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Per le ricerche è possibile far capo anche all’Unità cinofila
CANTONE
01.07.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:22

Avvisi di scomparsa dopo alcuni giorni: «La fase iniziale è fondamentale»

La polizia cantonale riceve mediamente più di una denuncia di scomparsa alla settimana.

Molte si risolvono in poche ore e non tutte sfociano in avvisi divulgati alla popolazione, ma fra informazioni da raccogliere e risorse da mobilitare il lavoro non manca. E bisogna lasciare aperto ogni spiraglio, anche a distanza di anni.

BELLINZONA - «Ogni caso di scomparsa è differente dall’altro. Per questo occorre analizzare in modo approfondito l'intero contesto prima di divulgare le informazioni a tutta la popolazione». La Polizia cantonale, da noi sollecitata, spiega così la differenza nelle tempistiche legate alla pubblicazione degli avvisi di scomparsa. Capita infatti che alcuni vengano diramati nel giro di poche ore, altri invece vengano divulgati tempo dopo, anche a distanza di alcuni giorni. Come nel caso di J*, 24enne di cui la madre non ha più notizie da martedì mattina ma per il quale la polizia non ha ancora emesso alcun comunicato.

Dall'escursione all'atto dimostrativo - Negli ultimi anni la Polizia cantonale ha ricevuto rispettivamente 40 (nel 2020, anno condizionato dalla pandemia), 64 (2019), 84 (2018) e 79 (2017) denunce di scomparsa. Dietro questi numeri si celano però tipologie anche molto diverse fra loro. Persone che non hanno fatto rientro nei tempi previsti (ad esempio escursionisti) o disperse senza un motivo “plausibile”. E ancora persone che si sono spontaneamente allontanate per prendersi una pausa di riflessione o per compiere un atto dimostrativo.

Tante informazioni in poco tempo - «La fase iniziale della segnalazione di scomparsa è quindi fondamentale», spiega la Polizia. Le ricerche scattano immediatamente e, per meglio indirizzarle, vanno raccolte nel più breve tempo possibile tutte le informazioni che potrebbero essere utili: sapere se chi è ricercato ha con sé un telefono, quali luoghi frequenta, se si tratta di una persona che soffre di qualche malattia (fisica o mentale) e/o che deve assumere dei medicamenti. E naturalmente serve il consenso di chi sporge denuncia prima della divulgazione, in particolare dei familiari.

Dispiegamento di tutte le risorse possibili - In primo luogo si diffonde la segnalazione a tutte le pattuglie delle forze dell’ordine dislocate nel Cantone. Nel caso in cui si dovessero avere indicazioni sulla possibilità che il disperso possa trovarsi oltre frontiera, si coinvolgono pure le autorità di altri Paesi: il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale (CCPD) di Chiasso per l’Italia e l’Interpol per gli altri Stati. Ma è possibile far capo pure all’Unità cinofila, alla Polizia lacuale (quando occorre perlustrare fiumi e laghi), al Gruppo ricerche e constatazioni per le ricerche in montagna, alla Rega e al Soccorso alpino. Infine può intervenire pure la Scientifica per assicurare tracce ed elementi di prova utili nel caso si debba procedere all’identificazione di persone decedute o di resti umani ritrovati dopo molto tempo.

Anche la revoca richiede tempo - Anche un’eventuale revoca, comunque, richiede tempo. Ecco perché, pure in questo caso, capita che non coincida con il momento del ritrovamento effettivo. «Si tratta infatti - argomenta ancora la Polizia - di un atto formale e può essere effettuato unicamente dopo che chi ha sporto la denuncia si presenta in polizia per ritirarla e dopo aver accertato che la persona sia stata effettivamente rinvenuta».

La speranza è l’ultima a morire - Se la maggioranza dei casi si risolve in poche ore o al massimo un paio di giorni - per questo non tutte le denunce sfociano in un avviso di scomparsa pubblico - ce ne sono altri che invece necessitano di più tempo. Fino a quelli che potrebbero non risolversi mai. Sul sito della polizia appare ad esempio ancora l'avviso che riguarda Peter Stalder, comunicato il 2 gennaio 2001 e scomparso nell'ottobre del 2000. «Bisogna lasciare aperto ogni spiraglio. L’avviso rimane quindi pubblicato nella speranza di poter ottenere un’informazione utile allo sviluppo del caso. Ad esempio se qualcuno incontra la persona all’estero dopo che si è volontariamente allontanata da casa», conclude la Polizia cantonale.

Proprio in quest’ambito, viene sottolineato che quando la scomparsa si protrae per un lungo periodo e c’è minor speranza di ritrovare la persona in vita, occorre assicurarsi del materiale “ante-mortem”, ossia radiografie e calchi dentali o il DNA dei familiari. In modo che un’eventuale identificazione al momento del ritrovamento di un corpo o di resti umani possa avvenire anche a distanza di anni.

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