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LUGANOViolenza al Parco Ciani, «la soglia di guardia deve essere mantenuta alta»

14.04.22 - 22:15
Alla Foce scatterà un progetto di prevenzione. Gli spazi del parco sono sottoposti a regolari controlli di polizia
Archivio Tipress
Violenza al Parco Ciani, «la soglia di guardia deve essere mantenuta alta»
Alla Foce scatterà un progetto di prevenzione. Gli spazi del parco sono sottoposti a regolari controlli di polizia

LUGANO - Un violento litigio con due persone finite all'ospedale. È quanto successo lo scorso 20 gennaio al Parco Ciani di Lugano. Ma «gli episodi di violenza giovanile al Parco Ciani constatati dalla polizia comunale e cantonale, in particolare in rapporto al numero di frequentatori, non sono da ritenersi numerosi» afferma l'Esecutivo cittadino in risposta a una recente interrogazione del consigliere comunale Paolo Toscanelli (PLR). «Il fenomeno comunque esiste - aggiunge - per cui anche la soglia di guardia deve essere mantenuta alta».

La sicurezza all'interno del Parco - sottolinea l'Esecutivo luganese - viene assicurata attraverso controlli regolari e puntuali. «La visibilità delle pattuglie uniformate è sicuramente l'arma migliore per scoraggiare azioni illegali e garantire sicurezza ai fruitori del parco, migliorandone la percezione».

Alla Foce si fa prevenzione - Per quanto riguarda gli episodi di violenza nella zona della Foce, il Municipio spiega che nell'area in questione è stato avviato il cantiere per il potenziamento dell'illuminazione dimmerabile, «così da aumentarne l'intensità durante le situazioni più sensibili o a rischio». E con l'arrivo della bella stagione, si punterà anche sulla prevenzione con il “Progetto Foce”, che prevede la creazione di una postazione fissa in loco, «punto di riferimento per giovani in difficoltà durante le serate».

I tossicodipendenti al parco, «non c'è alternativa» - L'interrogazione ha sollecitato il Municipio anche sulla presenza, da anni, di tossicodipendenti all'interno del parco, nei pressi dell'entrata di Piazza Castello. Si tratta della zona del “roseto”. E «questi frequentatori» - si legge nella risposta all'atto consiliare - sono noti alla polizia, così come agli operatori di prossimità. «Vi è un dialogo costante, cosa che ha permesso di evitare comportamenti violenti».

Proprio il dialogo avrebbe dunque portato «a una certa normalizzazione della situazione». Infatti, lo spiega ancora il Municipio, la zona «non evidenzia più scene di spaccio o di uso di sostanze stupefacenti “a cielo aperto”, se non in taluni casi comunque sempre contenuti».

Per queste persone non è possibile trovare una sistemazione alternativa senza creare del malcontento. Il Municipio aveva provato ad allontanarle una quindicina di anni fa, «con un presidio permanente della zona». Il problema si era però spostato dapprima lungo via Capelli, nel quartiere di Cassarate, poi in Piazza Indipendenza. In entrambe le aree aveva generato del malcontento tra i cittadini. Da qui il ripristino della situazione precedente, al parco. In un'area che comunque, afferma l'Esecutivo, è «discosta dal tracciato principale del parco».

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