Marco Borradori e Patrizia Benaglia.
BELLINZONA
17.08.21 - 08:020
Aggiornamento : 09:59

«Io semplice segretaria, sempre valorizzata da Borradori»

L'esperienza di Patrizia Benaglia quando l'ex sindaco di Lugano lavorava ancora al Dipartimento del territorio.

Quell'uomo così gentile e carismatico nel 1995 entrò in Governo. E lei pensò: "Vorrei lavorare con lui". Nacque così una grande amicizia.

BELLINZONA - Ha lavorato per quasi tutta la vita al Dipartimento del territorio. E quando nel 1995 Marco Borradori entrò in Consiglio di Stato, rimase affascinata da quel personaggio così cordiale e disponibile. Tanto che per quattro legislature il suo sogno era proprio quello di fare parte dello staff del compianto sindaco di Lugano, recentemente scomparso. Patrizia "Patty" Benaglia, oggi 51enne, alla fine ci riuscì. «Nel 2011 Marco si ricordò di quel desiderio che gli avevo espresso qualche anno prima e mi chiamò. Fu un onore lavorare con lui per due anni. Poi nel 2013 andò a fare il sindaco a Lugano. Ma rimanemmo comunque in contatto».

Al pari degli altri – A fianco di Borradori, nel corso della sua lunga carriera politica e professionale ci sono state tante persone. In primis la sua assistente storica Ilaria Bignasci. Questo però è il ricordo di quella che, a dire nella nostra stessa interlocutrice, poteva essere l'ultima "ruota del carro" e che invece veniva trattata assolutamente al pari degli altri.

Quel garbo come tratto distintivo – «Perché il Borradori uomo, così come il Borradori politico, di distinzioni sociali non ne faceva – riprende Patrizia –. In fondo io ero una semplice segretaria. C'era una cosa che mi piaceva di lui: la gratitudine. Ti ringraziava sempre. E anche quando facevo i miei errori, non se la prendeva. Anzi. Con un sorriso mi diceva di non pensarci e che la prossima volta sarebbe andata bene. Ci siamo dati del tu sin da subito. Nel 2010 era venuto alla mia festa dei 40 anni e, se non ci fosse stata la pandemia di mezzo, sarebbe venuto anche a quella dei 50. A colpirmi di lui erano il suo carisma, il suo garbo. Il fatto di essere buono».

«Gli straordinari con lui non erano un peso» – Emerge il ritratto di una persona dolce. Affabile. «Per me era come una persona di famiglia. Un caro amico. Ci siamo trovati anche a carnevale insieme. O a qualche festa. Ho avuto il privilegio di conoscere la persona che era anche al di fuori della sua vita professionale. E, nonostante questa sua voglia di stare in mezzo alla gente, ad esempio al Rabadan, al lavoro non mancava mai. Era serio. Diligente. Fare straordinari con un capo del genere non era assolutamente un peso. A volte finivo alle dieci di sera perché c'erano dei dossier urgenti da completare. Non mi importava. Era una cosa che facevo volentieri. Perché lui poi ti gratificava. Ti valorizzava. Una volta rimasi da sola in ufficio per una settimana. Temevo di sbagliare, di fare disastri. Ricordo che al venerdì sera mi chiamò e mi disse "sei stata molto brava"». 

Stima reciproca – Dopo il passaggio a sindaco di Lugano, i rapporti tra Borradori e Patrizia sono rimasti intatti. «Ci si vedeva meno, ovviamente – dice la donna –. Ma non ha mai mancato una volta un qualsiasi augurio legato a una ricorrenza. E viceversa. La stima reciproca era enorme».

La StraLugano – Quest'anno Patrizia correrà per la prima volta alla StraLugano, gara a cui Borradori era affezionato. «Non sono mai stata una grande sportiva. Però me l'ero promesso. E lui lo sapeva. Purtroppo Marco non ci sarà. A questo punto non voglio davvero mancare. Penso che in tanti vorranno dedicare a lui la partecipazione a questo evento. Io per prima».

Marco Borradori e Patrizia Benaglia.
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