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15.06.21 - 10:500

Ultimi giorni di un anno complicato

È l'ultima settimana di scuola in Ticino: il Decs fa il punto su come è andata

LUGANO - Ancora pochi giorni, poi tutti a casa. Le vacanze estive sono dietro l'angolo e la scuola ticinese fa un bilancio guardandosi indietro. Un anno difficile, il 2020-21, in cui docenti e allievi hanno dimostrato di saper mantenere i nervi saldi. 

In una conferenza stampa dall'aula magna del Centro professionale medico-sanitario di Lugano, in via Ronchetto, i vertici del Dipartimento educazione cultura e sport (Decs) fanno un punto sui 10 mesi appena trascorsi. Presenti il direttore Manuele Bertoli, il capo della Divisione scuola Emanuele Berger e il direttore della Formazione professionale Paolo Colombo. 

«Il dato più significativo dell’anno scolastico è apparentemente il più scontato» commentano i dirigenti del Decs. «Malgrado la pandemia e le restrizioni sanitarie, la scuola è rimasta aperta e non si è dovuto ricorrere nuovamente alla didattica a distanza». Un obbiettivo raggiunto, che ha «indubbiamente generato oneri, responsabilità e carichi di lavoro eccezionali e straordinari, giustificabili unicamente dall’emergenza sanitaria» riconosce il Decs.

Il pensiero va in particolare ai docenti, che tramite il sindacato Vpod settimana scorsa hanno manifestato un certo disagio per le condizioni straordinarie e stressanti di lavoro, auspicando un ritorno alla normalità. «Si percepisce da parte dell’insieme degli attori scolastici, che ringraziamo sentitamente per il grande impegno profuso, un comprensibile bisogno di "chiudere" l’anno, di rigenerarsi nel corso delle vacanze estive e di riaprire la scuola a fine agosto in condizioni il più possibile vicine alla normalità pre-pandemica» hanno sottolineato Bertoli, Berger e Colombo. 

A partire dall'anno prossimo, ha ricordato il Decs, una bella novità è in arrivo in particolare nelle scuole medie, forse quelle più "provate" dalle regole di protezione e dalle frequenti quarantene di classe. In prima e in terza «il numero degli allievi diminuirà fino a 22 unità massime» ha ricordato il Decs. Questo «per andare incontro all’esigenza, sempre più sentita, di una maggiore e migliore differenziazione dell’insegnamento». 

Per quanto riguarda le scuole superiori, tra gli allievi di quarta media al momento il 44.5% è interessato al medio superiore e il 48.66%  è intenzionato ad iniziare una formazione professionale. Fra questi - fa sapere il Decs - il 29.95% nella formula dell’apprendistato in azienda e il restante 18.71% in una formazione professionale a tempo pieno. Dei 972 giovani (29.95%) che vogliono seguire un tirocinio, 263 (195 ragazzi e 68 ragazze) hanno già stipulato un contratto di apprendistato. 

La formazione professionale rimane la scelta privilegiata dei giovani anche per l’anno scolastico 2020/2021, con circa due terzi degli allievi del post obbligatorio inseriti in un percorso professionale, di cui 6'278 in un percorso duale (scuola-azienda) e 3'705 in una scuola professionale a tempo pieno. Per quanto riguarda la formazione in azienda, nell’anno scolastico 2020/2021 si sono presentate «situazioni diversificate». Alcune ditte - ha ricordato Colombo - hanno infatti continuato la loro attività senza problemi, magari introducendo il telelavoro. «Altre invece hanno dovuto sospendere le attività, si pensi in particolare ai settori della gastronomia, degli eventi, del fitness e dei viaggi».

La Divisione della formazione professionale, in linea e con il sostegno della task force nazionale “Prospettive tirocinio 2020”, ha rafforzato il ruolo dei centri di formazione aziendale e interaziendale, i quali hanno potuto accogliere dei giovani in formazione il cui datore di lavoro aveva bloccato le attività.

Numeri positivi nel complesso arrivano dalla campagna di collocamento dei giovani apprendisti. Stando ai dati del 7 giugno 2021, 1’079 aziende hanno risposto positivamente all’indagine segnalando complessivamente 1'740 posti d’apprendistato (nel 2020 erano 990 aziende per un totale di 1'835 posti). In Ticino ogni anno sono circa 2'500 le persone che iniziano un apprendistato nella modalità duale scuola-azienda, di cui solo una parte (713 nel 2020, pari al 30%) in modo diretto dopo la scuola media.

 

 

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