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MAROGGIA
18.06.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:44

Il cammino per la rinascita del Mulino prosegue

Sono passati quasi sette mesi dal terribile rogo, ma la vicinanza e la solidarietà della gente sono sempre grandi.

Un momò con la passione per l'arte ha deciso di mettere all'asta un paio di scarpe uniche e personalizzate. Nel frattempo la ricostruzione della struttura va avanti. Alessandro Fontana: «Il nostro obiettivo è riaprire all'inizio del 2023».

MAROGGIA - Una tombola digitale, un tavolo realizzato usando (anche) il grano, dei particolari portachiavi in legno, varie iniziative e donazioni, e ora pure un paio di scarpe uniche. Nonostante siano trascorsi quasi sette mesi dal giorno in cui un violento incendio ha distrutto il Mulino di Maroggia, la vicinanza della popolazione a quello che è uno dei simboli del Basso Ceresio è sempre grande.

Opere d'arte ai piedi - Lo dimostra l’iniziativa lanciata da un momò con la passione per l’arte - Francesco Cairoli, French-ART - che ha deciso di creare un modello personalizzato di Adidas Stan Smith e di metterlo all’asta su Ricardo. Sulle scarpe - è disponibile un unico paio - sono raffigurati due momenti indelebili per il Mulino: su una la fase drammatica dell’incendio, sull’altra la fenice che rinasce dalla proprie ceneri. Proprio come la struttura maroggina.

L'attenzione non è diminuita - L’intero ricavato della vendita verrà donato alla famiglia Fontana, proprietaria del Mulino: «Gesti come questo fanno davvero piacere e dimostrano l’attaccamento della gente al Mulino», si felicita Alessandro Fontana. «Tante volte in queste situazioni, passata la fase iniziale, l’attenzione va scemando. Invece la gente mi ferma tuttora per strada per chiedermi a che punto siamo con i lavori». La ricostruzione del Mulino, infatti, procede. «La fase di pianificazione dell’impianto, che è quella più complessa, è pressoché terminata - spiega Fontana -, così come quella relativa allo stabile e alla nuova torre che sostituirà quella andata bruciata». Dopodiché toccherà a Comune e Cantone evadere le pratiche per i permessi di costruzione, nella speranza che questo avvenga in tempi celeri.

Obiettivo 2023 - Solo una volta che la palla tornerà nel campo di Fontana si potranno quindi definire delle tempistiche definitive. «L’obiettivo è di riaprire all’inizio del 2023. Di conseguenza l’impianto dovrà essere completato entro la seconda metà dell’anno prossimo, in modo da poter effettuare i dovuti collaudi ed entrare gradualmente in produzione», illustra il proprietario del Mulino. Un parte operativa che dovrebbe sfociare nella creazione di un Polo ticinese del cereale. «Tutto il cereale panificabile che viene coltivato in Ticino (di tipo convenzionale, IP-Suisse o biologico) verrebbe lavorato da noi, cosa interessante anche dal profilo ecologico», sottolinea Fontana. 

Fra l'agricoltore e il panettiere - Con la possibilità da parte di chiunque di poter assistere alla produzione delle varie farine, come già in passato: «Penso che tutta la solidarietà che abbiamo ricevuto sia anche dovuta all’apertura ai visitatori che abbiamo sempre avuto. Questo perché tutti sanno che da qualche parte cresce il grano, da qualche parte c’è un panettiere o un pizzaiolo, ma nel mezzo non si sa bene cosa succede. Noi vogliamo mostrarlo», conclude Alessandro Fontana.

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