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18.05.21 - 09:270

L'ACSI: "Votate sì alla Legge sul CO2"

Le indicazioni di voto dell'Associazione consumatori e consumatrici della Svizzera italiana

Anche l'Associazione consumatori e consumatrici della Svizzera italiana ha espresso il proprio consiglio di voto sulle votazioni federali e cantonali del prossimo 13 giugno. Dicono sì alla Legge sul CO2 e alle due iniziative “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” e “Acqua potabile pulita e cibo sano”. E un sì va anche alla modifica costituzionale per la sovranità alimentare del Cantone Ticino. Riportiamo qui di seguito le loro indicazioni di voto.

Sì alla Legge sul CO2. È così chiamata la Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra che le Camere federali hanno accolto lo scorso autunno per implementare le misure contro le emissioni di CO2 e per dare corpo all’Accordo di Parigi siglato anche dal nostro Paese. Per l’ACSI un chiaro Sì alla Legge significa porre le basi per le necessarie misure contro il riscaldamento climatico che, senza un’inversione di rotta, causerà danni sempre maggiori a livello ambientale ed economico. Con le nuove norme tutti i settori parteciperanno in modo solidale alla protezione del clima e all’obiettivo nazionale vincolante di diminuzione dei gas serra entro il 2030 fissato ad un valore che equivale a meno della metà rispetto alle emissioni del 1990.

Chi contribuisce a produrre molto CO2 a causa di frequenti viaggi in aereo, o usa un riscaldamento a gasolio inefficiente, o circola sulle strade con veicoli che consumano molto carburante, sarà chiamato a pagare di più, e di conseguenza “chi inquina meno, paga meno”. Gran parte del gettito proveniente dalla tassa prevista dalla legge sul trasporto aereo e sui carburanti verrà restituito ai cittadini e alle imprese, e il resto confluirà in un Fondo per il clima a favore di tecnologie innovative rispettose del clima. Secondo alcuni studi la maggioranza della popolazione riceverà più soldi con la ridistribuzione di quanti ne ha pagati. Inoltre l’incentivazione a investimenti per ridurre l’impatto ambientale degli edifici creerà posti di lavoro e maggior benessere. Il nostro ambiente e non da ultimi la nostra salute e qualità di vita ne beneficeranno.

 Sì alle due iniziative agricole. Sono due iniziative distinte che hanno un obiettivo comune: propongono soluzioni per affrontare le grandi sfide di un’agricoltura proiettata verso il futuro. Pur riconoscendo che la loro applicazione è tutt’altro che semplice nel sistema agricolo attuale, l’ACSI ritiene che sostenere le due iniziative significhi dare un segnale importante nella giusta direzione e che i periodi di transizione previsti per gli adattamenti siano adeguati per forgiare un’agricoltura elvetica sostenibile e sociale, rispettosa della natura e della biodiversità. La Confederazione e la ricerca agroalimentare hanno fatto passi avanti nell’ultimo decennio anche sul fronte della riduzione dei pesticidi impiegati ma i tempi stringono e resta ancora parecchio da fare per rispondere alle attese dei consumatori che vogliono alimenti sani, prodotti nel rispetto dell’ambiente. L’ACSI avrebbe preferito un controprogetto frutto della discussione costruttiva fra mondo agricolo e società civile. Ciò non è tuttavia stato possibile in quanto lo scorso mese di marzo il Parlamento ha deciso di sospendere i lavori sulla Politica agricola 2022 - PA22+.

Sostenere le due iniziative è quindi necessario per non rinviare alle calende greche la discussione per un’agricoltura più sostenibile. Tanto più che se i testi venissero accettati in votazione il parlamento dovrebbe saper dar prova di realismo nella loro attuazione.

I contrari alle due iniziativa paventano un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. L’ACSI non lo può escludere, ma ricorda il margine di manovra dei consumatori per contenere la loro spesa riducendo lo spreco alimentare (valutato a 2'000 franchi all’anno per una famiglia di 4 persone) e cambiando alcune abitudini (mangiare meno carne e bere l’acqua del rubinetto). Bisogna inoltre considerare che la formazione dei prezzi dipende molto spesso più dagli intermediari che dai costi di produzione.

 Sì alla modifica della Costituzione cantonale per la sovranità alimentare. Il 13 giugno saremo chiamati a votare anche la modifica della Costituzione del Canton Ticino con l’introduzione del concetto di sovranità alimentare. Una modifica che è stata votata a larga maggioranza dal Parlamento cantonale in base all’iniziativa parlamentare di Massimiliano Ay (2018). Il nuovo articolo costituzionale servirà a perseguire svariati obiettivi, tra cui quello principe, ossia il diritto ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in modo sostenibile ed ecologico, nonché il diritto di poter decidere il proprio sistema alimentare e produttivo.

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