foto Municipio Vacallo
VACALLO
25.11.21 - 09:030

Una panchina contro la violenza

È stata inaugurata ieri dal sindaco di Vacallo Marco Rizza

VACALLO - Nella giornata mondiale contro la violenza di genere, dei piccoli gesti possono voler dire molto. Anche il Comune di Vacallo ha deciso di dare un segnale, inaugurando una panchina rossa come  simbolo di solidarietà alle donne vittime di violenza. La panchina verrà decorata dall'artista locale Jonathan Di Stefano con la scritta «la violenza non è mai amore», mentre la facciata della casa comunale sarà illuminata di arancione per 15 giorni.  

Riportiamo il discorso tenuto dal sindaco Marco Rizza in occasione dell'inaugurazione. 

Il 25 novembre di ogni anno ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il nostro Municipio denuncia con fermezza la violenza, in ogni sua forma, contro le donne. Già dallo scorso anno, aderisce a questa sensibilizzazione illuminando di arancione la facciata del Municipio per 15 giorni e quest’anno ha deciso, quale gesto concreto in sostegno delle vittime, di inaugurare una propria panchina rossa che resterà segno tangibile nel tempo.

Colgo l’occasione per ringraziare Federica Peraboni Zanotta che mi ha dato lo spunto, il Municipio che ha aderito a questa proposta e alle due donne in Municipio Serenella Inches e Giovanna Noseda che si sono occupate dell’approfondimento e della preparazione di questo momento. Ringrazio anche l’Ufficio tecnico per il supporto pratico.

 L’inaugurazione odierna della panchina rossa contro la violenza sulle donne non deve essere fine a se stessa ma motivo di riflessione e un forte segnale di sensibilizzazione rivolto a tutti gli uomini, ma in special modo alle nuove generazioni. Tanti sono i contesti in comuni e città in cui è già stata realizzata una panchina dipinta di rosso, simbolicamente occupata dalle numerosissime donne vittime di violenza, pensata per trasmetterne la memoria e restituire loro il posto che occupavano al cinema, a scuola, in autobus, prima che un uomo decidesse di porre fine alla loro vita. Fortunatamente a Vacallo la nostra panchina non ricorda una singola vittima, come ho recentemente visto in alcune città Italiane, dove sulla panca, viene purtroppo posto il nome della persona scomparsa.

Posta al centro di questo stupendo parco giochi, questo simbolo deve essere un monito contro queste forme di violenza e testimonierà alle giovani famiglie, ai bambini e ai giovani che frequentano quest’area, la necessità di porre fine a questa emergenza purtroppo diffusa anche nella nostra ritenuta sicura Svizzera.

Come infatti riferisce il nostro volantino, anche nella nostra piccola Svizzera abbiamo avuto ben 25 femminicidi da inizio anno, uno ogni due settimane, e altri 9 sono stati i tentativi. La cronaca recente non ha risparmiato nemmeno il Canton Ticino.

Ma non solo.

Il 1°aprile 2018, in Svizzera è entrata in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La cosiddetta Convenzione di Istanbul.

Per violenza nei confronti delle donne l’articolo 3 lettera a della Convenzione di Istanbul intende «tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata.» Sono forme di violenza fondata sul genere anche lo stalking, il matrimonio forzato, la mutilazione genitale femminile nonché l’aborto e la sterilizzazione forzati.

Violenze che tutti noi, uniti, dobbiamo combattere, come combattere dobbiamo anche ogni forma di violenza domestica, molte volte correlata o anticamera delle triste violenza sulle donne.

Mi rivolgo agli Enti pubblici, alle autorità e a tuti gli organi di sicurezza e prevenzione per una maggior sensibilizzazione, a tutti i cittadini perché si facciano coraggio a denunciare ogni genere di violenza, senza vergogna e senza paure, perché il loro gesto può prevenire ed evitare gesti drammatici e inutili sofferenze.

Auspico infine che questo simbolo sia da spunto per puntuali sensibilizzazioni a scuola e fra la gente affinché questa panca possa rimanere un simbolo senza nome.

Grazie al giovane compaesano Jonathan Di Stefano che fra poco decorerà dal vivo la nostra panchina rossa con la scritta “LA VIOLENZA NON È MAI AMORE”

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