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16.09.21 - 09:390
Aggiornamento : 11:50

Lotta alle disparità di genere... la battaglia è sul concorso per sole ispettrici

Iniziativa contro il dumping, la Commissione propone lo stralcio del concorso al femminile: «Sarebbe discriminatorio»

Il deputato Matteo Pronzini (MPS) contrattacca: «Così facendo il rapporto censura e castra su un punto centrale un'iniziativa popolare che è stata sottoscritta da 7.350 cittadini. Dopo il buco lasciato nella Legge sul salario minimo, la storia si ripete su un altro tema fondamentale».

BELLINZONA - Dalla pasticceria del Gran Consiglio può succedere che le ciambelle escano con buchi dalle conseguenze indesiderate. Lampante l’esempio dell’articolo che non assoggetta i Contratti collettivi di lavoro alla nuova Legge sul salario minimo. Un pertugio in cui si è infilato, come lama nel burro, il neo-sindacato TiSin di Nando Ceruso, Bignasca e Aldi. Un varco che il Ps ha annunciato di voler sanare tramite il lancio un’iniziativa costituzionale.

Contro dumping e disparità di genere - «Ora la storia si ripete» afferma il deputato dell’MPS Matteo Pronzini. Il prossimo 20 settembre il Parlamento affronterà la ricevibilità dell’iniziativa popolare legislativa generica “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!". Il testo firmato da Angelica Lepori Sergi (MPS, prima proponente) e da altri venti esponenti di area progressista arriva all’esame del plenum con il sostegno di 7.350 firme valide. Il progetto legislativo chiede, da un lato, l’obbligo di notifica all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (UIL), entro 30 giorni dalla stipulazione, dei contratti di assunzione. Tramite formulario il Cantone verrebbe informato sui principali punti del contratto, ovvero durata, salario, qualifica, etc… Nel caso di posti già occupati da altri dipendenti il datore di lavoro dovrà indicare il salario versato al predecessore. 

Una sezione di ispettrici - L’iniziativa contro il dumping, d’altro canto, prevede per l’applicazione della legge un potenziamento dei controlli tramite l’assunzione di un ispettore cantonale ogni 5.000 lavoratori attivi. Non solo. In un’ottica di lotta contro le discriminazioni di genere il testo, presentato nella forma generica, chiede che all’interno dell’UIL venga creata una sezione composta esclusivamente da ispettrici (nella proporzione di una ogni 2.500 lavoratrici attive).

Lo stralcio commissionale - La legge anti-dumping, secondo Pronzini, rischia però di nascere con il “buco”. Stavolta, dice, non c’è nemmeno bisogno di inforcare gli occhiali. Ad accompagnare l’iniziativa in aula c’è infatti un rapporto di Paolo Ortelli (PLR) della Commissione economia e lavoro, in cui spicca il seguente giudizio negativo a proposito della formazione della sezione “al femminile” dentro l’UIL: «La Commissione valuta discriminatoria l’imposizione del genere femminile dei dipendenti di questa potenziale “sezione”. È pertanto dichiarata irricevibile la seguente parte del punto 6: “Questa sezione avrà a disposizione esclusivamente delle ispettrici (una ogni 2'500 donne attive sul mercato del lavoro cantonale)”».

Pronzini: «Così si castra l'iniziativa» - Il rapporto commissionale, visto dall’ottica di Pronzini, si arroga un taglio che non gli compete. «Censura e castra su un punto centrale, quello della lotta contro la discriminazione di genere, un’iniziativa popolare sottoscritta da 7.350 cittadini - afferma il granconsigliere - Oltretutto contraddicendo le conclusioni della perizia del consulente giuridico del Gran Consiglio che l’ha ritenuta ricevibile nella sua interezza l’iniziativa». 

Ortelli 1: «Si cadrebbe nel paradosso» - La Commissione peraltro, all’inizio del rapporto, chiarisce di aver «nominato lo scrivente relatore (...) limitatamente all’aspetto della ricevibilità». Chiedere lo stralcio delle ispettrici non travalica il mandato? «Assolutamente no - è la replica del deputato relatore Paolo Ortelli -. Al termine delle discussioni commissionali l’abbiamo reputata ricevibile in toto. Sono solo emerse, per la seconda parte del punto 6, alcune perplessità. La logica della Commissione è che se avvaliamo un potenziamento della sezione dell’Ispettorato tramite un concorso pubblico d’assunzione limitato alle donne cadremmo in un paradosso... Quello dell’irricevibilità di un concorso fatto solo al femminile».

Ortelli 2: «Non tiriamo troppo la corda» - Discriminatorio, dunque secondo Ortelli: «Dopodiché sappiamo benissimo che qualora l’iniziativa troverà attuazione, nella sezione contro le discriminazione di genere sarà normale ricercare quelle sensibilità. Ci sarà sicuramente una maggiore presenza femminile. Stiamo lottando da anni contro le disparità e ora ne introduciamo una in modo inverso con dei concorsi pubblici per sole donne. Ma sottolineo anche che il Cantone dispone di funzionari che hanno le competenze per fare gli ispettori indipendentemente dal genere. Anche un ispettore maschio deve essere in grado di rilevare le disparità. Non tiriamo troppo la corda».

Pronzini: «La storia si ripete» - In deputato dell'MPS insiste: «Perseverare è diabolico». E ricorda il “varco” lasciato nella Legge sul salario minimo: «Noi avevamo segnalato a suo tempo che ci sarebbe stato un problema. Ma il nostro emendamento è stato bocciato dal Parlamento. Ora la storia si ripete su un tema fondamentale come la discriminazione di genere». La Commissione, gli facciamo notare, ne fa una questione di costi: «Ma quello sarà semmai tema di discussione sul testo. Non si può stravolgere l'iniziativa in entrata».

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