LUGANO
06.12.13 - 10:030
Aggiornamento : 22.11.14 - 02:24

"Rischio di perdere la vista e la cassa malati non mi aiuta"

Laura, 30 anni, dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico agli occhi. Ma gli oltre 5.000 franchi necessari li hanno dovuti mettere i parenti.

LUGANO - Da qualche mese soffre di una rara malattia degenerativa della cornea. Solo una costosa operazione chirurgica può arrestare l'avanzare del problema. Ma la cassa malati non le sosterrà l’intervento. È la triste storia di Laura, una 30enne di Lugano che ha scoperto di avere un cheratocono a entrambi gli occhi. Grazie alla solidarietà dei parenti, Laura ha potuto raccogliere gli oltre 5.000 franchi necessari per sottoporsi al cross linking corneale. “Ma che delusione – sospira –. Per anni ho pagato la cassa malati, senza mai usufruire del medico. E ora che ho bisogno, non mi danno una mano. Né la LAMal, né le assicurazioni complementari”.

Paradosso estremo - Laura si sottoporrà al primo intervento nei prossimi giorni. Lo farà a Milano, perché nelle cliniche svizzere consultate i tempi di attesa erano troppo lunghi. “E io non posso più aspettare, visto che sono informatica e gli occhi mi servono per lavorare”. Il secondo intervento, invece, avverrà a distanza di circa sei mesi, in primavera. “La malattia è di natura ereditaria. La cosa ridicola è che se io la trascurassi, la cassa malati mi pagherebbe poi il trapianto della cornea. Trapianto che potrebbe anche non andare a buon fine. Ma significherebbe arrivare all’estremo, diventare ad esempio inabile al lavoro. È paradossale. Ho sottoposto la questione all’Ufficio federale della sanità pubblica, ma non sono stata nemmeno presa in considerazione”.

Risultati - È amareggiata, Laura. E ribadisce: “Non si tratta di un capriccio estetico, ma di una necessità. Il trattamento esiste da ormai una quindicina di anni. Eppure, nessuna cassa malati lo riconosce”. “Il fatto – spiega Paul Rhyn, portavoce di santésuisse, l’associazione mantello degli assicuratori malattia – è che non si sa ancora se questa operazione porti a risultati duraturi, sul lungo termine…". Si sta ancora valutando la possibilità di sostenerla, ma per adesso mancano dati certi. Uno dei criteri principali che devono essere soddisfatti per il rimborso di un intervento è proprio che questo sia efficace”. Eppure tutti i medici consultati da Laura le hanno confermato che è l’unica soluzione per bloccare l’evoluzione della malattia. La cassa malati paga le lenti a contatto, ma queste non impediscono alla malattia di progredire. Insomma, non sono state proposte alternative valide che possano risolvere o almeno arrestare i danni causati dal cheratocono.

Linee guida - A stabilire quali sono le operazioni coperte dalle casse malati è l’Ufficio federale della sanità pubblica. “In generale – evidenzia il portavoce Dau Walder – i principi che dobbiamo seguire sono tre. Un intervento deve dare, appunto, dei risultati soddisfacenti. Ma deve anche essere giustificato per il suo scopo e contestualizzato dal punto di vista economico. Una spesa elevata deve corrispondere a risultati più che buoni”. E poi fa notare: “Per alcuni casi, se ad esempio le associazioni dei medici avanzano richieste specifiche, noi possiamo considerare l’ipotesi di fare sostenere economicamente un determinato intervento. Ovviamente, la richiesta deve essere documentata da riscontri concreti legati all’efficacia dell’operazione”.

 

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