AFP
Il calciatore Christian Eriksen, testimonial suo malgrado dell'importanza dei soccorsi in campo
CANTONE
20.07.21 - 16:090

«Lo sport diventi la locomotiva del primo soccorso»

Physioticino sottolinea l’importanza di avere negli staff dei club del personale formato per le emergenze

L'Associazione cantonale di Fisioterapia ricorda come: «La gestione delle urgenze riguarda tutti»

MANNO - Arresti e concussioni non sono solo parole della cronaca nera. Lo sa bene il fisioterapista Stefano Chisari, membro dell’Associazione Physioticino, che torna sul tema delle emergenze ad un mese da quando il cuore del calciatore danese Christian Eriksen si è fermato ed è stato provvidenzialmente rimesso in moto.

L'importanza di saper reagire - «Ciò che è accaduto ad Eriksen può accadere a chiunque. Quello che accade a pochi è essere salvati» sottolinea il fisioterapista che è anche membro dell’Associazione svizzera di Calcio e della Federazione svizzera di Scherma. Chisari fa suo e rilancia il messaggio di Claudio Benvenuti, presidente della Fondazione Ticino Cuore: «Sapere come reagire è già un buon passo per salvare una vita».

Concussione, ovvero il trauma cranico - Già, la reazione. «Il primo passo - continua il fisioterapista - è riconoscere l’arresto cardiaco, sapere come effettuare una manovra di rianimazione e adoperare efficacemente un defibrillatore. Nulla di tutto questo si può fare senza una formazione specifica». Oltre all’arresto cardiaco esistono molti infortuni e situazioni che sarebbe bene riconoscere e gestire, quantomeno negli istanti immediatamente successivi all’evento. «Un fenomeno frequente - spiega Chisari - è la concussione, quindi il trauma alla testa, che può capitare nel corso di una partita di calcio come in casa. Anche in questa evenienza è bene sapere come comportarsi. Sono spesso sufficienti poche, ma chiare, indicazioni».

La formazione sul territorio - PhysioTicino, l’Associazione cantonale di Fisioterapia, investe risorse a favore della gestione delle emergenze e prende posto accanto a università, fondazioni, strutture ospedaliere e privati impegnati in progetti di ricerca, di sensibilizzazione e di formazione sul tema “primo soccorso”. «Sul nostro territorio, il prossimo anno - ricorda Chisari - verranno proposti due momenti formativi. Il primo rivolto agli allenatori e allo staff tecnico di società di calcio, nel quale si parlerà anche di concussione. Il secondo è una formazione per la gestione avanzata delle emergenze destinata a fisioterapisti e medici, in particolar modo a coloro che seguono atleti, club e società sportive».

Sempre pronti - Un discorso per addetti ai lavori? «La mia esperienza professionale accanto ad atleti mi predispone alla gestione dell’imprevisto. Ma la formazione mi ha reso pronto a rispondere anche al di fuori dell’ambito professionale, durante una passeggiata o una vacanza, come in effetti (purtroppo) accaduto. Le urgenze che si manifestano in casa o in altri luoghi riguardano davvero tutti».

Lo sport dia il buon esempio - L’augurio finale di Physioticino è di avere in ogni campo da calcio, in ogni palestra, in ogni pista di ghiaccio e in ogni luogo si pratichi sport, del personale che sia in grado di intervenire in maniera efficace nei primi minuti, in attesa dei soccorsi. «Credo sia importante - conclude Stefano Chisari - chiedere ai membri di staff e agli atleti di formarsi in questa direzione. Lo sport potrebbe rappresentare la locomotiva che traina il cambiamento, per poi attuare la stessa politica in molti altri ambiti, come ad esempio la scuola».

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