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CASLANO
08.10.21 - 11:210
Aggiornamento : 13:36

Brucia l'oratorio, chi salva statue e quadri?

Esercitazione ieri sera a Neggio per il Corpo dei pompieri di Caslano e i militi della PCi Regione Lugano Campagna

La chiesetta sulla collina di San Giorgio ha mostrato, in scala uno a uno, come vengono portati in salvo i beni culturali in caso di incendio. Per il maggiore Stefano Regazzoni: «Un test prezioso. Interventi in quest'ambito si esercitano raramente»

CASLANO - Una chiesetta sulla collina di Neggio, a cinque minuti a piedi dal cimitero, che prende fuoco all’imbrunire. Un tesoro dell’architettura gotica avvolto dalle fiamme nel cuore di Parigi. 

Tra una drammatica realtà, quella cattedrale di Notre-Dame bruciata nell’aprile di due anni fa, e una realistica esercitazione, quella che ha visto congiuntamente impegnati nella serata di ieri i militi del Corpo Pompieri di Caslano e quelli del Consorzio Protezione Civile Regione Lugano Campagna, fatte le debite proporzioni, c’è almeno un obiettivo comune: come salvare il patrimonio artistico, e in particolare darsi delle priorità d’intervento in caso di incendio?

Un prezioso test per Pompieri e Protezione Civile - «Un’esercitazione di questo genere - spiega il maggiore Stefano Regazzoni, sostituto comandante della PCi Regione 4 Lugano Campagna (guidata dal cdt Claudio Hess) - oltre che per i militi del nostro servizio di Protezione beni culturali (PBC) rappresenta un test prezioso anche per i pompieri del 118 che di solito esercitano raramente interventi in questo campo». È questo solo un tassello di una collaborazione sempre più stretta.

Prima il buio e poi il fumo - I primi ad intervenire, ieri poco minuti prima delle 19, sono stati i pompieri, in tutto una ventina di uomini, diretti dal sergente capo Simone Gottardi. È toccato a loro, dopo aver spento il rogo (simulato con dei fumogeni) entrare nell’oratorio sul colle di San Giorgio, l’edificio religioso del XVIII secolo, oggi sconsacrato, messo a disposizione dal locale Patriziato. Spetta infatti ai pompieri il salvataggio dei beni culturali classificati come primari, i più preziosi. Per rendere realistica l’esercitazione l'oratorio è stato arredato con quadri, statue e altri oggetti di, simulato ovviamente, pregio culturale. La prima fase ha visto i pompieri confrontati con la difficoltà di stendere le manichette anticendio su un sentiero dissestato nel bosco, al buio. Ancora peggiore la visuale dentro l'edificio, invaso da un fumo che toglieva la visuale. 

Il "braccio" che salva i beni culturali - Portati in salvo i quattro beni più preziosi e ormai in sicurezza l’oratorio, sono entrati in azione sei militi PBC, appositamente formati dal capitano Goeffroy Jolly, della stessa PCi Lugano Campagna, al recupero e l’imballaggio del patrimonio artistico in casi simili. Non tutti sanno che questo servizio della PCi rappresenta il “braccio” dell’Ufficio dei beni culturali del Dipartimento del territorio. Pompieri, in primis, seguiti dai militi della PCi, in caso di incendio, ma anche di altri eventi naturali distruttivi, possono intervenire in maniera mirata negli edifici colpiti guidati da apposite schede tratte dall’inventario degli oggetti e beni culturali importanti e quindi da preservare assolutamente. Detto in modo banale, lo scopo è salvare prima la pala d’altare rinascimentale della crosta votiva di un secolo fa. 

Il recupero e la schedatura delle opere - L’esercitazione, che è stata preparata e gestita dall’impianto della PCi Lugano Campagna, un bunker perfettamente attrezzato nel parcheggio di via Valle a Caslano, è proseguita in notturna. Dopo l’evacuazione dalla chiesetta i beni culturali sono stati schedati, fotografati per documentare gli eventuali danni, in un “posto collettore” allestito nelle fasi iniziali dell'esercitazione nei pressi del cimitero. In caso di vero incendio gli oggetti, imballati, vengono infine trasportati in un luogo protetto per poi venire restaurati. A supporto del Servizio Pcb è intervenuto anche il sevizio del salvataggio coordinati dal capitano Massimo Muschietti. Una fase importante dell'intervento era costituita dalla posa di illuminazione artificiale sul luogo dell'incendio simulato e lungo tutto il percorso per accedervi.

Le fiamme di ieri erano solo simulate, ma l'impegno di tutti è stato reale.

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