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«Il consumo di farmaci e alcol acutizzato dalla pandemia»
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CANTONE
20.07.21 - 06:000
Aggiornamento : 09:13

«Il consumo di farmaci e alcol acutizzato dalla pandemia»

Gli effetti del Covid sulle dipendenze secondo Marcello Cartolano presidente di Ticino Addiction

L'esperto evidenzia inoltre che: «Non c'è stato cambiamento di rilievo per le sostanze illegali. Il mercato si è adeguato molto velocemente»

LUGANO - È il lato buio del Covid, quello meno illuminato dai media. Parliamo degli effetti traumatici di un periodo che ha ammalato le persone non solo nel fisico, ma anche nell’animo. Gli esperti sono consapevoli delle ricadute: «È indubbio che gli strascichi della pandemia si faranno sentire anche nel campo delle dipendenze» ammonisce Marcello Cartolano, responsabile dei servizi ambulatoriali di Ingrado e presidente di Ticino Addiction.

Le stupefacenti ondate - «Osserviamo tuttora - continua lo specialista - come le persone abbiano dovuto affrontare delle pressioni che portano a conseguenze traumatiche». Parliamo delle stupefacenti ondate del Covid che hanno spinto alcuni ad abusare di sostanze, magari come meccanismo di protezione o di resistenza. «Il rischio di cadere nei consumi è stato evidente durante o dopo le fasi acute del contagio. A volte per trovare soluzioni, a volte in cerca di sollievo, è emersa la tendenza a rifugiarsi nell’alcol, perché è la sostanza più accessibile. Ma c’è anche chi ha abusato di farmaci. Un fenomeno questo che era già emergente, ma che durante la pandemia è sicuramente esploso».

Il lockdown svela i problemi - Attualmente Cartolano, assieme ad altri, è impegnato nella raccolta di dati. Dati che, in un’ottica scientifica, puntano a suffragare o smentire le impressioni ricavate dall’esperienza sul terreno, in particolare dai colloqui nei consultori: «C’è stato un importante aumento di persone che chiedevano informazioni su situazioni emerse durante il lockdown. Soprattutto sul consumo di alcolici». Alcuni problemi, tra le mura domestiche, sono apparsi infatti più evidenti ai familiari. «In altri casi, sono stati gli stessi consumatori a prendere coscienza degli effetti dello stress da Covid e chiederci aiuto».

«Effetti in seconda battuta» - Per capire l’impatto della pandemia sull’abuso di sostanze andrà, come detto, intensificata l’attività di ricerca. «Ma è chiaro che se già prima diverse persone faticavano a controllare il consumo, ora la situazione è peggiorata». Di più, continua Cartolano, «la pandemia ha favorito tutti quei fattori che possono causare dipendenze o comportamenti problematici. Stiamo monitorando, ad esempio, l’emergere di nuovi gruppi target a rischio. Prima accennavo ai medicamenti, che hanno un’onda lunga con gli antidolorifici e ansiolitici. Perdere il controllo di questo genere di farmaci può essere facile». L’esperto parla di una pandemia che «graverà a lungo sulla salute mentale. Temo che gli effetti, in seconda battuta, arriveranno. Mi riferisco, ad esempio, al mercato dei giochi in denaro, la cui legge ha aperto all’online proprio durante il lockdown, ossia nel momento  più sbagliato».

Le sostanze illegali - Può invece sorprendere l’invariabilità nel campo delle sostanze illegali (cocaina, eroina, etc). «La pandemia non ci ha fatto registrare cambiamenti di rilievo, né per il consumo né per la disponibilità. Come esperti ci attendevamo una difficoltà all’accesso, invece - sottolinea il presidente di Ticino Addiction - il mercato si è adeguato velocissimamente. C’è stata forse un po’ di difficoltà nel reperire la canapa durante il primo lockdown».

Il futuro resta incerto - Resta infine da chiarire l’impatto che potrebbe avere sulle dipendenze il ritorno alla normalità, in termini magari di un aumento dei consumi ricreativi. «Andrà monitorato se ci saranno abusi - conclude Cartolano -, anche se i cestini pubblici durante la scorsa estate, colmi di vuoti di birra e superalcolici, non raccontavano per forza un consumo maggiore di quando i giovani bevevano nei locali. È però evidente che le persone saranno confrontate con effetti post-traumatici, più o meno gravi. Ci aspettiamo un aumento maggiore per le sostanze stimolanti che per quelle anestetizzanti. Che poi ciò sfoci in dipendenze o consumi problematici sarà tutto da valutare».

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