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CANTONE / BERNA
18.09.21 - 16:540

«Noi donne non rendiamo meno degli uomini. Nè sul lavoro, nè a casa»

Sindacati e organizzazioni femministe a Berna contro la riforma dell'AVS.

Presenti anche rappresentati dal Ticino. Che denunciano: «Da noi disparità anche maggiori rispetto al resto della Svizzera. È ora di dire basta»

BERNA - «Giù le mani dalle nostre pensioni»: questo è lo slogan con cui i lavoratori manifestano oggi a Berna contro la riforma dell'AVS e la decisione del Parlamento di aumentare l'età di pensionamento delle donne a 65 anni.

Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse, la politica non tiene conto della situazione pensionistica della maggioranza della popolazione e soprattutto di quella delle donne. Oltre ai sindacati, alla manifestazione nazionale partecipano anche partiti e collettivi femministi. I manifestanti si sono riuniti alla Schützenmatte a Berna, da dove partirà il corteo diretto a Piazza federale.

L'USS e Travail.Suisse si aspettano diverse migliaia di partecipanti. La polizia cantonale di Berna ha avvertito che il traffico sarà fortemente limitato, soprattutto nel centro città.

Tra i presenti, non potevano mancare rappresentati sindacali provenienti dalla Svizzera italiana. «Care colleghe femministe e cari colleghi femministi vi porto un benvenuto dal Ticino», è stato l'esordio di una sindacalista Ocst in trasferta, ripresa e postata sui social dal collega Giorgio Fonio.

«Basta con la disparità» - «Noi donne subiamo già una disparità salariale del 20% e oltre, a seconda del settore in cui lavoriamo, e una disparità sulla pensione di quasi il 40%. Perché peggiorare ulteriormente la situazione con questa riforma? - ha proseguito la sindacalista tra gli applausi della folla -. Ci appelliamo ai nostri politici affinché, finalmente, prendano a cuore una problematica che riguarda più della metà della popolazione svizzera», ha quindi aggiunto. «Noi donne - ha sottolineato la sindacalista - non rendiamo meno degli uomini sul posto di lavoro e men che meno nelle nostre case. Spesso, finita la giornata di lavoro, ci occupiamo della nostra famiglia e dei nostri genitori. Questo, senza essere ulteriormente pagate».

Da qui la critica alla riforma dell'AVS a carico delle donne ritenuta «profondamente ingiusta». «Noi donne non abbiamo bisogno del contentino con una compensazione di 200 franchi al mese. Abbiamo bisogno di una vera parità, prima e dopo la pensione. Siamo scese in piazza più volte, ma non è cambiato nulla. Basta! Ora ci batteremo tutte assieme, anche grazie agli uomini femministi che ci appoggiano - ha concluso la rappresentante Ocst, denunciando quindi la situazione ticinese -. Da noi è ancora più difficile, in quanto la disparità salariale è maggiormente accentuata. E a questo va aggiunto che le casse pensioni versano rendite sempre più basse, mentre il costo della vita aumenta. Ci sono già troppe donne pensionate che si trovano in stato di povertà. Basta!».

https://fb.watch/85Cce-fbEG/
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