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07.12.21 - 15:240

«Sintomi depressivi gravi per un terzo degli studenti»

L'allarme del SISA in base ai risultati di un questionario distribuito alla Scuola cantonale di Commercio

Il Sindacato degli studenti lancia la campagna “Scuola e salute mentale: parlarne non basta!” e sollecita interventi da parte delle autorità

BELLINZONA - «Su cento studenti che hanno risposto un terzo presenta sintomi depressivi gravi e molto gravi. Un altro terzo sintomi moderati». È quantomeno allarmante l’esito del questionario che il Sindacato degli studenti ha sottoposto a un centinaio di allievi della Scuola cantonale di commercio.

Il SISA ha presentato oggi la campagna “Scuola e salute mentale: parlarne non basta!”, con l’obiettivo di tematizzare una questione che purtroppo, sostengono, rimane ancora fin troppo inascoltata: «I giovani soffrono e sono depressi!».

«Che i giovani stiano male - continua il Sindacato - è purtroppo una triste verità, confermata da diverse associazioni di categoria e studi accademici. Nonostante la situazione sia piuttosto drastica, le autorità tardano a rispondere a un problema serio! Lo “Swiss Corona Stress Study” metteva in evidenza già a novembre come circa 1/3 della popolazione giovanile presentasse sintomi depressivi gravi. Tuttavia la risposta da parte delle istituzioni resta ancora insufficiente». La pandemia ha avuto sicuramente un ruolo da «catalizzatore di un malessere che purtroppo ha origine in una situazione di accresciuta precarietà sociale e di conseguenza psicologica». 

Attraverso la campagna, che partirà in questi giorni, il SISA punta a far ulteriormente circolare - sia tramite social sia attraverso stampati - il questionario tra i giovani: «I risultati parziali ed esploratori sono preoccupanti». La campagna e la raccolta dei dati andranno avanti fino a febbraio, quando alla prossima assemblea sindacale verrà presentato un rapporto sindacale e verranno stabilite le rivendicazioni urgenti da intraprendere.  

«Il dato preoccupante - conclude il SISA - è che il DECS ha già ricevuto le nostre proposte contenute nella risoluzione assembleare di marzo, senza tuttavia intervenire con la dovuta celerità e serietà. Oltre a giustamente occuparsi della crisi pandemica, è ora che le autorità scolastiche e mediche si occupino di un’altra pandemia: quella depressiva che colpisce i giovani! Purtroppo parlarne non basta, ora occorre intervenire subito!».

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