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Il contratto firmato da Nando Ceruso (a sinistra)
CANTONE
15.09.21 - 18:510
Aggiornamento : 19:41

Ecco la pietra dello scandalo: tra salari e cambio fisso tutte le anomalie nel contratto di TiSin

In anteprima il Ccl che Nando Ceruso non ha voluto mostrare alla stampa

La bocciatura senza appello di Vincenzo Cicero (Unia): «Questo è il primo contratto che peggiora le condizioni dei lavoratori»

STABIO - È firmato Leonardo, ma non è un capolavoro. Tio/20Minuti pubblica in anteprima il documento (vedi allegato) che lui, Ceruso, detto Nando, ex sindacalista in pensione, non ha voluto mostrare l’altro giorno alla conferenza stampa indetta dal sindacato TiSin, Organizzazione per il lavoro. 

«Sindacato farlocco» sostengono i partner sociali storici Unia e Ocst, che hanno denunciato questo Contratto collettivo di lavoro come grimaldello per far saltare la Legge sul salario minimo. Un Ccl messo a punto dall’organizzazione presieduta da Ceruso (supportato dai deputati leghisti Bignasca e Aldi) che si è fatta garante, assieme all’associazione padronale Ticino Manufacturing dell’avvocato Costantino Delogu, per la stipula dei contratti di lavoro con i dipendenti di tre ditte del Mendrisiotto: la Cebi a Stabio, la Plastifil a Mendrisio e la Ligo Electric a Ligornetto.

Ma quali sono - nero su bianco - le anomalie contrattuali introdotte da TiSin? «Per me è tutto scandaloso - afferma Vincenzo Cicero, responsabile della Sezione Sottoceneri di Unia -. Questo è il primo contratto che peggiora le condizioni dei lavoratori».

I punti più dolenti: il salario - Denunciato come un Ccl che aggira il salario minimo di 19 franchi all’ora (che sarà introdotto a livello cantonale a dicembre), il documento prevede quattro livelli salariali, di cui il 3 e 4 oltrepassano sì la soglia, ma concernono solo, nell’area produttiva, i lavoratori «in grado di supervisionare un team» o che svolgono «attività di coordinamento e controllo». E tutti gli altri operai? Si parte da 16.02 franchi l’ora e, se va bene, dopo 10 anni, si arriva a 18.81 (calcolo sulle 12 mensilità) o 17.36 (sulle 13).

L’indennità di residenza - Altra anomalia, secondo Cicero, i 200 franchi mensili di indennità che la ditta verserebbe ai collaboratori residenti in Svizzera. Una misura che, sostiene il sindacalista di Unia, invece che favorire l’assunzione dei lavoratori locali rischia di appesantirli di ulteriore zavorra. «Oltre che contrario al diritto superiore fa a pugni con la logica». La linea ufficiale sindacale, che non è quella del sindacato paraleghista, è di non applicare disparità salariali per rendere così competitivo anche il lavoratore residente. 

Il cambio a 1.15 - L’azienda si riserva la possibilità di «retribuire i collaboratori non-residenti in valuta CHF o in EUR». Ma attenzione l’azienda introduce nel Ccl una soglia minima di 1.15 franchi per 1 euro. Se il tasso di cambio del giorno è inferiore si adotterà il tasso del giorno, ma qualora l’euro schizzasse sopra gli 1.15 «il salario convenuto viene corrisposto senza alcun adeguamento». Visto che il contratto prevede una durata sino al 31 dicembre 2026, la firma in bianco sul cambio a 5 anni appare quanto meno azzardata.

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