Getty
CANTONE
25.10.21 - 16:470
Aggiornamento : 18:58

«A rischio l'esistenza di molte aziende, mancano materie prime»

Le previsioni del direttore della Camera di commercio: «Speriamo che per l'estate prossima tutto si normalizzi, ma...»

Luca Albertoni a tutto campo sulla tempesta che sta investendo la produzione: «Il lavoro ridotto è un’ipotesi, ma se si resta a quello non è la peggiore»

LUGANO - Non è una tempesta in una tazzina di caffè. Gli effetti della carenza di materie prime si stanno infatti allargando e anche in Ticino cresce la preoccupazione. Il fenomeno emerge anche dai risultati di un’inchiesta congiunturale che la Camera di commercio presenterà nelle prossime settimane: «È un problema che tocca in modo trasversale tutti i settori. Questa è la novità rispetto al passato» ha dichiarato a Radio Ticino il direttore della Cc-ti, Luca Albertoni. «È una situazione - ha proseguito - figlia di molte cause. Ci sono aspetti produttivi, di trasporto e logistici. Al momento è difficile per tutti».

Ne va dell'azienda - E intanto, come primo cerotto, si inizia a parlare di lavoro ridotto. «Il lavoro ridotto è un’ipotesi, ma se si resta a quello non è la peggiore - ha detto Albertoni -. Ci sono molte aziende la cui esistenza potrebbe essere minacciata. Faccio un esempio, in ambito industriale, coloro che non ricevono i semiconduttori con tempi di fornitura che raggiungono anche un anno. È chiaro che non possono produrre praticamente nulla. In prospettiva quindi anche il lavoro ridotto serve fino a un certo punto. Per molte aziende, forse non tantissime ma in numero abbastanza importante, è una questione esistenziale. È qualcosa che ci inquieta molto, perché sono aziende sane, che hanno ordinativi e bilanci in ordine. Ma manca loro la materia prima per produrre ed è un problema enorme».

La previsione - L’altro lato della medaglia mostra l’aumento dei prezzi. «Un piccolo esempio è stato quello del caffé, ma poi si è parlato anche nell’ambito editoriale della penuria di carta - ha ricordato il direttore della Cc-ti  -. C’è un rischio forte di un aumento dei prezzi per determinati oggetti». Le previsioni non sono delle più rosee: «Ho l’impressione che nei prossimi mesi possa solo peggiorare. La speranza è che non duri oltre un anno e che per l’estate prossima la situazione si possa normalizzare. Ma osservando i dati pubblicati ieri dalla NZZ non sono molto fiducioso, perché un po’ tutto il sistema mondiale si è “ingrippato”. Pensiamo al porto di Los Angeles dove arrivano le navi e per scaricarle ci vogliono dalle 3-4 settimane. Il prodotto è nei container, ma lì resta per penuria di manodopera dovuta al Covid».

Non ci sono ricette facili - Anche su cosa consigliare ai titolari delle aziende non ci sono ricette miracolose: «È molto difficile perché non dipende solo da noi. È veramente una dinamica molto internazionale ed eterogenea. Molte aziende, se penso all’elettronica, cercano delle alternative con altri produttori o con prodotti alternativi simili che però a loro volta devono essere accettate, e non è evidente, dal cliente finale. Ci sono poi questioni di certificazione se vengono cambiate le componenti. La situazione è complessa proprio per questo. Ma trovare soluzioni alternative, proprio perché il problema è globale, è difficilissimo» ha concluso Albertoni.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
vulpus 1 mese fa su tio
Un buon sano catastrofismo preventivo va sempre bene . Poco si capisce il motivo di spandere tanto allarmismo. Sarebbe forse meglio che queste industrie sappiano pianificare meglio le proprie riserve, visto che siamo stati bravi ad esportare certe produzioni nei paesi dell'est e asiatici, per poter guadagnare di più e forse inquinare meno da noi. Ora si pagano le conseguenze. E potrebbe diventare ancora più grave, sentendo che molte aziende anche svizzere vengono acquistate dai cinesi. Bisogna riportare in Europa tutte quelle produzioni che stanno diventando di esclusiva competenza di questi paese egemonici, e in tempi medi potrebbero mettere in ginocchio il mondo intero, riportandolo a 100 anni fa.
Dai 1 mese fa su tio
Cosa centra la pandemia? Facile spiegare: con il lockdown, le multinazionali che raffinano i minerali per diventare materia prima come fero, acciaio ecc, se sono fermati mesi e mesi per poi riprendersi ma di maniera ridotta. Il problema é che, la demanda per queste materie prime sono monstruosamente gigantesca, in pratica è impossibile le fabbriche andare avante senza di esso. Le raffinerie per di più che lavorino il tutto vapore non riuscirà mai a rivertere il disastro. E questo non è colpa di qualcuno ma colpa di tutti perché tutti consumano.
Dex 1 mese fa su tio
La guerra alla Cina...
cle72 1 mese fa su tio
@Dex Nessuna guerra alla Cina. Se vuoi tirare in ballo qualcuno, prendi coloro che hanno dato in mano il potere alla Cina. Sono in Europa, in America, in Russia, ecc, sono i proprietari delle aziende che per risparmiare e guadagnare molti, ma molti soldi hanno spostato i loro interessi in Cina, comprando le materie prime nei paesi asiatici. Cosa ben più grave, sapendo lo sfruttamento delle persone ecc ecc. Mea culpa!!! E questo non farà cambiare le cose, anzi le peggiorerà
tschädere 1 mese fa su tio
e che centra la pandemia.il problema e che tutte le ditte dipendono dalla cina.un noto orologiaio ci spiega come lui produce tutto in svizzera e non dipende da nessuno.rifletete.cosa fate se la cina domani dice stop?
lollo68 1 mese fa su tio
@tschädere Alla fine i prezzi cinesi arriveranno a quelli europei: la pandemia è una scusa. Chi ci guadagna è l'inquinamento per il trasporto merci.
Paolamaria 1 mese fa su tio
Mi spiace davvero e vi auguro ogni bene
Princi 1 mese fa su tio
tutto grazie hai 5 fenomeni di Berna e le loro leggi abusive vergogna
Ala 1 mese fa su tio
Andrà tutto bene.... metteremo striscioni e arcobaleni ai balconi. Poi staremo chiusi in casa come gentilmente consigliato dai nostri governanti e funzionari schizofrenici
seo56 1 mese fa su tio
“Selezione naturale!!”
SteveC 1 mese fa su tio
È vero, non ci sono ricette facili ma se almeno i governi la smettessero con la schizofrenia da covid la situazione migliorerebbe.
Moga 1 mese fa su tio
Tutto pilotato come per la pandemia
Alex 1 mese fa su tio
@Moga complimenti scienziato!ridicolo!
Bibo 1 mese fa su tio
@Moga Aspettiamo tutti con ansia la tua ricetta e la tua candidatura a premier mondiale...
seo56 1 mese fa su tio
@Moga 😂😂😂😂
spike3.0 1 mese fa su tio
@Moga l'impressione é quella...ad ogni effetto la sua causa...qua mi sfugge a chi viene il pro, forse si ragiona troppo in piccolo
Boh! 1 mese fa su tio
@Moga Vero! Come è vero che la Terra è senza ombra di dubbio piatta🤣!
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino
LOSTALLO
2 ore
Contro la ringhiera, finisce nel prato
Ferite gravi per un'automobilista uscita di strada a Lostallo
LUGANO
4 ore
«Contenti loro, contenti tutti»
Fulvio Pelli dopo la sconfitta alle urne fa gli auguri al Polo Sportivo. «Non brontolo, staremo a vedere»
LUGANO
8 ore
Polo sportivo, ecco cosa accadrà da domani
Tutte le prossime tappe che porteranno alla costruzione del nuovo stadio e dell'intero progetto
CANTONE
8 ore
Votazioni federali: due "sì" e un "no" dal Ticino
Il 65,3% dei votanti ha dato via libera alla Legge Covid-19, mentre il 56,1% ha sostenuto l'iniziativa sugli infermieri.
LUGANO
9 ore
Paolo Beltraminelli è il nuovo presidente del PPD di Lugano
L'ex consigliere di Stato è stato nominato quest’oggi durante l'assemblea svoltasi a Pregassona
FOTO
CANTONE
13 ore
Bianco risveglio in buona parte del Ticino
A San Bernardino si misurano attualmente ben 25 centimetri di neve. Un centimetro anche a Lugano.
CANTONE / SVIZZERA
16 ore
Tre temi federali e il PSE: ancora poche ore per votare
Fino a mezzogiorno sarà possibile recarsi alle urne per esprimere la propria opinione sui tre oggetti federali.
FAIDO
1 gior
«Da sola non ce l'avrei mai fatta»
Morena Pedruzzi racconta la lunga strada per uscire dall'incubo dell'attentato di Marrakesh
FAIDO
1 gior
Marrakesh, il racconto dieci anni dopo
Morena Pedruzzi è l'unica sopravvissuta ticinese all'attentato terroristico del 2011. Si racconta in un libro
CANTONE
1 gior
L'Udc non parla con la Rsi
«Troppo parziale». I democentristi domani non commenteranno le votazioni ai microfoni di Comano
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile