Tipress
Oliviero Toscani
AIROLO
22.10.21 - 20:090
Aggiornamento : 22:34

«Mia moglie mi disse: "Gira la macchina che qua si muore"»

Vent'anni fa Oliviero Toscani entrava in galleria dietro al camion della tragedia

Il ricordo del Tir negli occhi del celebre fotografo italiano: «Sembrava quello del film “Duel”. Nero e sporco, con una targa strana. Mi dava fastidio e ho sentito come un disagio».

AIROLO - Un mercoledì mattina di vent’anni fa, sono da poco passate le 9.30, quando una Porsche gialla viaggia sull’autostrada diretta a nord. Alla guida c’è Oliviero Toscani, il celebre fotografo, sul sedile accanto siede una bella bionda, sua moglie Kirsti. 

Il cielo è azzurro, sembrava una giornata perfetta e invece mancò l’uscita per il Passo e s’infilò nel tunnel proprio dietro a un camion… Cosa ricorda di quel giorno?
«Fu un’avventura che non si dimentica - racconta Toscani a Tio/20Minuti -. Il San Gottardo e quella strada l'ho fatta tante volte e in tutti i modi, in auto e in moto... da Milano perché ho studiato a Zurigo. Fare il Passo mi piace, ma quella volta mi ritrovai per sbaglio nel tunnel».

Mancò l’uscita e si ritrovò come scrisse su Repubblica nell'ottobre 2001 in galleria con davanti un camion…
«Uno strano camion, che mi dava sospetti. Sembrava quello del film “Duel” di Spielberg. Nero e sporco, con una targa strana. Mi dava fastidio e ho sentito come un disagio. Sono entrato nel tunnel con mia moglie che ha iniziato a sbraitare perché avevo l’auto scoperta con l’intenzione appunto di fare il Passo: “Non vorrai mica che respiriamo i gas di scarico lungo tutta la galleria”. Mi preparavo quindi ad accostare alla prima piazzola per sollevare la capotina della macchina. Nel mentre continuavo a guardare, ad una certa distanza perché mi infastidiva, questo camion...».

Poi che successe?
«Ad un certo punto iniziò a sbandare. Dapprima toccò il marciapiede di destra, poi fece una prima imbarcata verso il centro della strada, poi più forte, più forte, più forte. Finché andò a sbattere contro chi giungeva in senso opposto. Questo avvenne prima del chilometro e mezzo».

A quel punto fu sua moglie che ebbe l’istinto di farla reagire...
«Io ero rimasto come affascinato dal rumore, dalla luce… Perché uno non pensa mica di morire, le donne sono molto più realiste. Fu una questione di secondi: “Gira la macchina, che qua si muore” mi gridò. Ho fatto un’inversione, anche perché chiaramente dall’altra corsia non arrivava nessuno. Fortunatamente avevo una Porsche piccolina e ricordo di non aver fatto fatica. Dopodiché ho iniziato a guidare verso l’uscita, con mia moglie in piedi che faceva segno agli altri automobilisti fermi di scappare».

Una volta fuori cosa fece?
«Ho fermato la macchina davanti al tunnel e sono corso ad avvisare la Polizia. Ricordo che mi guardavano un po’ perplessi».

Dopo quella volta il tunnel del San Gottardo lo ha attraversato ancora?
«Sì, tante volte. Per il calcolo delle probabilità non può succedere due volte. Se ti trovi a bordo di un aereo che cade e ti salvi, prendi pure tutti gli aerei che vuoi che non cascherai più».

Così parlò Toscani vent’anni dopo. ll popolare fotografo sarà ospite questa domenica della serata speciale che la RSI dedica all’incendio in galleria vent'anni dopo.

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byron2007 1 mese fa su tio
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