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CANTONE«Ho avuto paura della pistola»

16.11.17 - 14:53
È quanto sostiene uno degli imputati a processo per il pestaggio di Gravesano
«Ho avuto paura della pistola»
È quanto sostiene uno degli imputati a processo per il pestaggio di Gravesano

LUGANO - «Aveva minacciato di ucciderci con una pistola, a quel punto non ci ho più visto». È per questo motivo che uno dei due venticinquenni a processo alle Criminali di Lugano per tentato omicidio intenzionale avrebbe preso parte al pestaggio di Gravesano. Interrogato dal giudice Amos Pagnamenta, l’imputato racconta che inizialmente aveva tentato di separare il coetaneo e la vittima ventunenne, «ma mi ero preso una gomitata». Ma poi quando la vittima avrebbe minacciato l’accoppiata, «ho reagito soltanto perché ho avuto paura».

Nei giorni precedenti la vittima avrebbe mostrato all’imputato in questione la foto di una pistola. «In quel momento non potevo sapere che non l’aveva con sé». Ma in fase d’inchiesta è poi emerso che si trattava di una scacciacani. «Quando la procuratrice pubblica me l’ha detto, mi è caduto il mondo addosso» afferma l’imputato.

L’episodio, lo ricordiamo, risale allo scorso 24 febbraio. Il trio stava rientrando a casa da una nottata trascorsa al Carnevale di Bellinzona, in cui avevano consumato alcol e sostanze stupefacenti. La vittima era stata colpita a più riprese, come si evince dall’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti, per un debito di 280 franchi non restituito. La Corte sta ora cercando di chiarire le responsabilità dei due imputati, che sostengono di non ricordare con precisione i fatti, di aver avuto un’amnesia.

In aula i due venticinquenni, un italiano e uno svizzero, sono difesi dagli avvocati Flavio Amadò e Lorenzo Fornara.

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