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LUGANO
28.10.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:28

«Gli appartamenti del centro non sono più funzionali, ecco perché Cornaredo fa paura»

PSE: il dibattito si sposta sugli sfitti già presenti. Perché? Lo spiega Gianluigi Piazzini, presidente della CATEF.

«Chi ha un immobile datato – sostiene – si sente smarrito. Non sa se riqualificare o no. E in ogni caso va incontro a spese e burocrazia. Capisco che ci sia tensione verso un progetto concorrenziale».

LUGANO - Dallo sport all'edilizia il passo può essere breve. A Lugano il dibattito sul Polo Sportivo e degli Eventi (PSE), in votazione il prossimo 28 novembre, sta sempre più facendo leva sulla questione degli appartamenti sfitti. Ce ne sarebbero già troppi, secondo gli oppositori del progetto. In effetti la città sul Ceresio, numeri Ustat alla mano, conterebbe circa 1555 unità sfitte con un tasso del 3,81%. Ma perché questi appartamenti sono sfitti? «Il problema – evidenzia Gianluigi Piazzini, presidente della Camera ticinese dell'economia fondiaria (CATEF) – è che abbiamo a che fare con spazi che fanno fatica a reggere dal punto di vista funzionale. Anche nel centro cittadino». 

Modernità e comodità – Nel nuovo quartiere di Cornaredo, qualora passasse il sì al Polo, oltre alle due "famose" torri destinate a spazi amministrativi e commerciali, verrebbero create quattro palazzine con un centinaio di appartamenti tra cui alcuni a pigione moderata. Piazzini, interlocutore neutrale e sopra le parti, analizza la questione: «È normale che questi appartamenti saranno competitivi a livello di mercato. Saranno moderni e comodi da raggiungere. Capisco che chi possiede un appartamento più vecchio in centro possa sentirsi in concorrenza».

Lo sfitto è dovuto ai prezzi troppo alti? – Gli appartamenti in centro, tuttavia, sono anche mediamente piuttosto cari. Sotto i 1.800 franchi mensili si trova poco o nulla. «Per alcuni inquilini può essere un problema. Ma generalmente io non penso che gli appartamenti siano sfitti per questo. Il problema reale è che diversi appartamenti non sono più al passo coi tempi. E che non si investe per rimetterli a posto. Non dimentichiamoci che di fronte alla prospettiva di una migliore qualità di vita ci sono anche famiglie disposte a pagare quel qualcosa in più».

Il grande dilemma – Il presidente della CATEF pone l'accento su un altro aspetto fondamentale. «Chi è proprietario di un immobile datato si trova sempre più di fronte a un dilemma. Ristrutturare? Riqualificare? Comunque vada si dovranno affrontare spese e burocrazia. Non è facile. Una volta si pensava che il "costruito" fosse eterno. Non è così. Invecchia come le persone. Diversi proprietari si trovano confrontati con un senso di smarrimento».   

«Le esigenze sono cambiate» – I contrari al Polo parlano di speculazione edilizia. Piazzini replica stizzito: «È un concetto che veniva tirato in ballo già 50 anni fa. Si è sempre costruito. E si è sempre parlato di speculazione. All'epoca così come oggi si è sempre lavorato al top degli standard del momento. Le esigenze degli inquilini ovviamente sono cambiate. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che oggi si fanno meno figli. La concorrenza interna tra proprietari di appartamenti è dunque ulteriormente rimarcata dal fatto che la popolazione decresce. Se per speculazione intendiamo rischio, allora si sa che la vita comporta dei rischi. Così come l'imprenditoria. Il dato di fatto è che il prodotto nuovo, qualsiasi esso sia, è anche concorrenziale. Punto e basta». 

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