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«Flop del vaccino? La colpa è di chi lo sta rifiutando»
Ti-Press
LUGANO
26.11.21 - 13:560
Aggiornamento : 16:03

«Flop del vaccino? La colpa è di chi lo sta rifiutando»

Perché siamo di nuovo nei guai a causa del Covid? Cosa è stato sbagliato? Il booster ha senso?

La nuova emergenza sotto la lente di Emiliano Albanese, direttore dell'Istituto di salute pubblica dell'USI, e di Suzanne Suggs, analista nell'ambito della comunicazione scientifica.

LUGANO - E chi se lo aspettava un altro inverno in cui dovere fare i conti, in modo così preponderante, col Covid-19? Il vaccino ci ha illusi di potere uscire troppo in fretta dalla pandemia? È davvero da considerare un vaccino efficace un preparato che perde i suoi effetti dopo qualche mese e col primo vero freddo? Dubbi che in tanti si pongono. E che Tio/20Minuti ha affrontato con Emiliano Albanese, direttore dell'Istituto di salute pubblica dell'USI di Lugano, e con Suzanne Suggs, docente di marketing sociale e analista nell'ambito della comunicazione scientifica in Svizzera. 

«Lontani dall'adesione necessaria» – Albanese parte in quinta: «Questa ondata è imputabile alla bassa adesione vaccinale, soprattutto in certe fasce d'età. La "critical proportion" è oggi ricalcolata a oltre il 90%. Una cifra non dissimile da quella necessaria per altre malattie infettive endemiche. Siamo molto lontani. A ciò si aggiunge una grave riduzione dell'adesione ad altre misure, come l'uso della mascherina e il distanziamento fisico. Dire che il vaccino, e non la vaccinazione, ha disatteso le aspettative è pericolosissimo e fuorviante. Ed è falso, decisamente».

«Una minoranza che non vuole farlo» – «Il vaccino è altamente efficace ed è sicuro – sostiene Suggs –. Ciò che ha fallito è che una minoranza di persone non è disposta a farlo. Proprio come per il vaccino contro il morbillo, è necessario che un numero sufficiente di persone lo prenda per sviluppare un livello valido d'immunità comunitaria».

«Il vaccino migliore di sempre» – «L'efficacia del vaccino – riprende Albanese – è un fatto incontrovertibile. Si veda cosa accade nelle case per anziani dove la copertura è di oltre il 98%: salvo eccezioni, non ci sono né casi né decessi. Ogni 50 vaccinati abbiamo un ospedalizzazione in meno. Ogni 150 vaccinati abbiamo un ricovero in cure intense in meno. Ci pensino bene, ma proprio bene, coloro che ancora non si vaccinano. Soprattutto perché il profilo rischio-beneficio di questo vaccino è probabilmente il migliore della storia dell'umanità». 

Incubo Delta – D'accordo. Ma anche con un numero relativamente basso di vaccinati sarebbe stato lecito aspettarsi una curva di contagi perlomeno più contenuta. E che dire di altri Paesi, con un'adesione vaccinale alta, che si trovano comunque nei guai? Suggs replica: «Il vaccino protegge molto bene dalla malattia grave per le varianti conosciute, compresa la Delta. Ma la Delta è molto più trasmissibile delle altre varianti, e quindi senza un livello sufficiente di copertura vaccinale, che è la situazione che abbiamo ora, e con persone che non aderiscono abbastanza bene alle altre misure di protezione, i casi aumentano. Si fatica a capire una cosa: quando arriva il freddo, la gente si sposta in casa e chiude le finestre. Se non c'è sufficiente ventilazione e aerazione e se un numero sufficiente di persone non è vaccinato, i casi aumentano. È responsabilità di ogni persona, luogo di lavoro e organizzazione ventilare bene e spesso gli spazi, mascherarsi e aumentare la copertura vaccinale».

«Serve una migliore comunicazione» – Inizialmente si pensava che la vaccinazione rendesse immuni. In realtà si può prendere il virus e infettarsi. Il certificato di vaccinazione crea un'illusione? «Questo "pensiero" è nato da un malinteso – dice Suggs –. I fatti sono che i vaccini proteggono da malattie gravi e diminuiscono le possibilità di trasmissione, se ci si infetta. Come molti altri vaccini per altre malattie, non rendono impossibile l'infezione. Forse sia gli scienziati sia la politica sono stati ingenui nel pensare che tutti avrebbero semplicemente accettato e compreso. E certamente, alcuni non hanno fatto un buon lavoro nel comunicare le incertezze della scienza. Abbiamo bisogno di una maggiore alfabetizzazione e comunicazione scientifica».

La terza dose – Intanto ci si interroga se è ora di accelerare con la terza dose. Giusto pigiare sul gas? Albanese riflette: «Se l'accelerazione dovesse andare a discapito delle prime e seconde dosi allora no. Altrimenti direi di si. È il caso di iniziare a prepararsi. Cosa che peraltro il nostro Cantone già sta facendo. Le prenotazioni per i primi vaccinati (over 65) sono aperte. Solo il 50% si è prenotato finora. La terza dose, o booster, è una sfida. Sempre. Per tutte le vaccinazioni. C'è una forma di pigrizia più che di esitazione. Ritengo però che l'assai probabile aumento dei casi e l'arrivo della quarta fase della pandemia spingeranno molti a fare il richiamo. Anche in vista del periodo natalizio e invernale».

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