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L'ex Petrolchimica a Preonzo oggi...
BELLINZONA
22.06.21 - 17:520
Aggiornamento : 18:27

«Come sono stati smaltiti i detriti tossici alla ex Petrolchimica?»

Prima del discusso concorso pubblico a prezzi stracciati, sono state già abbattute delle strutture

In un'interpellanza Verdi, FA, MPS, Pop e Indipendenti chiedono al Municipio come mai il resto dell'impianto industriale è stato demolito con mandato diretto e se gli interventi sono stati autorizzati dalla SUVA

Anche dal Consiglio comunale arriva, dopo l'articolo di Tio/20Minuti, una richiesta di chiarimenti sull’appalto a prezzi “discount” (62mila franchi invece dei 200mila preventivati) assegnato dal Municipio di Bellinzona a una ditta per lavori di demolizione e bonifica all’ex Petrolchimica di Preonzo.

«Qualcosa non quadra» scrive Marco Noi, presentando un’interpellanza sottoscritta da Verdi-Forum Alternativo, Mps, Pop e Indipendenti. I consiglieri, rifacendosi al messaggio municipale, ricordano che prima di procedere alla demolizione delle strutture una ditta specializzata avrebbe dovuto bonificarle dalle sostanze nocive come amianto e PCb. «Nel messaggio - si legge nell’interpellanza - vi è un concetto assai accurato di rilevamento (“struttura per struttura”) e smaltimento delle sostanze nocive, sul quale è poi stato preventivato il costo di 335'000 Fr per la bonifica delle sostanze nocive».

I mandati diretti e la bonifica - Da una foto recente, i consiglieri osservano che «diverse strutture sono già però state demolite, evidentemente con mandati diretti e solamente l’edificio centrale rimarrebbe da bonificare, mentre il messaggio municipale non lasciava assolutamente credere che ci fossero edifici nei quali non vi fossero sostanze nocive». 

Da qui una raffica di domande al Municipio:

1. Come mai il resto delle strutture industriali è stato demolito, separatamente con mandato diretto?

2. Prima di procedere è stato allestito uno studio di impatto ambientale ai sensi della Legge Edilizia?

3. È stato allestito uno studio preliminare e uno definitivo?

4. Quali sono state le imprese che si sono aggiudicate il mandato diretto?

5. Chi era il progettista? 

6. Il progettista ha allestito un capitolato di delibera? Ha seguito i lavori? Ha redatto i verbali di cantiere?

Con quale frequenza? I verbali di cantiere contengono anche i bollettini delle discariche?

7. A quanto ammonta la spesa dei lavori svolti dalle ditte che hanno lavorato con mandato diretto?

8. Le ditte appaltatrici si sono attenute alle regole vigenti in materia di gestione e smaltimento di

sostanze nocive e inquinanti?

9. A questo proposito: dove e con quali modalità sono stati smaltiti i detriti tossici e inquinanti? Esistono

dei bollettini di consegna del materiale alle discariche?

10. Condivide il Municipio che il capitolato ed il modulo d’offerta delle ditte prescelte a mandato diretto

debba venir reso pubblico?

11. Condivide il Municipio che il concetto di smaltimento presentato dalle ditte a mandato diretto debba

venir reso pubblico?

12. Condivide il Municipio che le dichiarazioni e gli allegati delle ditte prescelte a mandato diretto debbano

venir resi pubblici?


13. Gli interventi sono stati preventivamente autorizzati dalla SUVA?

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