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RIVA SAN VITALE«Sono semplicemente allibito»

22.06.21 - 00:07
Lo sfogo del proprietario del veicolo affondato nel Ceresio. «Ragazzate? Non è un'attenuante»
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«Sono semplicemente allibito»
Lo sfogo del proprietario del veicolo affondato nel Ceresio. «Ragazzate? Non è un'attenuante»
Danni per (minimo) 20mila franchi. Senza contare l'inquinamento del lago. L'azienda chiederà un risarcimento ai responsabili

RIVA SAN VITALE - Una "goccia" nel lago. Uno scherzo, una bravata nata per il gusto dello spettacolo, forse - chissà - per il gioco di parole. Buttare un furgone nel Ceresio e filmarlo mentre va a picco. Il proprietario della ditta di pulizie "La Goccia Sa" di Bellinzona, a cui appartiene il veicolo affondato - a metà - mercoledì a Riva San Vitale, è senza parole davanti alle immagini pubblicate oggi da tio.ch/20minuti.

«Sono allibito. È veramente un dispiacere sentire dei giovani prendersi gioco in questo modo del lavoro altrui» commenta Paolo Thoma, titolare nonché presidente dell'Associazione ticinese imprese di pulizia. «Dispiace non solo per il veicolo, ma per quello che rappresenta. Il lavoro quotidiano di persone che si danno da fare. Non capisco davvero come si possa fare una cosa simile». 

Il furgone era sparito lunedì scorso - conferma Thoma - da un posteggio aperto a Giubiasco. Un collaboratore della "Goccia" che doveva servirsene il martedì mattina, una volta sul posto ne ha constatato la scomparsa. «È stata una bruttissima sorpresa. In Ticino non siamo abituati a queste cose. Ho pensato di tutto, anche alla vendetta di qualcuno». 

Dopo la denuncia in polizia, la chiamata - mercoledì - con cui Thoma è stato avvisato del ritrovamento. «Non ci potevo credere. Nei giorni successivi siamo venuti a sapere che si è trattato probabilmente di una bravata, ma non credo proprio sia un'attenuante. Aspettiamo di avere un confronto con questi ragazzi, per capirne le motivazioni. Poi procederemo con la richiesta danni». 

Per ora Thoma ha già dovuto saldare il conto del carro attrezzi, e ha valutato il danno in (almeno) 20mila franchi. Senza contare «eventuali possibili costi per il ripescamento e i danni ambientali causati dalla perdita di olio nel lago». Insomma uno scherzo che rischia di finire col costare davvero caro ai responsabili. 

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