norsa 1 sett fa su fb
Pat Novo l’italiana style dei barboni
Pat Novo 1 sett fa su fb
Raffaella Norsa no! Degli speculatori
Liana Alberti 1 sett fa su fb
Buonasera è pazzesco
GI 1 sett fa su tio
che situazione: inquilini che non se ne vogliono andare ma si lamentano del degrado....poiché avrebbero un permesso scaduto....evviva ! Subito una raccolta fondi per una bella vacanza in un paesello caldo....biglietto di sola andata ovviamente....
Brigitte Gill 1 sett fa su fb
Ma siamo in ???
Brigitte Gill 1 sett fa su fb
Damiano Iannino Schipilliti 1 sett fa su fb
Ci aveva fatto un servizio patti chiari tempo fa ...
Luana Rondelli Poretti 1 sett fa su fb
Alla buon'ora... sono decenni che dura.
Stefano Danielli 1 sett fa su fb
Bravi così si fa palazzi del genere vanno fatti chiudere e obbligare i proprietari a ristrutturarlo se lo vogliono riaprire...
Renny Crotti 1 sett fa su fb
Stefano Danielli bravi cosa? Potevano svegliarsi prima!
Stefano Danielli 1 sett fa su fb
Renny Crotti meglio tardi che mai...comunque si la prossima volta bisogna intervenire prima
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