VAILATI
Cattura e libera: la filosofia della pesca a mosca
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BASILEA
14.07.21 - 20:310
Aggiornamento : 15.07.21 - 06:33

«La soddisfazione più bella è liberare ciò che si è preso»

Dopo il calcio, l'ex portiere Germano Vailati ha iniziato a girare il mondo inseguendo la sua passione: la pesca a mosca

La sua filosofia? «Catturare e rilasciare il pesce fa parte di uno stile di pesca che vuole essere rispettoso dell’ambiente ittico. Purtroppo le regole in Svizzera non lo permettono». Oggi fa il consulente per chi vuole perfezionarsi in questa tecnica.

BASILEA - Pescatore esperto da oltre vent’anni, Germano Vailati è innamorato di questo sport, tanto che funge da consulente di nicchia per chi vuole perfezionare le proprie capacità nella pesca a mosca. E spesso si ritrova in acqua con gli amici del calcio, allenatori o giocatori che vogliono cimentarsi con questa tecnica.

Cosa significa pescare a mosca?
«È uno stile che utilizza materiale diverso dalla pesca convenzionale, in particolare le esche artificiali. La filosofia è quella di rilasciare il pesce in buone condizioni. Il Catch & Release è infatti un punto fermo: catturare e rilasciare fa parte della pesca a mosca che vuole essere rispettosa dell’ambiente ittico».

Dove ha cominciato la sua attività?
«Mio padre mi accompagnava al laghetto di Astano, a dimensione di bambino. Ho dei ricordi bellissimi anche al golfo di Agno. Diciamo che in Ticino ci sono parecchi corsi d’acqua invitanti, pure le valli offrono dei paesaggi unici».

Come si diventa pescatori?
«Per pura passione, non certo per la preda. Stare nella natura, visitare luoghi nuovi, viaggiare attraverso paesi lontani, conoscere culture diverse. La pesca è soprattutto questa».

In effetti, lei ha girato il mondo.
«Finché ho giocato a calcio da professionista, non ho avuto molto tempo, anche se nelle pause del campionato ho organizzato qualche spostamento. Ora sono più libero e metto a disposizione la mia consulenza a chi cerca un’esperienza sul posto, come ad esempio andare a pescare il salmone in Islanda».

Patagonia, Bolivia, Messico, Sudan, Finlandia, Scozia, Bosnia. Alcuni tra i Paesi che ha visitato per la pesca. Quanto ammonta il budget di una “spedizione”?
«Il “range” varia a seconda della meta. Seychelles e Terra del Fuoco sono posti incantevoli, non necessariamente bisogna andare così lontano per trovare le condizioni ottimali. I viaggi dipendono anche dal pesce, che ha le sue stagioni migliori e non è sempre disponibile. Prendiamo il salmone, che sale dal mare verso il fiume e smette di nutrirsi. Le esche a mosca devono dunque “provocarlo”, altrimenti non abbocca. Sono tecniche che richiedono una preparazione specifica».

La Svizzera cosa riserva?
«Personalmente, mi piace andare nel Giura, e naturalmente in Ticino, quando rientro. L’intero territorio nazionale offre dei posti bellissimi, è un compito di tutti preservarli, pesci compresi».

“Catturare e rilasciare” non vale qui da noi?
«Abbiamo una quantità enorme d’acqua da godere in Svizzera, per i pescatori e per le persone che apprezzano fiumi e laghi. Le regole non stanno però dalla parte dei pesci, perché non possono essere rimessi in acqua».

In che senso?
«Un esemplare pescato in qualsiasi condizione viene ritenuto “stressato” e quindi deve essere ucciso, così come avviene in Germania».

È un regolamento spietato che condanna ogni pesce…
«Si basa su vecchi principi e non tiene conto che dall’acqua non escono le stesse misure. Il modello dell’Austria è sicuramente più costruttivo e favorisce il turismo del settore, permettendo alle specie di riprodursi in maggior numero e di promuovere la pesca come uno sport meno brutale».

Portiere di successo con la passione per la pesca
«La pesca è una passione di famiglia che mi ha trasmesso mio padre Germano, avevo già la canna nel passeggino…». Germano Vailati, 40 anni, portiere di calcio dal 1999, può dedicare più tempo al suo hobby ora che la sua carriera di professionista – con 5 titoli a Basilea e 2 Coppe Svizzere (con Basilea e Sion) – è terminata. «Alleno ancora i giovani della Under 18, 14 e 13 dei renani. Appena posso organizzo i miei viaggi per andare a pescare anche in capo al mondo, per me è il massimo!». Vailati, nato e cresciuto a Vezia, ha giocato pure con Lugano, Locarno, Chiasso, Bellinzona, Malcantone Agno, San Gallo e Metz. A Basilea, dove oggi vive con la compagna Elsa e i loro due cani Esky e Lio, ha lavorato per tre stagioni con il suo amico Yann Sommer, l’eroe rossocrociato ai recenti Europei. «Sono contento per lui, ha fatto grandi parate. È una bella persona dal carattere ferreo, sono sicuro che otterrà altri risultati di successo. Non è di certo una sorpresa, meritava di più, come del resto tutta la nazionale svizzera».

 

 

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