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MONTECENERI
14.10.18 - 16:430
Aggiornamento : 20:20

Pullman contro il pilone: «Ho negli occhi il panico dei ragazzi»

Giuseppe Gulino, infermiere di Locarno, è stato il primo a fermarsi per prestare soccorso ai passeggeri. Insieme alla moglie Teresa ha medicato l’autista e ha aiutato i giovani a scendere dal bus

11 mesi fa Pullman contro il pilone: «I feriti sono 14. Tre sono gravi»
11 mesi fa Schianto contro un pilone sull'A2, autostrada chiusa

SIGIRINO - «Ho visto tante cose nella mia vita, ma quello che è successo stamattina ha avuto un fortissimo impatto su di me». Giuseppe Gulino questa mattina si trovava proprio dietro al pullman con targhe tedesche rimasto vittima del gravissimo incidente sull’A2, all’altezza di Sigirino.

«Inizialmente non ho realizzato, è stata mia moglie ad accorgersi che il bus era incastrato nel pilone - ci racconta con voce ancora sconvolta al telefono -. Ci siamo fermati e siamo saliti sul bus. La porta davanti era aperta, il parabrezza non esisteva più».

A bordo del pullman, Giuseppe e la moglie Teresa, entrambi infermieri di professione, si sono trovati di fronte una situazione davvero scioccante: «Ho visto il conducente pieno di sangue, incastrato tra le lamiere. L’ho medicato con quello che avevo a disposizione. Seduto dietro di lui c’era un prete, anche lui pieno di sangue. Ho cercato di dargli sostegno, più che altro moralmente».

Il bus era partito ieri sera, attorno alle 22, da Colonia. Secondo i media tedeschi i giovani, di età compresa tra i 16 e i 23 anni, erano diretti ad Assisi per un pellegrinaggio. Con loro c’erano una donna e due sacerdoti, oltre a due autisti.

«Dalla porta davanti non poteva scendere nessuno perché ostacolata dalle lamiere. Mi sono arrampicato per andare dietro e ho aperto le porte per fare uscire tutti». La moglie del locarnese, mentre lui si occupava delle ferite del conducente e del sacerdote, ha raggiunto i ragazzi che si trovavano nella parte posteriore del pullman: «Molti stavano dormendo prima dell’incidente. Non capivano nulla, erano scioccati». La paura era che il bus si incendiasse e la tragedia assumesse dimensioni ancora più grandi. 

«Una ragazza si è sentita male e con lei un altro giovane prete. Li abbiamo fatti sdraiare sull’asfalto. Poi sono arrivati polizia e soccorsi».

Giuseppe Gulino è ancora scioccato: «Sono infermiere, ho lavorato tanti anni in pronto soccorso e nella mia vita ho visto tante cose. Ma stamattina l’impatto è stato davvero molto forte. Ora io e mia moglie cerchiamo di riprenderci».

Il bilancio ufficiale della polizia cantonale parla di 25 persone a bordo tra cui 14 feriti, tre in modo grave. Non è stata confermata la notizia di un decesso.

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