Quell'inferno che durò oltre ventiquattro ore
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22.10.21 - 09:220
Aggiornamento : 13:39

Quell'inferno che durò oltre ventiquattro ore

Era il 24 ottobre 2001, quando nella galleria del San Gottardo morirono undici persone in un tragico incendio

A vent'anni di distanza, il ricordo dell'ex sindaco di Airolo Mauro Chinotti: «Sono immagini che non si dimenticano mai»

AIROLO - «Ho visto il camion sbattere a destra e a sinistra. Con il mio mezzo mi sono buttato sull'altra corsia. E siamo rimasti incastrati». È così che il 24 ottobre 2001 il camionista italiano Bruno Saba descriveva gli istanti prima del tragico incidente allora avvenuto nella galleria autostradale del San Gottardo, a un chilometro dal portale sud. Era uno scontro tra autocarri, in cui l'autista dell'altro mezzo era ubriaco. Poi successe l'inimmaginabile: un cortocircuito, le scintille di un cavo elettrico... e in pochissimo scoppiò un incendio infernale. Undici persone persero la vita.

Erano le 9.39 di mercoledì 24 ottobre del 2001, un anno già segnato dall'attacco alle torri gemelle, dalla strage di Zugo e dal grounding di Swissair. Da quel giorno sono passati vent'anni. Ma «sono immagini che non si dimenticano mai» ci racconta oggi Mauro Chinotti, che all'epoca era sindaco di Airolo e responsabile della manutenzione della galleria. In quel momento si trovava in una riunione, proprio di fronte alla sala di comando del tunnel. «È entrato il centralista che ci ha informati dell'incidente e ci siamo subito mobilitati, io mi ero portato sul terreno per gestire la parte operativa».

Oltre ventiquattro ore di fuoco - Ed è stato un intervento difficile. Molto difficile. I soccorritori si sono trovati di fronte a un inavvicinabile incendio in galleria, con temperature di 1'200 gradi. Un fuoco che ha bruciato fino a giovedì pomeriggio, quindi per oltre ventiquattro ore. «Tutta la struttura era ben organizzata e allenata per intervenire su scenari difficili, sia a livello pompieristico che tecnico. Ma quando in pochi minuti si è catapultati in una situazione devastante e si è confrontati con la cruda realtà, non è facile» sottolinea Chinotti.


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La “notte” su Airolo - Una situazione che aveva preoccupato l'intera comunità di Airolo. In pochi minuti un intenso fumo aveva infatti ricoperto i cieli della località leventinese. Chinotti ci parla allora in qualità di ex sindaco: «Era come se sul villaggio fosse scesa la notte. I cittadini avevano capito che era successo qualcosa di grave. Non era noto se si trattasse di un inquinamento nocivo per la popolazione». Inizialmente i cittadini sono stati invitati a restare in casa, a chiudere porte e finestre. Dopo alcune ore è poi stata tranquillizzata: l'inquinamento non era pericoloso.

«Uno scenario apocalittico» - Nella mattinata del giorno successivo, quando il fuoco era ancora attivo, anche lui è entrato in galleria. «Ci siamo trovati di fronte a uno scenario apocalittico» ricorda. «La soletta del tunnel aveva ceduto a causa del calore ed era crollata sui veicoli sottostanti, i mezzi erano completamente distrutti dal fuoco e ricoperti di fuliggine».

In quelle ore per i tecnici si trattava di fare una prima stima dei danni. Il ripristino della galleria è iniziato pochi giorni dopo, lunedì 29 ottobre. E i lavori sono durati 58 giorni, per una spesa totale di 15,3 milioni di franchi. «Si lavorava ventiquattro ore su ventiquattro». Per evitare che il Ticino rimanesse senza il principale collegamento stradale nord-sud, il passo del San Gottardo era rimasto aperto fino al 21 dicembre. «Altrimenti rischiavamo di restare isolati».


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Il futuro con due tunnel - Quest'anno cadono i vent'anni dalla tragedia nel San Gottardo. E ora ad Airolo si guarda al futuro: negli scorsi mesi sono infatti partiti i lavori per la realizzazione della seconda galleria autostradale. «Il voto della popolazione di Airolo per l'opera è stato massiccio, non perché si vuole più traffico ma per aumentare la sicurezza» sottolinea Chinotti. Il secondo tunnel sarà pronto nel 2029, quando poi partirà il risanamento di quello attuale. Dopo il 2032 il traffico scorrerà quindi attraverso entrambe le canne, con un conseguente aumento della sicurezza grazie alla separazione dei flussi.


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Negli scorsi mesi sono partiti i lavori per la realizzazione della seconda canna.

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